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Iniziare dinuovo in un paese fantastico dalla natura quasi incontaminata, festoso e allegro, con donne bellissime e risorse enormi.. Un paese 7 volte più grande dell’Europa e che ancora deve dare dimostrazione delle sue grandi potenzialità..
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Il secolo del Brasile



Per molte testate del Primo Mondo è l’uomo dell’anno e una delle personalità più influenti del pianeta. El Mundo ha intervistato Inacio Luiz Lula da Silva il primo presidente sindacalista del Brasile.
I brasiliani usavano dire che il loro Paese era “il Paese del futuro”, ma di un futuro lontano… crede che finalmente sia arrivato?
Sono convinto che il XXI secolo sia il secolo del Brasile. Viviamo un momento eccezionale... continua...

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Economia e sistema bancario di Italia e Brasile a confronto. L'economista Eugenio Benettazzo (ha previsto questa crisi in un libro anni fa..) parla di economia e sistema bancario in Italia e Brasile

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Truffa Madoff. In piena crisi finanziaria una truffa da 50 miliardi di dollari.

venerdì, dicembre 19, 2008
posted by admin 1:45 PM

Crack Madoff: la storia di una truffa che mette in allarme hedge funds e non solo

 

 

Nel pieno della crisi economica e finanziaria che ormai imperversa da più di un anno, su Wall Street si è abbattuta un’altra pesante tegola che avrà ripercussioni più o meno significative anche al di fuori dei confini nazionali. La notizia è arrivata venerdì scorso, quando si è appreso dell’arresto di Bernand Madoff, personaggio molto conosciuto da tempo nel mondo finanziario. Il 70enne Madoff ha ricoperto infatti un incarico molto prestigioso a Wall Street, dove è stato presidente del Nasdaq il listino che raccoglie le società tecnologiche, oltre ad essere consulente presso la piazza azionaria americana, tramite la Bernard L. Madoff Investment Securities Llc, da lui fondata negli anni ‘60.

 

Per Madoff le manette sono scattate venerdì scorso, con l’accusa di aver architettato una frode colossale da 50 miliardi di dollari attraverso un hedge fund ombra. La paternità della truffa in questione tra l’altro non è riconducibile a Madoff che non può essere riconosciuto come l’ideatore della stessa. La tipologia della frode infatti rimanda indietro nel tempo di diversi decenni e precisamente agli inizi del secolo scorso, riportando al nome di un italiano, Carlo Ponzi. Il bancarottiere conosciuto anche come il “maestro di Boston”, negli anni ‘20 ideò il meccanismo della piramide finanziaria nel quale ad evitare le perdite sono solo coloro che si trovano nelle prime posizioni di questa “catena di S. Antonio”. Lo schema adottato è molto semplice e prevede il pagamento degli utili agli azionisti attraverso i versamenti effettuati dagli acquirenti successivi. L’equilibrio però viene meno nel momento in cui le risorse in entrata non riescono più a coprire quelle in uscita, ed è quanto accaduto a Madoff che fino a novembre è stato capace di fare fronte agli impegni presi.
Nelle ultime settimane però sono sorte le prime difficoltà e di fronte all’impossibilità di effettuare alcuni rimborsi, l’ex presidente del Nasdaq si è reso subito conto che la situazione gli stava sfuggendo di mano, a tal punto da non riuscire più a garantire quell’equilibrio che aveva mantenuto in piedi la piramide fino a quel momento.
Il 70enne Madoff, consapevole di non avere più via di uscita, confessa ai suoi due figli di “aver creato un gigantesco complotto Ponzi, dove non c’è assolutamente un dollaro”, per usare le sue parole. Ai figli palesa anche la sua volontà di consegnarsi alle autorità, previa distribuzione ad amici, parenti e familiari, dei 200-300 milioni di dollari rimasti ancora in circolazione. Madoff però non è riuscito a fare il suo ultimo colpo, perché i suoi figli lo hanno preceduto, denunciandolo alle autorità e facendo così scattare l’arresto del padre venerdì scorso.
L’ex presidente del Nasdaq in realtà è stato già rilasciato grazie all’intervento solerte della moglie, che si è preoccupata subito di far ipotecare la residenza di loro proprietà a Manathann, riuscendo così a recuperare i 10 milioni di dollari richiesti per la cauzione.


Anche se fuori dal carcere, i problemi per Madoff sono appena iniziati, perché se le accuse a suo carico saranno accertate, l’ideatore della truffa rischia di scontare fino a 20 anni di galera, oltre al pagamento di una multa da 5 milioni di dollari.
La frode da lui orchestrata infatti, qualora saranno confermate le prime risultanze, con un buco da 50 miliardi di dollari, si prospetta come una delle più grandi della storia finanziaria di Wall Street, superiore anche al fallimento di Enron, con un collasso da 31 miliardi.
Diversi sono i fondi che subiranno perdite ingenti e a pagare per questo crack saranno anche diversi protagonisti della comunità ebraica di New York e alcune organizzazioni istituzionali. Questa volta almeno la truffa non dovrebbe riguardare gli investitori privati, che potrebbero esserne coinvolti solo in minima parte, mentre a tremare sono gli hedge funds, con il rischio di un effetto domino che solo in Europa potrebbe mandare in fumo il 5% degli asset di fondi di fondi hedge.
Il mercato per ora non sembra risentire in alcun modo delle notizie che si susseguono da venerdì scorso, giorno dell’arresto di Mudoff. Soprattutto nel corso della mattinata, numerose banche e istituzioni finanziarie sono impegnate nella diffusione di diversi comunicati, attraverso i quali vengono smentite o confermate le loro esposizioni al fondo Madoff, con l’indicazione precisa delle cifre eventualmente in questione.
In Europa tra le banche esposte, la più a rischio sembra essere la spagnola Santander (Madrid: SAN.MC – notizie) con oltre 2,3 miliardi di euro, insieme ad Hsbc (Londra: HSBA.L – notizie) che, secondo quanto riportato dal Financial Times, potrebbe accusare perdite per oltre 1 miliardi di dollari. Per Royal Bank of Scotland e Natixis (Parigi: FR0000120685 – notizie) si parla invece di una cifra pari a circa 450 milioni di euro, mentre per Bnp Paribas (Parigi: FR0000131104 – notizie) l’indicazione è di 350 milioni di euro.
Intanto in Italia la Consob ha già avviato una serie di accertamenti con l’obiettivo di quantificare l’impatto del crack Madoff che stando ad alcune indiscrezioni potrebbe essere di circa oltre 3 miliardi di euro ma si attendono ancora le conferme ufficiali.

Questa mattina si è appreso che Generali non è esposta in alcun modo dopo, mentre Unicredit (Milano: UCG.MI – notizie) ha reso noto che la sua esposizione è di circa 75 milioni di euro. L’istituto di Piazza Cordusio ha inoltre aggiunto che, relativamente alla sua divisione di asset management Pioneer (Stoccarda: 857040 – notizie) investment, alcuni fondi della sua unita’ dedicata agli investimenti alternativi sono risultati esposti a Madoff indirettamente tramite feeder funds. Questi ultimi però non sono presenti in nessun portafoglio dei fondi di fondi hedge di diritto italiano, motivo per cui non c’è alcuna preoccupazione per i clienti italiani, la cui esposizione è pari a zero.
Per Banco Popolare invece la perdita massima sarà di 8 milioni di euro, mentre si sale a massimi 60 milioni per quella relativa ai fondi distribuiti alla clientela istituzionale e privata.

 

Fonte: http://it.biz.yahoo.com/



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