Italia, Europa, Stati Uniti in Crisi. Cosa succede??
Italia: l’abisso oltre la crisi
La recessione non è più un pericolo. Ora il pericolo è la deflazione. Nessuno si muove, se non con palliativi o misure che serviranno a poco o a nulla. Allora, meglio fare delle riforme strutturali e far ripartire il paese.
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Italia, Europa e Stati Uniti, a rischio deflazione. |
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Che la recessione fosse all’orizzonte non era un mistero già da quest’estate, prima che scoppiasse definitivamente la crisi dei mercati finanziari. Ma ora c’è un rischio ben peggiore all’orizzonte. Quello della deflazione. La deflazione è peggiore dalla recessione. La recessione è una fisiologica caduta di produzione e consumi all’interno del ciclo economico. La deflazione è invece un distruttivo circolo vizioso, che parte da una caduta dei prezzi dei beni capitali (patrimoni, case, titoli) e delle materie prime. La deflazione ha effetti micidiali sul credito e sui consumi, perché tutti preferiscono tenere liquidità anziché acquistare titoli che si svalutano o beni di consumo che si prevede si ridurranno di prezzo. Ma così nessuno presta più denaro, le merci non si vendono, non si fanno investimenti e l’occupazione crolla.
SEGNALI DI DEFLAZIONE
I segnali di deflazione in Italia non mancano. L’Unione europea prevede scenari molto negativi per l’Italia. Il mercato delle auto è crollato, con i suoi inevitabili effetti a cascata su molti settori dell’economia. L’indicatore della Confcommercio sugli acquisti di beni e servizi (Icc) registra una flessione nei primi 9 mesi del 2008 dell’1,9%, con cali generalizzati in tutti i settori economici e il presidente Carlo Sangalli chiede a gran voce riduzioni della pressione fiscale. Le richieste di cassa integrazione crescono in modo esponenziale e tutte le previsioni dicono che, dopo 10 anni di progressi, tornerà a crescere la disoccupazione, soprattutto per effetto delle espulsioni delle categorie deboli (precari e donne in primis). La linea della povertà continua a crescere, anno dopo anno, secondo le elaborazioni dell’istat, penalizzando le famiglie più giovani e il sud. E la politica, che fa?
COSA DICONO I POLITICI ITALIANI
Il nostro ministro dell’Economia si diletta a regolare i conti con il sistema bancario assieme ai furbetti del core tier 1, ma stando a quello che dice, non ha alcuna intenzione di rivedere la Finanziaria per sostenere l’economia. E’ vero che i margini sono stretti: i dati del fabbisogno statale di ottobre segnalano un peggioramento di ben 14,5 miliardi di euro rispetto al 2007. Ma che l’orizzonte dei conti pubblici fosse fosco era abbastanza chiaro già da metà settembre. Però non è che il leader dell’opposizione brilli per proposte sensate. L’idea di detassare una tantum le tredicesime è una sciocchezza per molte ragioni, soprattutto perché misure percepite come transitorie hanno effetti limitati sulla domanda delle famiglie.
di Carlo Cipiciani (Comicomix)



























































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