Archive for the ‘La cultura’ Category
Muore Gilson Batata dei Calcinha Preta

RIO – Gilson Pereira de Almeida, o Gilson Batata, bassista e direttore artistico del complesso “Calcinha Preta”, muore nella notte di venerdi prima dello show previsto a Caicó, nell’interno di Rio Grande do Norte. Il musicista di 48 anni è stato colpito da un infarto fulminante. Batata è stato seppellito questo sabato, nella città di Aracaju, capitale dello stato di Sergipe, nel cimitero “Colina da Saudade”.
Secondo informazioni della Polizia Civile di Caicó, il musicista si è sentito male durante il giorno e la sera è stato portato in ospedale ma non ha resistito.
‘Você não vale nada…’, (video sotto) dei Calcinha Preta, è stata eletta la música-chiclete del 2009 dai lettori di GLOBO.
Il complesso ha cancellato lo show previsto a Caicó per la stessa notte e ha seguito il corpo di Batata a Aracaju, capitale del Sergipe, dove Gilson abitava da più di 30 anni. Anche lo show previsto per sabato, in Bahia, e domenica a Minas Gerais, è stato cancellato. I Calcinha Preta hanno partecipato allo speciale di Roberto Carlos la sera del 25 alla Rede Globo. Gilson faceva parte dei Calcinha Preta da più di sette anni e lascia una moglie e quattro figli.
Tratto da:
Besouro, il film di Capoeira sulla leggenda di Besouro Mangagà
Nuovo Film di Capoeira la leggenda di Besouro Mangagà uscita in Brasile ad ottobre

Gli appassionati del cinema di azione – e della Capoeira in particolare potranno assistere presto al nuovo film di produzione nazionale brasiliana, che uscirà in Brasile il 30 ottobre 2009 si tratta della leggendaria storia di Besouro Mangangá.
Besouro (Beetle) è stato creato per il cinema di avventura adatto a tutti, narra la leggendaria storia e le avventure del capoeirista, che è vissuto in Bahia negli anni 20, che prima di morire in uno scontro con la polizia, a 23 anni di età, è diventato una sorta di simbolo della lotta dei neri appena liberati dalla schiavitù contro la povertà, il pregiudizio e lo sfruttamento del loro lavoro nelle aziende agricole della regione.
Il video che è già stato pubblicato su You Tube è anche una piccola presentazione del film e dei professionisti che fanno parte della produzione.
Oltre a João Daniel Tikhomiroff – regista brasiliano di pubblicità record di premi a Cannes, che debutta con la direzione di lunghi e cortometraggi, si apprezza anche la partecipazione del direttore della fotografia Enrique Chediak, premiato per la migliore fotografia al Sundance film “Hurricane Streets” di J. Morgam J. Freeman, e il coordinatore delle scene di azione cinese Huen Chiu-Ku, responsabile per le lotte aeree che incantarono il pubblico di tutto il mondo nel film “La Tigre e il Dragone”, di Ang Lee, e in “Kill Bill” di Quentin Tarantino.
Besouro è stato girato nei luoghi della Chapada Diamantina e Recôncavo Baiano, alla produzione del film hanno preso parte più di 150 professionisti. Oltre alla prevista scene di combattimento e lotta aerea, il film ha diverse scene riprese nelle acque cristalline delle grotte delle chapadas.
E’ stato creato per i fans un blog documentario del film Besouro dove si possono ammirare le belle foto ed i video del backstage ed svariati reportage con il regista, gli attori, tecnici e produttori.
Trailer del film
Una clip del film
Fortaleza, Festival Internazionale dell’Ambiente e del Cinema
Oggi Fortaleza è in piena festa: è iniziato infatti il 18 luglio scorso il Festival Internazionale dell’Ambiente e del Cinema che proseguirà fino al 24 luglio; il cui scopo è quello di premiare i registi o i produttori che nei loro film riescono a parlare, e soprattutto a far riflettere sull’ambiente e sull’habitat che ci circonda.
Quale luogo migliore dunque se non il Brasile, culla del polmone naturale più grande del pianeta?
Durante l’Ecofestival verranno proiettati più di 51 film, documentari, docufiction e animazioni su tematiche ammirevoli, come appunto la natura, la religione o la politica.
Domenica 19 luglio per esempio, è stato presentato in anteprima il film “Sonhos Roubados” di Sandra Werneck.
Assistere ad una proiezione è inoltre semplice e non richiede alcun esborso di denaro (l’entrata è gratis); basta quindi recarsi presso l’anfiteatro del «Centro Culturale Dragão do Mar», tutti i giorni dalle ore 20.30 alle ore 22.30.
Buona Visione!
Sito ufficiale :http://www.ecovisionfestival.com/
IL SAMBA
In tutto il pianeta l’immagine del Brasile è associata ai festosi e colorati ritmi del Samba. Questo ritmo è divenuto popolare ovunque per la sua forza turbinosa e sensuale nata per per propiziare divinità dell’amore ed della fertilità. La forza di questa musica sta certamente nel ritmo, tanto travolgente da travalicare i confini nazionali e continentali e da diventare presto ovunque un sinonimo di festa….Il Samba è diventato un vero e proprio ambasciatore del Brasile in tutto il mondo..
Sull’origine del nome non ci sono dubbi, il termine SAMBA è portoghese. Nella lingua portoghese è di genere maschile. Nella lingua italiana gli si è attribuito per molti decenni il genere femminile. Detto questo ora vediamo di cosa si tratta.
LE ORIGINI DEL SAMBA
Sulla derivazione del termine samba esistono due ipotesi:
1. Che samba deriva da zampo. Gli zampo sono due categorie di brasiliani: una di origine negra, l’altra discende invece dai meticci del filone indios.
2. Samba deriva da semba che rappresenta un particolare modo di muovere il bacino ed è tipico di alcuni balli dell’Angola portoghese. In Brasile si usò il termine samba per indicare il modo di ballare degli schiavi importati dall’Angola e dal Congo e utilizzati nelle piantagioni di canna da zucchero.
Ma qual’è il contesto storico e sociale dal quale è nato il samba? Il presupposto è che il Brasile ha una superficie di otto milioni e mezzo di km quadrati. Dal punto di vista razziale e culturale vanno distindi tre ceppi fondamentali: Amerindi, Africani ed Europei di origine portoghese, che giunsero e colonizzarono il Brasile intorno all’anno 1500. Naturalmente i portoghesi hanno imposto attraverso i secoli religione, lingua e costumi. Pertanto la musica brasiliana risente dell’influenza europea ed africana: quella sacra di origine europea, che si sviluppò alla fine del XVIII secolo nelle comunità religiose e attorno alle chiese costruite dai portoghesi; e quella tipica delle popolazioni negre.
I balli sviluppatisi in Brasile sono prevalentemente di carattere rituale. Il samba è certamente il ballo più famoso e il più caratteristico: tanto è vero che è diventato ballo nazionale e non solo nazionale. Esso è nato come ballo sociale e solo successivamente è diventato un ballo di coppia. Agli inizi si eseguiva in cerchio: ogni ballerino effettuava frenetici movimenti del corpo, in particolare dai fianchi in giù. Il ritmo piuttosto rapido, scandito da cembali, tamburi, bonghi e sonagli, lasciava poco spazio a figure coreografiche. I passi, ove esistenti, erano brevi, rapidi e ripetitivi.
Il samba delle origini era molto diverso da quello che oggi conosciamo. Gli studiosi ne hanno catalogato alcune tipologie:
1. samba di Bahia: una forma di batuque primitivo, molto veloce, che rimase presente per molti decenni nelle comunità di campagna che non entrarono in contatto con la vita di città;
2. samba carioca: è il ballo che i negri portavano a Rio de Janeiro in occasione del carnevale. (Il termine carioca deriva dal nome del fiumicello che scorre nei pressi di Rio). Da non confondere con il ballo chiamato semplicemente carioca che è passato alla storia per indicare una variante di rumba, portata in Brasile da Cuba, e sviluppatasi negli anni 1920-1930. La danza identificata come samba carioca ha incamerato molti elementi coreografici, nel corso degli anni; attraverso una attenuazione del ritmo, inoltre, si è imposta all’attenzione mondiale. Il samba che balliamo oggi è una sua diretta derivazione.
3. guineo: danza femminile sviluppatasi a S. Paolo sulla base musicale del samba veloce. Le donne ballavano singolarmente o a gruppi, mentre gli uomini si disponevano attorno alla pista… e si godevano lo spettacolo.
Tutti e tre i tipi di samba erano utilizzati, in diversi contesti territoriali, nelle celebrazioni delle feste. Secondo le abitudini delle popolazioni brasiliane, le feste erano vissute come vere e proprie parentesi di sfrenatezze e di esagerazioni: fra tutte, il Carnevale, da secoli l’evento più importante e più sentito nell’intera nazione. I suoi festeggiamenti duravano (e durano), ininterrottamente, anche più giorni e più notti. Samba e Carnevale sono rimasti abbinati in Brasile come due aspetti di un’unica realtà.
Il primo grande successo musicale di samba risale al 1917: Ernesto Dos Santos lanciò “Pelo Telefone”. Nel 1919-20 furono organizzate a Rio de Janeiro le prime Scuole che preparavano i carri per le sfilate del carnevale ed insegnavano coreografie di samba. Attorno al 1920 il samba fu portato in Europa e presentato come ballo di coppia, sia con figure autonome ed originali, sia con figurazioni già esistenti nella maxise, opportunamente rielaborate. Ma non ebbe molto successo, per due motivi:
La musica, nella formulazione originaria, era troppo veloce. Gli elementi di percussione erano predominanti rispetto alla melodia per cui ne scaturiva una sensazione di musica troppo africana e troppo poco europea.
I movimenti costruiti su un ritmo così frenetico richiedevano un particolare tipo di allenamento, che non era da tutti. Se si osservano ancora oggi i ballerini e le ballerine di samba durante il Carnevale di Rio, si nota che essi eseguono una velocissima e non facile danza ‘del ventre’ come movimento tipico di questo ballo. Così era quando arrivò nelle sale europee. La teorizzazione di questo ballo risale al 1928, anno in cui Paul Boucher pubblicò un manuale di tecnica e di figure. Più che da tale testo, la pubblicità al samba venne dalla radio e dal cinema che, attorno agli anni trenta, scoprì il folclore brasiliano e ne fece esotico sfondo a trame d’amore. La più grande ballerina, e direi madrina, del samba resta Carmen Miranda che negli anni Quaranta, al ritmo scatenato di questo ballo, conquistò il mondo occidentale . Naturalmente, la diffusione di massa del samba ballato richiedeva una sua semplificazione. Cosa che avvenne dopo la seconda guerra mondiale.
Il Forrò, ballo brasiliano
Però bisognerebbe tornarci almeno un’altra volta, a Fortaleza, stato del Cearà, Brasile del Nordeste, per vederli ballare il “forrò”. Questa musica te la propinano dappertutto: la senti in aeroporto quando arrivi, sui taxi, nelle barracas della praia e anche sugli autobus, per non parlare della TV, in cui la suonano e la ballano da mattina a sera. A noi “gringos” (è il nome con cui le donne locali chiamano gli stranieri europei e nordamericani) al primo ascolto questa musica ricorda le melodie latino americane, come salsa, merengue, o forse anche samba, insomma quelle cose li, ma non è proprio uguale. E quando la senti le prime volte, dici, ok, è la solita musica latino-americana di una noia mortale! Poi continui a sentirla, anche per forza perché volente o nolente è dappertutto, e pensi che si, è vero, forse è la solita musica latino-americana però, piano piano, ti accorgi che c’è qualcosa di diverso, qualche cosa che ancora non capisci, ma che nelle altre non hai mai sentito. Perché il forrò, al contrario di queste ultime, è difficilmente esportabile; lo suonano, tanto, nel Nordeste, e adesso sta prendendo piede anche in tutto il Brasile, ma nel resto del mondo, nulla (o quasi). Dicono che sia nato qui agli inizi del secolo corso, durante i primi decenni del novecento, quando gli americani vennero a costruire la grande ferrovia e il sabato sera, per dare agli operai locali qualche ora di distrazione, allestivano grandi spazi aperti con un palco e sopra di esso c’era una “banda” (questo è il nome con cui qui chiamano i gruppi musicali) che suonava. All’ingresso veniva affitto un cartello con la scritta “for all”, per tutti, cioè gratis. Poi, per i brasiliani, vuoi perché a quei tempi pochi sapevano leggere, vuoi anche per il gusto tutto loro che hanno di storpiare le parole, “for all” diventò “forrò”. E così è rimasto…
Tratto dal sito http://www.turistipercaso.it/
Che sensazioni da veder ballare il Forrò da una bellissima ragazza brasiliana…?? Ecco com’è…
La capoeira
“Il negro nacque per essere libero. La capoeira nacque dal desiderio della libertà. La storia e la cultura di un popolo stanno unite ai misteri e alla magia. Bahia, terra madre della capoeira. Bahia dell’acarayè. Bahia di Mestre Pastinha. Bahia del Candomblè”.
LE ORIGINI DELLA CAPOEIRA
Originata circa 500 anni fa . La Capoeira, è una forma di autodifesa senza contatto espressa in forma di danza. Nata in Brasile fra le comunità di schiavi neri costretti a lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero. Incatenati ai polsi nelle loro capanne essi inventarono una lotta, (particolarmente incentrata sulla forza e l’agilità delle gambe che vengono, in certi movimenti, come “lanciate” e fatte roteare nell’aria) per difendersi dai soprusi dei padroni e per fuggire verso la libertà. Gli elementi di danza (samba) e musica (percussioni e birimbao) contenuti nella Capoeira, vengono inseriti dagli schiavi probabilmente per mascherare le proprie intenzioni, ma sono tutt’oggi parte integrante della disciplina. Dopo aver formato un cerchio (la roda) in cui tutti suonano e cantano col Birimbao (tipico strumento a corde), si dà inizio al confronto (chiamato “gioco”) tra i primi due lottatori-danzatori. Si tratta, inoltre, di una spettacolare forma acrobatica di ginnastica.
Quando arrivarono in Brasile, nel 1500, i portoghesi non ebbero la minima idea dei problemi che avrebbero incontrato nel futuro, tanto era vasto il territorio scoperto. I colonizzatori erano quantitativamente pochi e fisicamente impotenti di fronte al grande lavoro, gli indios erano insofferenti al lavoro, soprattutto quello disciplinato e reagivano a qualunque tentativo di schiavizzazione.
La Samba
Come genere base della Musica Popolare Brasiliana, gli origini della samba possono trovarsi in Bahia e Rio de Janeiro. Nacque nelle case delle “zie” di Bahia stabilite nel centro di Rio, di discendenza lundu, in feste religiose e riunioni capoeira, con tamburelli e con le palmi delle mani. La zona dove abitavano era conosciuta come la “Piccola Africa”, ma questo ballo si diffuse presto in tutto il Brasile.
E’ un ritmo che ti entra nelle vene e non lascia più. I suoni dell’Africa di un tempo in cui il tamburo era una forma di espressione usata per i riti religiosi di possessione. Il samba è la musica che identifica in Brasile la colonna sonora del Carnevale, quello carioca, in particolare. È musica e danza, sollievo e allegria. Una cosa che in Brasile ti insegnano fin dalla nascita, anzi qualcuno dice che ogni bambino nasce al ritmo del samba.





















































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