Clima, da Lula la «proposta indecente» alla Conferenza delle Nazioni unite sul Clima
Alla Conferenza delle Nazioni unite sul clima, che si terrà dal 7 al 18 dicembre a Copenaghen, il Governo di Luiz Inácio Lula da Silva si presenterà in simbiosi con la Francia di Nicolas Sarkozy: i due Paesi hanno adottato, come biglietto da visita, un testo comune, con l’auspicio che il vertice si concluda stabilendo impegni ambiziosi e al tempo stesso vincolanti.

In Brasile le tesi negazioniste che cominciano ad affermarsi nel primo mondo – secondo le quali gli allarmi sul clima sarebbero eccessivi ed ingiustificati – non hanno per ora molto seguito, e l’Esecutivo in carica si è impegnato a ridurre di ben il settanta per cento la deforestazione dell’Amazzonia entro il 2020, sempreché anche Stati Uniti e Cina mostrino analoga buona volontà, ed accettino di ridurre dell’ottanta per cento, entro la stessa data, le emissioni di anidride carbonica.
Se la proposta avanzata da Lula fosse accettata, il Paese sudamericano taglierebbe le proprie emissioni di CO2 di quasi il quaranta per cento (tra il 36,1 e il 38,9 per cento, dicono gli specialisti, ndr). Il presidente-operaio ha anche chiesto che i Paesi sviluppati non si limitino a ridurre le emissioni responsabili dell’effetto-serra, ma sovvenzionino economicamente quelli in via di sviluppo, perché possano raggiungere i propri obiettivi per la salvaguardia dell’ambiente, senza con ciò rinunciare alla crescita.
Tratto da: http://musibrasil.net/

























































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