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Woodstock 5 stelle - Io ci sarò

Il Brasile..















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Io sono cresciuto con l’idea che “andare a vivere in Brasile“, “mollo tutto e apro un bar in spiaggia” era solo un sogno, un luogo comune… Ma oggi lo è ancora..?? O forse sta diventando una buona idea??
Iniziare dinuovo in un paese fantastico dalla natura quasi incontaminata, festoso e allegro, con donne bellissime e risorse enormi.. Un paese 7 volte più grande dell’Europa e che ancora deve dare dimostrazione delle sue grandi potenzialità..
continua...

Il Forum di ItaliaViaBrasil

Finalmente è on-line il nostro nuovo Forum.
Molti di Voi ci chiedono consigli e diventa difficile rispondere a tutti. Allora abbiamo pensato di aggiungere un Forum in cui possiamo incontrarci e scambiarci informazioni e dritte sul Brasile..









Nell'aria..

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Passione Brasile









In Brasile, colore, vita, arte ti coinvolgeranno a tal punto che una volta di ritorno in italia un piccolo pensiero di mollare tutto (la “saudade”) e trasferirti ti travolgerà… come ha travolto me.. Ma il Brasile non è solo un posto meraviglioso, è anche uno dei 4 paesi emergenti al mondo. E' una terra di grandi opportunità... Europa e stati uniti sono già in crisi... Il futuro è già in Brasile!!

Il secolo del Brasile



Per molte testate del Primo Mondo è l’uomo dell’anno e una delle personalità più influenti del pianeta. El Mundo ha intervistato Inacio Luiz Lula da Silva il primo presidente sindacalista del Brasile.
I brasiliani usavano dire che il loro Paese era “il Paese del futuro”, ma di un futuro lontano… crede che finalmente sia arrivato?
Sono convinto che il XXI secolo sia il secolo del Brasile. Viviamo un momento eccezionale... continua...

Cidade maravilhosa..



Cidade maravilhosa Il video ufficiale di presentazione di Rio de Janeiro per le Olimpiadi 2016

Lula, o Filho do Brasil



Lula, o Filho do Brasil Il film sulla vita del presidente Luiz Inacio Lula da Silva che arriverà nelle sale brasiliane a gennaio.

Italia e Brasile a confronto



Economia e sistema bancario di Italia e Brasile a confronto. L'economista Eugenio Benettazzo (ha previsto questa crisi in un libro anni fa..) parla di economia e sistema bancario in Italia e Brasile

Mr. Obama in playback…!



Il Presidente degli Stati Uniti è veramente l'uomo più potente del mondo??. O ci sono delle persone che lo manovrano come un pupazzo..?
Leggi tutto..

Vendo casa



Mollo tutto.. vendo appartamento con area ufficio/negozio prov. Udine.

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Pagina fantastica!!! Troverò un sacco di utili info per il m...

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Il Brasile è un paese molto bello, caldo, sviluppata, modern...

In viaggio!! Da sapere..

State pe mettervi in viaggio per la prima volta per il Brasile? In questa sezione troverete alcune informazioni assolutamente da sapere!!





Il Carnevale..

Il Carnevale Brasiliano è una esplosione di sfrenata allegria e grande divertimento, una delle feste più grandi e coinvolgenti del mondo. Il carnevale è sopratutto Samba..












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Archive for the ‘Il Brasile’ Category

Muore José Saramago, l’omaggio dei Sem Terra

domenica, giugno 27, 2010
posted by admin 11:49 AM

La morte di José Saramago, scrittore portoghese di livello internazionale, non ha lasciato indifferente il Movimento Sem Terra.

(Qui, José samarago, remio Nobel per la letteratura nel 1998,  accenna la sua idea su Silvio Berlusconi).

Da sempre amico e sostenitore della causa dei senza terra, Saramago ha appoggiato la battaglia per la Riforma Agraria fin dall’inizio condividendo i valori di uguaglianza e giustizia sociale per i quali da sempre si batte l’Mst. Fece scalpore la sua scelta di rifiutare la laurea “honoris causa” nel Parà nell’agosto del 1999 per protesta contro il massacro di Eldorado dos Carajás avvenuto il 17 Aprile 1996, in cui erano stati uccisi 19 contadini appartenenti ai Sem Terra. Per quesi motivi, scrive l’Mst, “saremo sempre grati alla sua solidarietà, e il nostro omaggio consiste nel proseguimento della nostra lotta per una vita degna per i lavoratori brasiliani e di tutto il mondo”. Il rapporto di stima tra senza terra e Saramago era sorto nel 1997, quando lo scrittore aveva partecipato (insieme a Sebastião Salgado e Chico Buarque) alla stesura e alla pubblicazione del libro fotografico “Terra”, i cui proventi avevano contribuito alla costruzione della scuola nazionale dell’Mst.

Le parole di Saramago, conclude la Secreteria Nacional do Mst, continueranno sempre a stimolare le nostre riflessioni.

Dilma, verso la Presidenza

sabato, giugno 26, 2010
posted by admin 6:39 AM

Dilma Rousseff

Secondo l’ultimo sondaggio in vista delle elezioni presidenziali brasiliane, in programma per ottobre, la candidata del Partido dos trabalhadores (Pt) e del presidente della repubblica, Luiz Inácio Lula da Silva, continua la propria marcia trionfale verso la vittoria. A Dilma Rousseff viene accreditato il 38,2 per cento delle intenzioni di voto, contro il 32,3 dello sfidante socialdemocratico José Serra. Staccatissima, al terzo posto, la pasionaria dell’ambientalismo, ossia la verde Marina Silva.

La proiezione del ballottaggio é ancora piú esplicita in favore della petista, assegnandole il quarantacinque per cento dei voti totali, contro il trentotto dell’ex governatore di San Paolo.

Tratto da: http://musibrasil.net/

Quest’anno tifo Brasile

mercoledì, giugno 16, 2010
posted by admin 10:20 AM

Il nostro paese è sottomesso dai partiti e dalla corruzzione. Il calcio, mi dispiace dirlo, per quanto sia sempre stato un vanto del nostro paese, distrae gli Italiani da tutte quelle manovre politiche e industriali che minano il nostro futuro, il futuro dei nostri figli e il futuro del nostro paese.

Intenti a guardare le partite, gran parte degli Italiani non si rendono conto di cosa sta succedendo a casa nostra.

E allora.. quest’anno tifo Brasile!!

sudafrica_2010_brasileBrasile-Korea 15/6/2010

Il Brasile ha battuto per 2-1 la Corea del nord al Johannesburg in una partita del gruppo G. Il Brasile ha vinto ma ha dovuto aspettare ben 55 minuti per pasare in vantaggio. Ci e’ riuscita con Maicon che ha beffato il portiere con un tiro quasi dalla linea di fondo. I l raddoppio di Elano al 72′ sembra chiudere la partita ma inaspettatamente all’88′ Yun-Nam segna un gol storico per la Corea del Nord e riapre la partita per qualche minuto.

Brasil, jugador global

venerdì, maggio 28, 2010
posted by admin 11:30 AM

brasil-iran

El acuerdo con Irán para que realice el proceso de enriquecimiento de uranio en otro país -en este caso Turquía- conseguido por el presidente brasileño Lula, con la colaboración de su par, el primer ministro turco Recep Tayyip Erdogan es un hecho de extraordinario alcance, cuyos significados seguramente serán mejor apreciados con el paso del tiempo.
Según los gobiernos de Brasil y Turquía, el acuerdo es estrictamente respetuoso de las gestiones hechas por la OIEA (Organización Internacional de Energía Atómica) ante el proyecto de desarrollo de energía nuclear por parte de Irán. Sin embargo, el gobierno de Estados Unidos ha lanzado una inmediata y poco disimulada acción para hacer fracasar el proyecto. Un par de días después de la concreción del acuerdo en Teherán, la canciller norteamericana Hillary Clinton anunció que ya existía un borrador de resolución del Consejo de Seguridad de la ONU disponiendo graves sanciones económicas al régimen iraní por supuesto incumplimiento de disposiciones internacionales. Lo más significativo del anuncio es que China y Rusia firmarían el borrador, con lo que, descontado el apoyo de Alemania, Francia y Gran Bretaña, el papel tendría el apoyo pleno del “grupo de los seis”, cinco de cuyos miembros tienen derecho al veto en el Consejo de Seguridad (solamente Alemania no lo tiene).
Es muy ostensible, por la rapidez de la respuesta, que el exitoso operativo pergeñado por Lula tocó las fibras más sensibles del orden internacional y del liderazgo de Estados Unidos. Y está también muy claro que el problema central ha dejado de ser -si es que alguna vez lo fue- el peligro de la proliferación nuclear, sobre todo si es protagonizada por un régimen enemigo de Estados Unidos. Lo que se discute en estas horas es en manos de quién queda el poder de decisión sobre los puntos críticos de la agenda mundial. Se trata de quién decide, pero también de quién negocia y quién soluciona los problemas de esa agenda.
Brasil y Turquía solicitaron que la ONU no haga lugar a nuevas sanciones contra Irán y acepte el resultado de la negociación tripartita. El presidente brasileño ha optado por suprimir todo eufemismo: ha reconocido que su país quiere ser un actor global porque no está de acuerdo con la actual estructura y metodología decisoria de la ONU. En rigor no es el primer desafío de Lula al poder discrecional de Estados Unidos. Se recuerda muy bien el protagonismo asumido por Brasil después del golpe en Honduras contra el gobierno de Manuel Zelaya; llegó a asilar al presidente depuesto en la embajada brasileña en la capital de ese país.

Da la impresión de que estamos ante un importante crujido del orden internacional unipolar surgido de las cenizas de la guerra fría y la desaparición de la Unión Soviética. En ese sentido, es muy escasa la novedad que hasta ahora ha introducido la gestión de Barack Obama en la concepción norteamericana de ese orden mundial. El punto central y de la agenda estadounidense sigue siendo la “lucha contra el terrorismo global”, su colocación en términos excluyentemente militares y la premisa sigue siendo que la forma de defender la seguridad de la principal potencia mundial es la amenaza sistemática de la agresión a países real o supuestamente “peligrosos”. Se puede decir que hay una diferencia con la administración Bush y es el intento de hacerse acompañar en esa estrategia por un arco de aliados importantes, en lugar de imponer unilateralmente sus puntos de vista. Pero ese cambio debe pasar todavía la prueba de algún desacuerdo importante con China y Rusia. Por ahora, si se confirma el contenido y las firmas en el borrador sobre Irán, parece que la administración Obama ha convencido a esas dos potencias de que deben darle prioridad a la exclusión de Brasil como global player, en lugar de aliarse con él para contrapesar la hegemonía norteamericana. Pero esto dista de ser una historia cerrada.
Puede hablarse de crujido del orden mundial porque entramos en una lucha por la legitimidad de cada uno de los actores. En el punto que ocasiona la crisis presente, el problema es cuál es la estrategia más eficaz para evitar una eventual tendencia de Irán -u otros países emergentes- a desarrollar su poderío nuclear en la dirección de su uso con fines bélicos. Que la desarrollada por el clan Bush y provisoriamente continuada por Obama es un fracaso, es algo muy evidente. Está el antecedente de la guerra de destrucción de Irak realizada en nombre de la captura de arsenales de armas químicas que nunca existieron: la consecuencia más visible de esa criminal expedición fue la acentuación de la ingobernabilidad en la región, de la mano con el fortalecimiento de los sectores más reacios a cualquier negociación con Estados Unidos.
Finalmente, el terrorismo global no es, como lo dijera bien el analista italiano Danilo Zolo, otra cosa que “una respuesta estratégica a la hegemonía del mundo occidental” (La justicia de los vencedores, Edhasa, 2007). Cierto que es una estrategia sanguinaria y repudiable pero el operativo de desvinculación del fenómeno con la historia que llevan a cabo los publicistas del Departamento de Estado oculta la trama profunda en la que se inserta el terrorismo. Y como se falsea el contexto histórico de la reacción terrorista, la terapia con la que se lo enfrenta es fallida y contribuye al fortalecimiento de aquello que se dice querer combatir.
Es difícil, al mismo tiempo, separar estos impactantes acontecimientos de la crisis económica que recorre al mundo y hace estragos en estos días en algunos países europeos. El estancamiento de la Ronda de Doha para la liberalización comercial y los enormes obstáculos que, a pesar de buenas intenciones de ambas partes, deberá sortear la negociación entre la Unión Europea y el Mercosur son testimonio de la inviabilidad de un acuerdo en torno a reglas internacionales que tienden a perpetuar las desigualdades y las injusticias. El orden de la Posguerra Fría no es solamente una relación de fuerzas política y militar; es también un orden económico sostenido en un mito muy pobre, el de la autorregulación virtuosa de los mercados, que hoy está mostrando toda su explosividad social en regiones y países que constituían la gran vidriera de su éxito en tiempos no muy lejanos. No es realista la pretensión de sostener un orden militar ni un régimen económico internacional sobre la base de la amenaza y la extorsión. Lo primero debería ser asumir que ese orden debe ser cambiado. Que nada justifica que la ONU se siga rigiendo por los dictados de los acuerdos de Yalta y Postdam y que la suerte de sociedades enteras esté en manos de organismos creados en los lejanos tiempos de Bretton Woods y, para colmo, totalmente desvirtuados en sus funciones.

Si atamos correctamente los cabos, veremos que la Unasur tiene su lugar en este mapa. Que no es un “sello de goma” como lo presenta la derecha vernácula, en su clásica modalidad de sustraer el debate político y reemplazarlo con la anécdota trivial. Nuestro país parece hoy decidido a superar viejos enconos localistas y a fortalecer su sociedad estratégica con un Brasil ya definitivamente incorporado al club de los países mundialmente relevantes. El Mercosur, con todos sus retrasos, y la Unasur, en los primeros tramos de su institucionalización, son la ruta de nuestra inserción soberana en un mundo en pleno proceso de cambio.

Tratto da: http://www.revistadebate.com.ar/2010/05/21/2901.php

Expo Shanghai 2010: Padiglione Brasile

giovedì, aprile 29, 2010
posted by admin 10:37 AM

Brazil_Pavilion_Expo_2010_Shanghai_1

Ci sono anche i progetti di due città brasiliane, tra i 48 selezionati a livello mondiale, nell’area dell’Expo di Shanghai 2010 dedicata alle Migliori Pratiche Urbane (UBPA): si tratta di San Paolo e Porto Alegre. Con 70 milioni di visitatori attesi per il periodo della sua durata (sei mesi, da maggio a novembre 2010), l’Esposizione Universale di Shanghai si prospetta come la più grande fiera delle nazioni della storia.

San Paolo, con il progetto Città Pulita, si è classificata al quarto posto. Oltre all’aspetto economico, San Paolo mostrerà le varie attrazioni che rappresentano la cultura e lo sviluppo della città, con particolare attenzione al rinnovamento urbano e alla lotta contro l’inquinamento.

Porto Alegre, capitale del Rio Grande do Sul, presenterà invece un innovativo progetto di sviluppo intitolato “Governo Solidale Locale” (Governança Solidária Local – PGSL), che punta sulla flessibilità per garantire una partecipazione ampia e facilitare la formazione di reti di cooperazione e partenariati efficaci. Alla base del PGSL, l’esperienza di democrazia partecipativa di Porto Alegre, risultato delle esperienze storiche del sistema comunitario e la forza della più lunga partecipazione popolare nella distribuzione delle risorse pubbliche – il Bilancio Partecipativo.

Con il tema Città Pulsanti, il Padiglione del Brasile all’Expo Shanghai 2010 presenterà la diversità umana e culturale delle città brasiliane, il dinamismo delle sue grandi metropoli e della sua economia in forte espansione, mettendo evidenza i settori ad alta tecnologia e i principali progressi del Paese nel campo della sostenibilità e dell’inclusione sociale e politica.

Il padiglione ospiterà anche numerosi eventi artistici, culturali e turistici, discussioni tematiche, incontri di business e appuntamenti dedicati alla gastronomia, oltre ad una grande esposizione etnica, culturale e paesaggistica del Brasile attraverso foto, video, musica, spettacoli e cibo. La narrazione tematica sarà suddivisa in tre aree: sviluppo sostenibile, diversità/città globale, partecipazione popolare e inclusione sociale.

Il Brasile promuoverà anche seminari e discussioni con gli altri Paesi su temi quali: l’energia rinnovabile, le politiche di gestione delle risorse idriche e l’innovazione tecnologica. Per i grandi forum di discussione della manifestazione, il Paese porterà le conclusioni del 5° Forum Urbano Mondiale, tenutasi nel marzo 2010 a Rio de Janeiro, e della 15ª Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP 15), che si è tenuta a dicembre a Copenhagen.

Tratto da: http://www.brazilplanet.it

A milano design Brasiliano

mercoledì, aprile 14, 2010
posted by admin 9:45 AM

Brazilian Modern (Brazilian Modern 1950/1970 – The Masters of Style) è una rassegna dedicata alla vivace creatività e all’ingegnoso estro dei maestri del Modernismo brasiliano del rango di Sergio Rodrigues padrino e ospite dell’iniziativa (www.sergiorodrigues.com.br).

poltrona-brasiliana

L’esposizione fa parte del ricco cartellone “fuori salone” del Salone del mobile e presenta circa 120 pezzi di maestri come Sérgio Rodrigues, Joaquim Tenreiro e Giuseppe Scapinelli, tra gli altri. E’ una testimonianza unica di un periodo storico ricco di creazioni originali e a volte stravaganti. La risposta brasiliana al rigore modernista europeo dell’epoca.

Un palcoscenico esclusivo, perchè unico in Europa, per rappresentare la capacità progettuale e la modernità di pensiero degli architetti e dei designer brasiliani. Nuove visioni che hanno dato vita a un fermento artistico sviluppatosi nell’immediato dopoguerra e che ha prodotto uno stile inconfondibile di radice europea utilizzando la preziosità dei materiali del territorio e la capacità degli artigiani locali.

E’ un modernismo “tropicale” pensato per le nuove élite di un paese emergente, il Brasile appunto. Una corrente estetica ricca di contributi di architettura e di design ispirata alle “case study houses” americane e che ha proposto modelli rielaborati da maestri, come Niemeyer, e l’invenzione di arredi che si adattassero ai nuovi spazi e al concetto del nuovo benessere e contemporary living inteso alla “maniera brasiliana”.

L’intento delle curatrici – Cinzia Ferrara e Monika Unger, rispettivamente lighting designer e architetto, entrambe appassionate e esperte di furniture design europeo – è quello di condividere una pagina di storia inedita del design brasiliano, ad oggi nota solo a pochi. Divulgare i segni del movimento modernista brasiliano attraverso i lavori dei mostri sacri come Rodrigues o Tenrerio e tributarne l’importanza.

(In seguito i pezzi della collezione saranno presentati sul mercato internazionale)

Tratto da: http://www.mondoraro.org/

Commercio on line, boom del Brasile

mercoledì, marzo 17, 2010
posted by admin 10:55 AM

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In Brasile le vendite on line al dettaglio, nel 2009, hanno raggiunto un fatturato di 10 miliardi e seicento milioni di real, il che rappresenta una crescita del trenta per cento rispetto a quanto fatto registrare nel 2008. É quanto risulta da una ricerca dell’istituto di ricerche di mercato E-bit, secondo cui il trend  dovrebbe ripetersi anche quest’anno, grazie alla maggior fiducia dei consumatori nella tecnologia. Secondo Pedro Guasti, direttore generale di E-bit, lo scorso anno hanno ricorso al commercio elettronico 17 milioni e 600mila persone, che rappresentano il ventisei per cento degli internauti verdeoro.

Nel 2010 – ha proseguito Giusti – si dovrebbe toccare quota ventitre milioni.

Tratto da: http://musibrasil.net/

Fiat no Brasil

mercoledì, marzo 10, 2010
posted by admin 7:00 AM

lula-marchionne

Se dall´Italia oggi Berlusconi riinvia la sua visita in Brasile ci pensa Marchionne a rappresentarci, e ci manda dire che la Fiat ha fatto le sue scelte di sviluppo industriale, ben lontane dal nostro paese. Tali scelte significano nuovi impianti di dimensioni mai viste, con volumi e livelli di produzione che ci sognamo. Se a Termini Imerese piangiamo per aver perso 2000 posti di lavoro, qui in Brasile si festeggia per averne guadagnati per lo meno 40000!

O presidente mundial da Fiat, Sergio Marchionne, afirmou nesta terça-feira, em visita ao Brasil, que o grupo vai ampliar os investimentos no país, depois dos R$ 6 bilhões programados para o período de 2007 a 2010. O executivo disse ainda que o grupo avalia a possibilidade de produzir veículos da marca norte-americana Chrysler no Brasil.

“Precisamos fortalecer nossa presença na América Latina. Estamos no Brasil há 60 anos e nos próximos cinco anos queremos reforçar essa presença”, disse Marchionne após participar da inauguração, em Sorocaba, da maior fábrica no mundo da Case New Holland, unidade de máquinas agrícolas do grupo Fiat.

O executivo comentou que o orçamento para o próximo período de investimentos da Fiat no Brasil será discutido em reunião do Conselho de Administração marcada para 21 de abril. “Provavelmente, com base em cinco anos, será mais”, disse Marchionne.

O executivo afirmou que “há uma possibilidade muito boa de que produziremos alguns veículos (da Chrysler) aqui”, comentou, acrescentando que a linha Jeep da Chrysler “seria a mais adequada” para o mercado brasileiro.

Globalmente, após a aliança com a Chrysler, o foco do grupo italiano é, consolidar a parceria com a montadora norte-americana e administrar operações recentes da empresa, como na China. Marchionne também afirmou que a Fiat pretende ser a segunda montadora da Rússia.

“Precisamos ter certeza de que estamos executando bem esses projetos para preservar a integridade (do grupo).”
Segundo ele, a indústria automotiva mundial ainda vai passar por mais uma rodada de consolidação. A Fiat, contudo, não tem planos para novas aquisições no momento. “Tenho que administrar o que eu já tenho.”

A Fiat tem uma fábrica de veículos no Brasil em Betim (MG) e está produzindo no máximo de sua capacidade de 800 mil veículos por ano. Para Marchionne, uma expansão dessa unidade pode ser arriscada.

“Há um limite natural em Betim e estamos atingindo o limite. Precisamos ter cuidado para não sobrecarregar essa estrutura em um ponto que fique operacionalmente ineficiente”, disse o executivo, lembrando que a Fiat também tem uma fábrica em Córdoba, na Argentina. “Temos que olhar para outros lugares também.”

Na avaliação de Marchionne, a atual estrutura da Fiat na América Latina pode ser insuficiente diante da expectativa de crescimento do mercado automotivo brasileiro nos próximos cinco anos.

O Brasil foi um dos únicos países em todo o mundo a apresentar crescimento das vendas de carros pela indústria em 2009, em meio à recessão global. No ano passado, foram comercializados no país 3,14 milhões de veículos novos, crescimento de 11,4% sobre 2008 e recorde para a indústria.

A associação que representa as montadoras instaladas no Brasil, Anfavea, estima avanço de 8,2% nas vendas de automóveis em 2010, para novo recorde de 3,4 milhões de unidades.

O presidente do grupo Fiat afirmou ainda que o setor de veículos do Brasil vive uma fase totalmente diferente da Europa, onde estimou queda de 12% a 16% no volume de vendas pela indústria este ano, conforme terminam programas de incentivo dos governos europeus ao setor.

“Isso terá impacto em todas as montadoras e teremos de fazer ajustes para a demanda menor. Eu acho certo reduzir os incentivos. Nós teremos que lidar com as consequências”, disse Marchionne. Na avaliação dele, os incentivos concedidos pelos governos europeus acabaram criando uma demanda artificial.

Tratto da: http://mercatoliberobrasil.blogspot.com/

Campanha Nacional pelo Limite da Propriedade de Terra

lunedì, marzo 8, 2010
posted by admin 10:58 AM

propriedade-da-terra

Criada em 2000 pelo Fórum Nacional pela Reforma Agrária e Justiça (FNRA), a Campanha pelo Limite da Propriedade da Terra: em defesa da reforma agrária e da soberania territorial e alimentar, é uma ação de conscientização e mobilização da sociedade brasileira para incluir na Constituição Federal um novo inciso que limite às propriedades rurais em 35 módulos fiscais. Áreas acima dos 35 módulos seriam automaticamente incorporadas ao patrimônio público.

Costituita nel 2000 dal Forum Nazionale per la Riforma Agraria e la Giustizia (FNRA), la campagna volta a limitare la proprietà della terra: in difesa della riforma agraria e la sovranità territoriale e alimentare è un atto di consapevolezza e mobilitazione della società brasiliana per includere nella Costituzione federale una nuova sezione che limita l’esternsione della proprietà in 35 moduli fiscali. Aree al di sopra del 35 moduli sarebbe automaticamente inseriti in proprietà pubblica.

In Brasile c’è molta terra, ma è concentrata nelle mani di poche persone. Forse, un referendum potrebbe “rimettere le cose a posto”.

Un altro atto di lotta per la giustizia sociale (vedi anche O Petroleo tem que ser nosso) da parte di uno dei paesi maggiormente impegnato non nel profitto, ma nella ricerca della giustizia sociale.

Sito ufficiale: http://www.limitedapropriedadedaterra.org.br/