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Iniziare dinuovo in un paese fantastico dalla natura quasi incontaminata, festoso e allegro, con donne bellissime e risorse enormi.. Un paese 7 volte più grande dell’Europa e che ancora deve dare dimostrazione delle sue grandi potenzialità..
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In Brasile, colore, vita, arte ti coinvolgeranno a tal punto che una volta di ritorno in italia un piccolo pensiero di mollare tutto (la “saudade”) e trasferirti ti travolgerà… come ha travolto me.. Ma il Brasile non è solo un posto meraviglioso, è anche uno dei 4 paesi emergenti al mondo. E' una terra di grandi opportunità... Europa e stati uniti sono già in crisi... Il futuro è già in Brasile!!

Il secolo del Brasile



Per molte testate del Primo Mondo è l’uomo dell’anno e una delle personalità più influenti del pianeta. El Mundo ha intervistato Inacio Luiz Lula da Silva il primo presidente sindacalista del Brasile.
I brasiliani usavano dire che il loro Paese era “il Paese del futuro”, ma di un futuro lontano… crede che finalmente sia arrivato?
Sono convinto che il XXI secolo sia il secolo del Brasile. Viviamo un momento eccezionale... continua...

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Cidade maravilhosa Il video ufficiale di presentazione di Rio de Janeiro per le Olimpiadi 2016

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Lula, o Filho do Brasil Il film sulla vita del presidente Luiz Inacio Lula da Silva che arriverà nelle sale brasiliane a gennaio.

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Economia e sistema bancario di Italia e Brasile a confronto. L'economista Eugenio Benettazzo (ha previsto questa crisi in un libro anni fa..) parla di economia e sistema bancario in Italia e Brasile

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Il Presidente degli Stati Uniti è veramente l'uomo più potente del mondo??. O ci sono delle persone che lo manovrano come un pupazzo..?
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Per me, per voi, per Beppe Grillo

2016 Olimpiadi di Rio de Janeiro

lunedì, ottobre 5, 2009
posted by admin 5:36 PM

Olimpiadi a Rio, bruciata la Spagna
Festa in Brasile per Lula e Pelè
Obama battuto al primo turno

olimpiadi-rio


Le Olimpiadi del 2016 si terranno a Rio de Janeiro, la prima città del Sudamerica ad ospitare i giochi olimpici. Sconfitte Madrid e Tokyio ma soprattutto Chicago e la coppia Barack E Michelle Obama, che tanto si erano spesi personalmente per la loro città d’origine, eliminata al primo tunro insieme alla capitale nipponica. La candidatura di Rio de Janeiro non rappresenta solo il Brasile, ma un intero continente di 400 milioni di abitanti, ha sottolineato il presidente brasiliano, Inacio Lula da Silva. «Rappresento il sogno di 190 milioni di persone – ha spiegato – sono tutti a fare il tifo per Rio. Siamo un popolo appassionato dello sport e della vita».
E’ la terza volta che un Paese si aggiudica Olimpiadi e Mondiali di calcio nel giro di due anni. Era successo con il Messico (Giochi del 1968 e Mondiali del 197o) e con la Germania (Olimpiadi del 1972 e Mondiali del 1974). Il Brasile, dunque, riesce nell’impresa, essendosi assicurato anche i Mondiali del 2014.
Le decine di migliaia di persone riunite sulla spiaggia di Copacabana per la festa organizzata dal comune di Rio, e i milioni di brasiliani incollati ai televisori sono esplosi in un’ovazione quando il nome della sede dei Giochi Olimpici del 2016 è stato annunciato a Copenhagen.
Nonostante in Brasile sia il primo pomeriggio, fuochi d’artificio – e sicuramente anche colpi da arma da fuoco nelle favelas controllate dal narcotraffico – sono esplosi in tutta la città.
Il Carnevale spontaneo che le autorità avevano previsto ha cominciato a prendere forma, guidato dai percussionisti delle scuole di samba che partecipavano alla festa ufficiale sul palco di Copacabana, e adesso attraverserà la città del Pan di Zucchero addobbata a festa.
Una gigantesca bandiera di 2.200 metri quadrati e 800 chili di peso con i colori di Rio e la scritta “Rio loves you” è stata dispiegata e ha percorso in trionfo la spiaggia di Copacabana, portata da centinaia di persone in festa.
La scelta di Rio come prima città sudamericana sede delle Olimpiadi è anche l’ennesimo successo personale del presidente Luiz Inacio Lula da Silva, che ad un anno dalla fine del suo governo lascia al Paese un evento sportivo globale di primissima grandezza. La vittoria di Rio e di Lula è ancora più grande di fronte allo smacco subito dal presidente americano Barack Obama, che come Lula era intervenuto personalmente per rafforzare la candidatura di Chicago, eliminata invece al primo turno di voti. Sembra chiaro che i 95 membri del collegio elettorale del Comitato Olimpico Internazionale hanno dato ascolto l’appello lanciato dal presidente brasiliano, che le Olimpiadi non si svolgano sempre per forza nei Paesi più sviluppati.

CRONOSTORIA

20: 24 LULA: «POTREI MORIRE» – «Se morissi adesso, sarebbe valsa comunque la pena di vivere». È stato questo il primo commento di un Lula visibilmente emozionato dopo l’annuncio che sarà Rio de Janeiro ad ospitare le Olimpiadi del 2016. «Abbiamo conquistato il mondo – ha detto ancora il presidente del Brasile ai microfoni di Tv Globo – e ora dedico questo momento all’anima e alle passioni di tutto il popolo brasiliano. Nel 2016 non sarò più presidente, ma come cittadino brasiliano sarò lì con tutto il mio cuore e la mia partecipazione. Molti dicono che il Brasile è Terzo mondo, ma non ho vinto io contro Obama»

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20:10 OBAMA: «DELUSO» – Il presidente Barack Obama ha detto oggi di essere «deluso» per la mancata scelta di Chicago per le Olimpiadi del 2016. Obama ha parlato con i giornalisti a bordo dell’Air Force One sul volo di ritorno da Copenaghen dove ha perorato, senza successo, la causa di Chicago

19: 47 CARRARO: «OBAMA NON SCONFITTO» – Il coraggio del Cio e quello di Obama. Se Franco Carraro, uno dei cinque elettori italiani nel Cio, loda la capacità di rischiare del presidente americano e sottolinea che il ko di Chicago non è una sua sconfitta, Mario Pescante parla della scelta di Rio. «Il Cio ha deciso che era arrivato il momento di rompere certi confini e lo ha fatto con un po’ di coraggio», ha commentato. «I voti finali dimostrano che la stragrande maggioranza era per i nuovi Paesi, basta con i soliti. Speriamo un giorno arrivi anche il momento dell’Africa». Ma l’eliminazione di Chicago non va interpretata come una sconfitta di Barack Obama secondo Franco Carraro. «Dopo Atlanta delle perplessità sugli Usa c’erano, ma si pensava che l’arrivo di Obama colmasse certe lacune – ha detto l’ex presidente della Figc – ma Obama ha dimostrato di essere uno sportivo vero, che conosce la cultura della vittoria e della sconfitta. Ne esce bene perchè ha avuto il coraggio di buttarsi. Sul piano etico è rafforzato».

19:21 ALEMANNO: «ROMA SI CANDIDA» – «La scelta di Rio de Janeiro come sede delle Olimpiadi del 2016 apre una grande possibilità per l’Italia e per Roma, per la successiva edizione del 2020. Credo che il presidente Petrucci abbia fatto bene a manifestare un interesse per l’Italia e credo che Roma debba avanzare la propria candidatura per i Giochi del 2020». Lo afferma Gianni Alemanno, sindaco di Roma. «Dopo più di mezzo secolo dalle fantastica edizione del 1960 possiamo sognare di portare gli anelli olimpici nella capitale d’Italia».

19:20 PELE’ PIANGE E CANTA – Ancora in lacrime, Pelè ha poi cominciato a cantare “Cidade Maravilhosa”, canzone che è un po’ l’inno di tutti i carnevali e dei relativi balli. Poi, sempre a Copenaghen, ‘O Rei’ si è messo letteralmente a dirigere il coro, perché “Cidade Maravilhosa” è stata intonata da tutti i membri del Comitato di Rio 2016 e anche dal Presidente brasiliano Lula, mentre quello del comitato olimpico, l’ex pallavolista Carlos Arthur Guzman, piangeva a dirotto.

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19:15 I NUMERI DELLA VITTORIA – Rio de Janeiro batte Madrid 66 voti contro 32: è questo l’esito finale della votazione Cio, che ha assegnato le Olimpiadi 2016 alla città brasiliana. Nel primo turno Chicago è uscita avendo ottenuto solo 18 preferenze, contro le 22 di Tokyo, le 26 di Rio e le 28 di Madrid. Al secondo, Tokyo è scesa a 20, Rio è salita a 46, Madrid ha guadagnato un voto passando a 29. Terza e ultima sessione di voto: Rio de Janeiro 66, Madrid 32.

19:10 MADRID, GELO SU PLAZA D’ORIENTE – Un lungo ‘Ooohh’, seguito da un silenzio di gelo: forte la delusione delle migliaia di spagnoli ammassati davanti allo schermo gigante collegato con Copenaghen nella spettacolare scenografia di Plaza d’Oriente, nel cuore di Madrid, all’annuncio della vittoria di Rio de Janeiro nella finale per l’assegnazione delle Olimpiadi 2016. Sullo schermo si è visto, subito dopo la cattiva notizia per Madrid, il sindaco della capitale Alberto Gallardon, dirigente del Partido Popular (opposizione) abbracciare mestamente il premier socialista Josè Luis Zapatero. Una immagine simbolo dell’unità nazionale che si era formata, superando le attuali dure contrapposizioni politiche, per la candidatura di Madrid dietro a re Juan Carlos di Borbone. La folla, visibilmente colpita, ha subito iniziato a lasciare la grande piazza de Oriente, che ospita Palazzo Reale.

19:01 CARNEVALE A RIO – Incontenibile esplosione di gioia a Rio de Janeiro e in tutto il Brasile per l’annuncio dell’assegnazione della sede delle Olimpiadi 2016, che segna anche un nuovo trionfo personale di Lula. Le decine di migliaia di persone riunite sulla spiaggia di Copacabana per la festa organizzata dal comune di Rio, e i milioni di brasiliani incollati ai televisori sono esplosi in un’ovazione quando il nome della sede dei Giochi Olimpici del 2016 è stato annunciato a Copenhagen. Nonostante in Brasile sia il primo pomeriggio, fuochi d’artificio – e sicuramente anche colpi da arma da fuoco nelle favelas controllate dal narcotraffico – sono esplosi in tutta la città. Il Carnevale spontaneo che le autorità avevano previsto ha cominciato a prendere forma, guidato dai percussionisti delle scuole di samba che partecipavano alla festa ufficiale sul palco di Copacabana, e adesso attraverserà la città del Pan di Zucchero addobbata a festa. Una gigantesca bandiera di 2.200 metri quadrati e 800 chili di peso con i colori di Rio e la scritta ‘Rio loves you’ è stata dispiegata e ha percorso in trionfo la spiaggia di Copacabana, portata da centinaia di persone in festa.

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19:00 PELE’ IN LACRIME – Pelè in lacrime, piange a dirotto: le telecamere hanno inquadrato ‘O Rei’ subito dopo l’annuncio dell’assegnazione a Rio de Janeiro delle Olimpiadi del 2016. L’ex fenomeno del calcio, testimonial eccellente della candidatura carioca, è andato ad abbracciare tutte le persone che in questi mesi hanno lavorato con lui nel comitato promotore. Quello di oggi è ‘l’ultimo gol’ di Pelè, che esattamente 35 anni fa, il 2 ottobre 1974, giocò la sua ultima partita nel Santos, vincendo 2-0 contro il Ponte Preta.

18: 55 PETRUCCI: «Tempi maturi per l’Italia»
«Sono maturi i tempi per una candidatura olimpica italiana per i Giochi del 2020. La vittoria di Rio de Janeiro dà sicuramente all’Italia la possibilità di valutare con attenzione di presentare una città per l’edizione estiva successiva al 2016». È questo il forte auspicio espresso a Copenaghen dal presidente del Coni, Gianni Petrucci.

18:50 OLIMPIADI A RIO!
Annunciata la sede dei Giochi Olimpici del 2016. È Rio de Janeiro. Per il Sudamerica è la prima volta nella storia.

18:44 COMITATO CONTRO CHICAGO ESULTA – Bene il Cio, ora serve un piano alternativo per sviluppare la città. Così i comitati contrari all’organizzazione delle Olimpiadi a Chicago lodano la bocciatura del Cio, ma contemporaneamente incalzano le autorità locali a impegnarsi ancora più a fondo a favore dell’economia cittadina: «La decisione del Cio – si legge nel sito dell’associzione ‘No games’ – è una buona cosa per noi cittadini di Chicago: ora che è naufragata il piano di sviluppo legato all’ipotesi olimpica ci aspettiamo un piano B per dare risposte alla crisi economica in cui versa la città».

18:25 SITO CHICAGO RINGRAZIA – “Thank you”, così il sito del comitato organizzatore di Chicago 2016 saluta i suoi sostenitori, pochi minuti dopo l’inaspettata esclusione della ‘windy city’ dalla corsa per le Olimpiadi. «Grazie a tutti i supporters di Chicago 2016 in città e in giro nel mondo. Anche se non siamo stati abbastanza fortunati da essere scelti come sede ospitante dei Giochi- si legge nel sito – Chicago ha vinto in molti altri modi. La città e la nazione intera, unite dietro la nostra candidatura, hanno fatto crescere il profilo di Chicago come una città di livello mondiale. Grazie anche al Comitato Olimpico Internazionale che ci ha dato l’opportunità di competere contro altre importantissime città e congratulazioni a chi ospiterà le Olimpiadi del 2016».

18:21, DELUSIONE CASA BIANCA – La Casa Bianca ha definito oggi una “delusione” la mancata Scelta di Chicago come città ospitante delle Olimpiadi del 2016. Ma l’eliminazione della candidata americana non deve essere vista come un “ripudio” del presidente Obama e di Michelle da parte del Comitato Olimpico Internazionale

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18:08, JORDAN INCREDULO – «Non posso crederci, onestamente. Sapevamo che ce la giocavamo con altre ottime candidature ma non posso crederci che siamo usciti al primo voto». Michael Jordan, stella dei Bulls di Chicago, due volte olimpionico, e grande testimonial della candidatura americana, commenta così a caldo la bocciatura del Cio. Raggiunto telefonicamente dalla Cnn, Jordan che alla fine ha rinunciato alla trasferta danese, ha ringraziato la coppia presidenziale per il loro impegno: «Hanno fatto tutto il possibile ma non ce l’abbiamo fatta. È un peccato, Chicago è un posto stupendo dove fare sport, c’era tutto, dalla strutture al grande clima sportivo della gente. Mi dispiace – ha concluso – per tutte quelle persone che speravano nelle Olimpiadi per poter tornare al lavoro».

17:50, LA FOX ATTACCA OBAMA – Sono passati pochi minuti dalla notizia che Chicago ha perso la sua corsa per i giochi che subito la Fox, il network più conservatore d’America, passa all’attacco, accusando, com’era ampiamente prevedibile, il presidente Barack Obama di aver fatto male a volare a Copenaghen per sostenere la sua città d’adozione. Già ieri esponenti di spicco dell’opposizione repubblicana avevano criticato la visita lampo, accusando Obama di «comportarsi più da sindaco di Chicago che da presidente degli Stati Uniti», trascurando così i tanti problemi che affliggono gli Usa. L’esclusione di Chicago rappresenta comunque un duro colpo al prestigio politico del presidente, alle prese con sondaggi in calo e con forti proteste di piazza per la sua riforma sanitaria che stenta a passare al Capitol Hill.

17:37, IL SILENZIO – Una vera doccia fredda nei media americani, stupiti e increduli, per questa inaspettata eliminazione della candidata americana al primo round di votazione del Cio di Copenaghen. Nella piazza di Chicago che era pronta a festeggiare, è piombato un silenzio irreale ed attonito.

Tratto da: laSstampa, Tuttosport



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