Brasile, il paese più italiano al mondo
Il Brasile è il paese più italiano al mondo: è quanto emerge dal recente “Rapporto italiani nel mondo 2006″, realizzato dalla Fondazione Migrantes (ufficio pastorale della Conferenza episcopale italiana), in collaborazione con Acli, Inas-Cisi, Mcl e Missionari scalabriniani e di studiosi di diverse provenienze coordinati dal “Dossier statistico immigrazione Caritas/Migrantes”. Questo rapporto statistico, reso pubblico dalla Caritas all’inizio di questo mese, arriva per colmare un vuoto durato ben vent’anni, una mancanza di informazioni che ha contribuito negativamente alla comprensione e risoluzione dei problemi dei cittadini italiani residenti all’estero. Secondo quanto scritto sul rapporto, con questo studio si è cercato di dare una risposta positiva al senso di appartenenza degli emigrati e di risvegliare un maggiore interesse nella società italiana, di cui gli emigrati sono cittadini a pieno titolo dopo aver eletto i propri parlamentari durante le ultime elezioni.
Secondo i dati dell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire), aggiornati al 9 maggio 2006, vi sono 3milioni 106.251 cittadini italiani residenti all’estero, mentre tenendo in considerazione anche le informazioni consolari, il numero effettivo di persone è più realisticamente vicino ai circa 3,5 milioni. L’Europa si conferma come il continente di maggiore insediamento (60% del totale), seguita dall’America (34,4%), dall’Oceania (3,6%), Africa (1,3%) e Asia (0,7%). Tra i paesi che ospitano il più alto numero di italiani, ci sono rispettivamente la Germania e la Svizzera. L’Argentina, invece, è il paese extraeuropeo con maggior numero di cittadini italiani (404.330 presenze), visto che circa metà della popolazione locale ha delle origine italiana. Il Brasile è al secondo posto tra i paesi latinoamericani per quanto riguarda il volume della presenza italiana (148.746 residenti), composta in misura rilevante da persone di origine trentina e veneta.
Nonostante sia difficile tracciare un identikit dell’italiano all’estero, data soprattutto la diversità tra un paese e l’altro, dal rapporto emergono dei dati interessanti. In generale, il livello di istruzione degli emigrati è più basso rispetto ai cittadini rimasti in Italia. Un terzo degli emigrati in Australia ha solo la licenza elementare, mentre in Argentina, e soprattutto in Brasile, il livello è molto più elevato, rispettivamente il 36,7% e il 44% tra laureati e diplomati.
Oltre ai dati sopra riportati, il rapporto sostiene essere del tutto fondato fare riferimento ad una collettività italiana allargata di oltre 60 milioni di persone, praticamente un’altra Italia fuori dal territorio italiano. Attraverso informazioni acquisite localmente, le persone di origine italiana nel mondo sarebbero distribuite come risulta nel box qui di seguito.
Secondo questi dati il Brasile, pur non essendo il paese con maggior numero di cittadini italiani iscritti all’Aire, ospita la maggior comunità italiana del mondo: ben 31 milioni di residenti tra italiani e italo-brasiliani che rappresentano poco meno della metà di tutti i cittadini di origine italiana sparsi per il mondo. Soltanto nella città di San Paolo, circa la metà dei 15 milioni di abitanti avrebbe sangue italiano nelle vene.
Da quanto emerge dal rapporto, sarebbe scorretto ritenere che l’emigrazione italiana sia sempre stata una storia di grande successo. Spesso si emigrò per bisogno, sia delle singole persone che del paese. Tanti sono i casi di chi non fece fortuna e molte volte rimase senza le poche risorse che aveva al momento della partenza dall’Italia. Ma è pur vero che molti hanno trovato la strada del successo, come dimostrano i ruoli di grande prestigio svolti dai cittadini italiani residenti all’estero. Una delle espressioni più significative riguarda le cariche istituzionali locali, in cui il Brasile appare al primo posto con 63 parlamentari di origine italiane eletti, seguito dall’Uruguay con 56 e l’Argentina con 39.
Attualmente, in Argentina e Brasile, più di un quinto degli italiani residenti sono imprenditori e molti altri sono lavoratori autonomi e professionisti. Solo nello stato di Rio Grande do Sul, in Brasile, su 10.641 aziende, 4.512 sono intestate a imprenditori di origine italiana. Il rapporto inoltre risalta che le aree di maggiore insediamento dei connazionali, cioè il sud e sudest del paese, sono quelle a più alto sviluppo sociale ed economico e contribuiscono, da sole, ai tre quarti del prodotto interno lordo brasiliano.
Meritano un paragrafo a loro dedicato le seconde, terze e quarte generazioni che sono i figli degli italiani emigrati nati sul posto e i loro discendenti, che sono chiamati «oriundi». Rappresentano il 28% del totale dei registrati all’Aire in qualità di «discendente di migrante nato all’estero». Le radici italiane a volte sono trascurate oppure vissute in modo solo privato e familiare. Ma c’è anche chi si dedica allo studio della lingua italiana e alla riscoperta della cultura, oltre che al consumo di prodotti tipici del made in Italy. Inoltre, risulta crescente l’interesse per l’acquisizione della cittadinanza italiana: al Consolato di Buenos Aires, per esempio, sono pendenti 40 mila richieste, mentre in Venezuela gli appuntamenti vengono fissati per il 2010. Situazioni simili si verificano anche in Brasile e Uruguay.
Anche la stampa italiana all’estero è abbastanza diffusa e comprende 400 testate tra periodici cartacei, agenzie e notiziari online. Lo stesso accade con la grande quantità di associazioni regionali e circoli italiani fondati e gestiti dai connazionali all’estero nell’intento di mantenere vivi i legami con l’Italia.

























































Veramente stupendo il brasile..
Un mio amico è stato un mese l’anno passato..
ho visto le foto e sono rimasto senza parole…
Sì se ci resti un mese può essere…. prova a viverci come facciamo noi..è un’altra storia!!!
Un Medico Emigrato.
Come al solito non bastano due qli o il divertimento riscontrato in un mese per farsi una reale opinione del Brasile.
Personalmente, sono andato con altri occhi ed interessi principali, delegando quando sopra in seconda posizione, ebbene, se cio’ puo’ interessare, il brasile e’ stupendo per un semplice motivo, nonostante le NUMEROSE PROBLEMATICHE SOCIO/ECONOMICHE vi si trova persone che generalmente risultano piu’ gradevoli delle ostiche controparti europee, poi, anche qui, PECUNIA OLET! pertanto in vacanza si, per viverci credo prorpio di no.
Si dice che pecunia non olet, cioè il denaro non puzza, significa che il denaro è buono anche se è stato guadagnato on metodi discutibili