Lula all’Onu si scaglia contro le Banche
ll presidente del Brasile intervenendo all’assemblea generale delle Nazioni Unite si scaglia contro le banche e i grandi interessi economici: “Autorità economiche indipendenti si sono accaparrati beni e risorse comuni”
Il presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, è intervenuto all’assemblea generale dell’Onu scagliandosi contro i banchieri e le grandi multinazionali che non sono stati in grado di prevedere la crisi economica: “All’inizio di questa crisi dissi che la storia non ci avrebbe mai perdonato se non ci fossimo occupati solo delle conseguenze ma anche delle cause. Questa è la crisi dei grandi dogmi. Le banche si sono autoregolamentate per troppi anni senza alcun controllo da parte delle istituzioni nazionali. Demonizzando le politiche sociali. Sono i leader dei vari Paesi che devono trovare strategie per superare la crisi, non tecnocrati arroganti che non sono stati in grado di prevedere la catastrofe”.
(ASCA) – Roma, 23 set – La crisi finanziaria globale e’ stata pagata dai Paesi piu’ deboli, dai poveri e dagli operai.
Cosi’ Luiz Inacio Lula da Silva, presidente brasiliano, nel suo intervento all’Assemblea Generale dell’Onu.
Lula ha poi detto che ”dodici mesi dopo la crisi stiamo osservando alcuni progressi. Ma ci sono ancora molti dubbi. Nessuno e’ ancora disposto ad affrontare serie distorzioni in uno scenario multilaterale”.
”Il fatto che abbiamo evitato un collasso totale del sistema ha creato certi fenomeni in certi settori. Molti problemi sono stati ignorati. C’e’ stata una forte resistenza all’adozione di alcuni meccanismi per il controllo dei mercati finanziari. I Paesi ricchi rimandano le riforme, come quella del Fondo monetario internazionale della Banca mondiale”, ha spiegato il presidente. ‘Non riusciamo a capire la paralisi del Doha Round, la cui conclusione andrebbe soprattutto a vantaggio dei piu’ poveri”, ha aggiunto. ”Siamo seriamente preoccupati di un ritorno al protezionismo”, ha detto sottolineando che ancora troppo poco ”e’ stato fatto contro i paradisi fiscali”.
Il Brasile non e’ stato seduto, secondo Lula, ‘’siamo stati l’ultimo Paese a finire nella crisi e il primo ad uscirne: non e’ una magia cio’ che abbiamo fatto. Abbiamo mantenuto il nostro sistema finanziario esente dalla speculazione. Ci siamo trasformati da debitori a creditori ma soprattutto abbiamo intensificato le nostre politiche sociali”.
























































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