Archive for the ‘Il Brasile’ Category
Muore José Saramago, l’omaggio dei Sem Terra
La morte di José Saramago, scrittore portoghese di livello internazionale, non ha lasciato indifferente il Movimento Sem Terra.
(Qui, José samarago, remio Nobel per la letteratura nel 1998, accenna la sua idea su Silvio Berlusconi).
Da sempre amico e sostenitore della causa dei senza terra, Saramago ha appoggiato la battaglia per la Riforma Agraria fin dall’inizio condividendo i valori di uguaglianza e giustizia sociale per i quali da sempre si batte l’Mst. Fece scalpore la sua scelta di rifiutare la laurea “honoris causa” nel Parà nell’agosto del 1999 per protesta contro il massacro di Eldorado dos Carajás avvenuto il 17 Aprile 1996, in cui erano stati uccisi 19 contadini appartenenti ai Sem Terra. Per quesi motivi, scrive l’Mst, “saremo sempre grati alla sua solidarietà, e il nostro omaggio consiste nel proseguimento della nostra lotta per una vita degna per i lavoratori brasiliani e di tutto il mondo”. Il rapporto di stima tra senza terra e Saramago era sorto nel 1997, quando lo scrittore aveva partecipato (insieme a Sebastião Salgado e Chico Buarque) alla stesura e alla pubblicazione del libro fotografico “Terra”, i cui proventi avevano contribuito alla costruzione della scuola nazionale dell’Mst.
Le parole di Saramago, conclude la Secreteria Nacional do Mst, continueranno sempre a stimolare le nostre riflessioni.
Dilma, verso la Presidenza

Secondo l’ultimo sondaggio in vista delle elezioni presidenziali brasiliane, in programma per ottobre, la candidata del Partido dos trabalhadores (Pt) e del presidente della repubblica, Luiz Inácio Lula da Silva, continua la propria marcia trionfale verso la vittoria. A Dilma Rousseff viene accreditato il 38,2 per cento delle intenzioni di voto, contro il 32,3 dello sfidante socialdemocratico José Serra. Staccatissima, al terzo posto, la pasionaria dell’ambientalismo, ossia la verde Marina Silva.
La proiezione del ballottaggio é ancora piú esplicita in favore della petista, assegnandole il quarantacinque per cento dei voti totali, contro il trentotto dell’ex governatore di San Paolo.
Tratto da: http://musibrasil.net/
Quest’anno tifo Brasile
Il nostro paese è sottomesso dai partiti e dalla corruzzione. Il calcio, mi dispiace dirlo, per quanto sia sempre stato un vanto del nostro paese, distrae gli Italiani da tutte quelle manovre politiche e industriali che minano il nostro futuro, il futuro dei nostri figli e il futuro del nostro paese.
Intenti a guardare le partite, gran parte degli Italiani non si rendono conto di cosa sta succedendo a casa nostra.
E allora.. quest’anno tifo Brasile!!
Brasile-Korea 15/6/2010
Il Brasile ha battuto per 2-1 la Corea del nord al Johannesburg in una partita del gruppo G. Il Brasile ha vinto ma ha dovuto aspettare ben 55 minuti per pasare in vantaggio. Ci e’ riuscita con Maicon che ha beffato il portiere con un tiro quasi dalla linea di fondo. I l raddoppio di Elano al 72′ sembra chiudere la partita ma inaspettatamente all’88′ Yun-Nam segna un gol storico per la Corea del Nord e riapre la partita per qualche minuto.
L’Equador dichiara illegale il suo debito estero…E noi paghiamo..
Rileggete l’articolo:
A milano design Brasiliano
Brazilian Modern (Brazilian Modern 1950/1970 – The Masters of Style) è una rassegna dedicata alla vivace creatività e all’ingegnoso estro dei maestri del Modernismo brasiliano del rango di Sergio Rodrigues padrino e ospite dell’iniziativa (www.sergiorodrigues.com.br).

L’esposizione fa parte del ricco cartellone “fuori salone” del Salone del mobile e presenta circa 120 pezzi di maestri come Sérgio Rodrigues, Joaquim Tenreiro e Giuseppe Scapinelli, tra gli altri. E’ una testimonianza unica di un periodo storico ricco di creazioni originali e a volte stravaganti. La risposta brasiliana al rigore modernista europeo dell’epoca.
Un palcoscenico esclusivo, perchè unico in Europa, per rappresentare la capacità progettuale e la modernità di pensiero degli architetti e dei designer brasiliani. Nuove visioni che hanno dato vita a un fermento artistico sviluppatosi nell’immediato dopoguerra e che ha prodotto uno stile inconfondibile di radice europea utilizzando la preziosità dei materiali del territorio e la capacità degli artigiani locali.
E’ un modernismo “tropicale” pensato per le nuove élite di un paese emergente, il Brasile appunto. Una corrente estetica ricca di contributi di architettura e di design ispirata alle “case study houses” americane e che ha proposto modelli rielaborati da maestri, come Niemeyer, e l’invenzione di arredi che si adattassero ai nuovi spazi e al concetto del nuovo benessere e contemporary living inteso alla “maniera brasiliana”.
L’intento delle curatrici – Cinzia Ferrara e Monika Unger, rispettivamente lighting designer e architetto, entrambe appassionate e esperte di furniture design europeo – è quello di condividere una pagina di storia inedita del design brasiliano, ad oggi nota solo a pochi. Divulgare i segni del movimento modernista brasiliano attraverso i lavori dei mostri sacri come Rodrigues o Tenrerio e tributarne l’importanza.
(In seguito i pezzi della collezione saranno presentati sul mercato internazionale)
Tratto da: http://www.mondoraro.org/
Commercio on line, boom del Brasile

In Brasile le vendite on line al dettaglio, nel 2009, hanno raggiunto un fatturato di 10 miliardi e seicento milioni di real, il che rappresenta una crescita del trenta per cento rispetto a quanto fatto registrare nel 2008. É quanto risulta da una ricerca dell’istituto di ricerche di mercato E-bit, secondo cui il trend dovrebbe ripetersi anche quest’anno, grazie alla maggior fiducia dei consumatori nella tecnologia. Secondo Pedro Guasti, direttore generale di E-bit, lo scorso anno hanno ricorso al commercio elettronico 17 milioni e 600mila persone, che rappresentano il ventisei per cento degli internauti verdeoro.
Nel 2010 – ha proseguito Giusti – si dovrebbe toccare quota ventitre milioni.
Tratto da: http://musibrasil.net/
Fiat no Brasil

Se dall´Italia oggi Berlusconi riinvia la sua visita in Brasile ci pensa Marchionne a rappresentarci, e ci manda dire che la Fiat ha fatto le sue scelte di sviluppo industriale, ben lontane dal nostro paese. Tali scelte significano nuovi impianti di dimensioni mai viste, con volumi e livelli di produzione che ci sognamo. Se a Termini Imerese piangiamo per aver perso 2000 posti di lavoro, qui in Brasile si festeggia per averne guadagnati per lo meno 40000!
O presidente mundial da Fiat, Sergio Marchionne, afirmou nesta terça-feira, em visita ao Brasil, que o grupo vai ampliar os investimentos no país, depois dos R$ 6 bilhões programados para o período de 2007 a 2010. O executivo disse ainda que o grupo avalia a possibilidade de produzir veículos da marca norte-americana Chrysler no Brasil.
“Precisamos fortalecer nossa presença na América Latina. Estamos no Brasil há 60 anos e nos próximos cinco anos queremos reforçar essa presença”, disse Marchionne após participar da inauguração, em Sorocaba, da maior fábrica no mundo da Case New Holland, unidade de máquinas agrícolas do grupo Fiat.
O executivo comentou que o orçamento para o próximo período de investimentos da Fiat no Brasil será discutido em reunião do Conselho de Administração marcada para 21 de abril. “Provavelmente, com base em cinco anos, será mais”, disse Marchionne.
O executivo afirmou que “há uma possibilidade muito boa de que produziremos alguns veículos (da Chrysler) aqui”, comentou, acrescentando que a linha Jeep da Chrysler “seria a mais adequada” para o mercado brasileiro.
Globalmente, após a aliança com a Chrysler, o foco do grupo italiano é, consolidar a parceria com a montadora norte-americana e administrar operações recentes da empresa, como na China. Marchionne também afirmou que a Fiat pretende ser a segunda montadora da Rússia.
“Precisamos ter certeza de que estamos executando bem esses projetos para preservar a integridade (do grupo).”
Segundo ele, a indústria automotiva mundial ainda vai passar por mais uma rodada de consolidação. A Fiat, contudo, não tem planos para novas aquisições no momento. “Tenho que administrar o que eu já tenho.”
A Fiat tem uma fábrica de veículos no Brasil em Betim (MG) e está produzindo no máximo de sua capacidade de 800 mil veículos por ano. Para Marchionne, uma expansão dessa unidade pode ser arriscada.
“Há um limite natural em Betim e estamos atingindo o limite. Precisamos ter cuidado para não sobrecarregar essa estrutura em um ponto que fique operacionalmente ineficiente”, disse o executivo, lembrando que a Fiat também tem uma fábrica em Córdoba, na Argentina. “Temos que olhar para outros lugares também.”
Na avaliação de Marchionne, a atual estrutura da Fiat na América Latina pode ser insuficiente diante da expectativa de crescimento do mercado automotivo brasileiro nos próximos cinco anos.
O Brasil foi um dos únicos países em todo o mundo a apresentar crescimento das vendas de carros pela indústria em 2009, em meio à recessão global. No ano passado, foram comercializados no país 3,14 milhões de veículos novos, crescimento de 11,4% sobre 2008 e recorde para a indústria.
A associação que representa as montadoras instaladas no Brasil, Anfavea, estima avanço de 8,2% nas vendas de automóveis em 2010, para novo recorde de 3,4 milhões de unidades.
O presidente do grupo Fiat afirmou ainda que o setor de veículos do Brasil vive uma fase totalmente diferente da Europa, onde estimou queda de 12% a 16% no volume de vendas pela indústria este ano, conforme terminam programas de incentivo dos governos europeus ao setor.
“Isso terá impacto em todas as montadoras e teremos de fazer ajustes para a demanda menor. Eu acho certo reduzir os incentivos. Nós teremos que lidar com as consequências”, disse Marchionne. Na avaliação dele, os incentivos concedidos pelos governos europeus acabaram criando uma demanda artificial.
Tratto da: http://mercatoliberobrasil.blogspot.com/




























































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