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Woodstock5stelle

Woodstock 5 stelle - Io ci sarò

Il Brasile..















In evidenza..

















Italia, Europa, Stati Uniti











Il più letto..



Io sono cresciuto con l’idea che “andare a vivere in Brasile“, “mollo tutto e apro un bar in spiaggia” era solo un sogno, un luogo comune… Ma oggi lo è ancora..?? O forse sta diventando una buona idea??
Iniziare dinuovo in un paese fantastico dalla natura quasi incontaminata, festoso e allegro, con donne bellissime e risorse enormi.. Un paese 7 volte più grande dell’Europa e che ancora deve dare dimostrazione delle sue grandi potenzialità..
continua...

Il Forum di ItaliaViaBrasil

Finalmente è on-line il nostro nuovo Forum.
Molti di Voi ci chiedono consigli e diventa difficile rispondere a tutti. Allora abbiamo pensato di aggiungere un Forum in cui possiamo incontrarci e scambiarci informazioni e dritte sul Brasile..









Nell'aria..

UserOnline

Passione Brasile









In Brasile, colore, vita, arte ti coinvolgeranno a tal punto che una volta di ritorno in italia un piccolo pensiero di mollare tutto (la “saudade”) e trasferirti ti travolgerà… come ha travolto me.. Ma il Brasile non è solo un posto meraviglioso, è anche uno dei 4 paesi emergenti al mondo. E' una terra di grandi opportunità... Europa e stati uniti sono già in crisi... Il futuro è già in Brasile!!

Il secolo del Brasile



Per molte testate del Primo Mondo è l’uomo dell’anno e una delle personalità più influenti del pianeta. El Mundo ha intervistato Inacio Luiz Lula da Silva il primo presidente sindacalista del Brasile.
I brasiliani usavano dire che il loro Paese era “il Paese del futuro”, ma di un futuro lontano… crede che finalmente sia arrivato?
Sono convinto che il XXI secolo sia il secolo del Brasile. Viviamo un momento eccezionale... continua...

Cidade maravilhosa..



Cidade maravilhosa Il video ufficiale di presentazione di Rio de Janeiro per le Olimpiadi 2016

Lula, o Filho do Brasil



Lula, o Filho do Brasil Il film sulla vita del presidente Luiz Inacio Lula da Silva che arriverà nelle sale brasiliane a gennaio.

Italia e Brasile a confronto



Economia e sistema bancario di Italia e Brasile a confronto. L'economista Eugenio Benettazzo (ha previsto questa crisi in un libro anni fa..) parla di economia e sistema bancario in Italia e Brasile

Mr. Obama in playback…!



Il Presidente degli Stati Uniti è veramente l'uomo più potente del mondo??. O ci sono delle persone che lo manovrano come un pupazzo..?
Leggi tutto..

Vendo casa



Mollo tutto.. vendo appartamento con area ufficio/negozio prov. Udine.

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salve a tutti , vorrei segnalarvi che visualwebdesign.it , è...

Cal
Il Brasile è un paese molto bello, caldo, sviluppata, modern...

Italface
Ciao, vi scrivo perchè volevo informarvi della nascita di un...

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Salve , mi chiamo Anne , sono brasiliana , 34 anni , sposata...

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Ciao Marco, mi sono fidanzato a Luglio con una ragazza di ...

In viaggio!! Da sapere..

State pe mettervi in viaggio per la prima volta per il Brasile? In questa sezione troverete alcune informazioni assolutamente da sapere!!





Il Carnevale..

Il Carnevale Brasiliano è una esplosione di sfrenata allegria e grande divertimento, una delle feste più grandi e coinvolgenti del mondo. Il carnevale è sopratutto Samba..












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Per me, per voi, per Beppe Grillo

Archive for the ‘Crisi economica’ Category

Vendita auto: in Brasile aumenta, in Italia crolla..

mercoledì, agosto 4, 2010
posted by admin 9:38 AM

concessionari-auto

BRASILE

A luglio le auto vendute in Brasile hanno raggiunto le 285.299 unità con un rialzo del 15% rispetto a giugno!
E intanto il Bovespa (indice della borsa brasiliana) sale da due settimane..


ITALIA

Immatricolazioni dell’auto in luglio in Italia: 152.752 auto, meno 25,97 % rispetto allo scorso anno , grande allarme per l’occupazione. E l’Italia ha già il record di 59 macchine ogni 100 abitanti.

Vi da da pensare..???

FORZA UNGHERIA. Tassa le banche evitando la tassazione del popolo.

lunedì, luglio 26, 2010
posted by admin 10:06 AM

i_love_hungary

Questa settimana tifiamo Ungheria. Ci piace tifare i piu’ deboli, sopratutto se i piu’ forti sono cafoni, carogne, invidiosi e preoccupati solo di avere il controllo dei piu’ deboli.

Orban, primo ministro ungherese, ha mandato a casa il FMI e i membri dell’EU. Ha tassato le banche evitando la tassazione del popolo.

OVVERO SI E’ COMPORTATO DA VERO LEADER A FAVORE DEL POPOLO.

Ma questo potrebbe creare UN PRECEDENTE molto pericoloso per la casta dei potenti europei e americani. Infatti quelle carogne al servizio del potere che morirà di Moodys e S&P hanno (con una velocità sorprendente) avvisato che l’Ungheria rischia il downrating.

I POTERI FORTI ATTACCHERANNO CON ESTREMA CATTIVERIA L’UNGHERIA.

sarebbe bello che alcune nazioni dei Piigs vadano in soccorso dell’Ungheria e magari perchè no….qualche fondo hedge…. UTOPIA ALLO STATO PURO..ma pensare e sperare che il miracolo di Davide contro Golia possa ripetersi….non fa male.

Il popolo ungherese è molto piu’ combattivo e intelligente di quello italiano e spesso si è ribellato nel passato….FORZA ANCORA UNA VOLTA, SIAMO CON VOI!

MI HANNO SEGNALATO QUEST’ARTICOLO BELLISSIMO SULLA SITUAZIONE IN UNGHERIA!!! LA RIVOLTA D’UNGHERIA

NON PERDETE ANCHE QUESTA OCCASIONE…SPIEGATE AI VOSTRI FIGLI QUELLO CHE STA ACCADENDO IN QUESTA EUROPA MARCIA….DATE LORO LA POSSIBILITA’ DI RAGIONARE!!!

Raccontiamo a tutti l’infamia del FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE….delle loro bugie e falsità….della possibile corruzione che si aggira in quei palazzi…DEL DISPOTISMO dei banchieri e delle banche Centrali….

DI CHE COSA SIA IL BENE DI UN POPOLO, DELLA SCELTA UNGHERESE RISPETTO ALLA SCELTA DELLA COMUNITA’ EUROPEA..

RACCONTIAMO ai NOSTRI FIGLI
Dei nostri tagli agli ospedali (molti dei quali ridotti in condizioni pietose)
Dei nostri tagli alle pensioni,
Dei nostri tagli alle scuole…

e….
…DEL NOSTRO NON TASSARE LE RENDITE FINANZIARIE
…DEL NOSTRO NON TASSARE GLI ATTIVI DELLE BANCHE (meglio una patrimoniale al popolo che a una banca…la banca alzerebbe i prezzi dei mutui…il popolo invece è coglione)
e… DEL NOSTRO mantenere un costo per la casta politica enorme
e… DEL facilitare le RENDITE monopolistiche di certi falso imprenditori
e….Dei CONTINUI SCANDALI E CORRUZIONI
e… della decisa volontà di NON INFORMARE I CITTADINI
e….del costo del lavoro troppo alto rispetto ad altri paesi
e….dell’insicurezza delle regole e del diritto che ti fa fuggire dall’Italia

ecc ecc

E’ ORA CHE NOI CITTADINI CI PROPONIAMO COME EDUCATORI NEI CONFRONTI DEI FIGLI, DEGLI AMICI, DEI PARENTI….

Vi ricordo che il SAPERE, la PRESA DI COSCIENZA valgono piu’ di una RIVOLUZIONE.

Tratto da: http://www.ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.com/

Questa estate preparatevi ad un nuovo 11 settembre

sabato, luglio 3, 2010
posted by admin 11:35 AM

11-settembre

L’economia Americana è FALLITA.

“Entro fine 2010 gli Stati Uniti saranno sotto LEGGE MARZIALE.”

Un nuovo attacco “False Flag” per dare il colpo di grazia agli Stati Uniti, creare l’Unione del Nord America e passare all’Amero.

Spero vivamente di sbagliarmi..

amero

I “poteri forti” starebbero progettando un’altro attacco di false flag simile all’11 Settembre 2001, e che la data prevista sarebbe l’8 luglio 2010 o comunque un qualsiasi momento durante la corrente estate.  Ha aggiunto che l’attacco risulterebbe di uguale portata – se non maggiore -  rispetto a quello del 2001, e che potrebbero essere uccisi migliaia di americani. Ha poi concluso che l’evento sarebbe poi utilizzato come pretesto per chiudere definitivamente un gran numero di banche. Questo evento dovrebbe porre le basi per il crollo del dollaro ed il passaggio all’ amero, nel novembre di quest’anno.

Stati Uniti progetti per la legge marziale


martial law

[...] Durante la transizione da una moneta all’altra, il governo avrebbe bisogno di scambiare denaro corrente per ameri. Ho ribattuto che una cosa del genere non è praticabile in quanto in questo periodo circola poco denaro nelle mani di molta gente, e le banche non sono in possesso di molta cassa. Ha risposto che il punto in effetti è proprio questo. Vorrebbero effettuare il passaggio di valuta nel modo più drastico possibile. Il loro intento è quello di decimare il popolo, non aiutarli finanziariamente. Se il governo avesse voluto agire con democraticità sarebbe bastato sostituire al dollaro lo amero nei conti bancari e gli investimenti, e sarebbe stato un processo regolare.

Non è così. Questi individui del New World Order (io li chiamo i demoni) vogliono eliminare l’85% di noi “mangiatori inutili”, e solo dopo il collasso della valuta effettuare la transazione alla nuova moneta. L’uomo ha poi aggiunto che il tasso di cambio amero – dollaro sarebbe iniziato da un rapporto uno a uno in un primo momento, ma che non sarebbe durato a lungo. Poi sarebbe andato a 2-1, 5-1, 10-1, e così via. Così più si attenderà ad effettuare la conversione, meno si otterrà.

Ovviamente, non appena si scatenerà il panico, si avranno massicce ripercussioni sulle banche e su Wall Street, con persone in preda alla disperazione che tenteranno di liquidare i propri investimenti. E, naturalmente, la forte reazione del governo sarà quella di chiudere le valvole degli istituiti di credito e decretare la legge marziale con la scusa di non potere fornire tutta la liquidità che il pubblico richiederà. Tutto ciò comporterà una forte reazione da parte della cittadinanza, che probabilmente sfocerà in una rivolta, succeduta da un intervento del governo che istituirà  la legge marziale.

Leggi tutto: http://www.vocidallastrada.com/

Fonte (inglese): http://beforeitsnews.com/

Un referendum per il Default. Salviamo l’Italia

martedì, marzo 9, 2010
posted by admin 7:00 AM

debitopubblicoitaliano

Le ridicole vicende greche hanno fatto distogliere l’attenzione su quanto accaduto in un altro paese, che e’ l’Islanda. Come ricorderete, l’ Islanda aveva scommesso molto sulla finanza di carta e al botto del credit crunch si era trovata sovraesposta e i cittadini pieni di debiti. Ma non solo: una delle loro banche , che di fatto pesa sul governo, era esposta finanziariamente in maniera enorme.
Quello che e’ successo e’ che inglesi e olandesi , ovvero i loro finanzieri, si sono presentati a battere cassa, pretendendo che dopo aver causato i disastri che ben conosciamo gli islandesi li finanziassero anche , come se il disastro fosse stato un’operazione in attivo.

Il primo ministro del luogo a quanto pare si e’ rifiutato di sbattere sul lastrico la popolazione islandese, e ha convocato un referendum, che ha vinto con percentuali bulgare.

In pratica, l’Islanda ha dichiarato default, e lo ha fatto con uno strumento democratico, che e’ il referendum. Questo atto probabilmente li portera’ fuori dall’ FMI (beati loro) e potrebbe , come dice l’articolo, creare dei problemi al loro accesso nella UE.

Ma non e’ qui il punto: il punto e’ che a loro e’ accaduto quanto accadde al Dubai. Non appena il governo dichiara default, i finanzieri si precipitano a trattare, e si accordano per una restituzione molto limitata dei soldi.

Cosa significa?

Se lo facessimo in Italia, cosa che auspico da sempre, e annunciassimo che il governo NON paghera’ il debito pubblico, non succederebbe quanto accaduto in Argentina (ove la crisi che e’ seguita e’ stata dovuta ad ALTRI fattori e il default e’ stato semmai una conseguenza) , succederebbe esattamente la stessa cosa: i contraenti del debito si presenterebbero a roma a cercare un accordo , e probabilmente ci troveremmo a restituire si e no il 20% dei soldi, solo avendo un governo che faccia la voce dura, o che non abbia scelta.

Lo strumento del referendum, in effetti, e’ micidiale. Il debito pubblico in se’, non essendo materia fiscale, non e’ compreso nella norma costituzionale che vieta referendum sulla politica fiscale. Cosi’ , e’ possibile anche in Italia organizzare un referendum che proponga al governo di NON pagare il debito pubblico. Una volta fatto il referendum, comunque lo gestisca il governo, il debito pubblico e’ esaurito.

Faccio presente che una volta fatto il referendum, non ci sarebbe bisogno di aspettare le sue conseguenze, perche’ il rischio sara’ cosi’ alto che gli investitori abbandonerebbero in massa i titoli di stato, o comprerebbero quantita’ enormi di CDS, ammesso che qualcuno glieli venda ad un prezzo decente , cosa che non e’.

Cosi’, e’ possibile portare il paese al default in maniera democratica.

Occorre che qualcuno, lavorando con un basso profilo, costituisca un comitato per il referendum contro il debito. Diciamo un referendum che, di punto in bianco, ridimensioni il deficit al 20% del suo valore attuale.

Questo deve essere fatto in sordina, quasi per passaparola, senza troppa pubblicita’ sui giornali, solo coi banchetti per le strade. In caso arrivi un giornalista, si fugge o si risponde “no comment”.

Poi si presenta il referendum alla consulta, e si aspetta che venga dichiarato attuabile. Una volta che la notizia finisca sui giornali, DI FATTO il referendum avrebbe aumentato il rischio cosi’ tanto che tutti molleranno l’osso e si precipiteranno a trattare.

Cioe’, il default e’ dichiarato nel momento stesso nel quale e’ ufficiale che potresti anche farlo; l’esito referendario e’ quasi irrilevante.

La cosa sulla quale vorrei essere chiaro e’ che non-succede-nulla. Come nel caso greco, come nel caso di Dubai, come nel caso islandese, a quel punto iniziano trattative su come gestire la cosa. Sapete perche’?

Perche’ di fatto la finanza e’ considerata molto piu’ potente di quanto non sia in effetti. Sinora il finanziere  ti ha detto “se il governo non fa come dico io, allora ritiro gli investimenti e il tuo paese fara’ la fame”. Davvero? Dimentichiamo pero’ che se il tuo “investimento” consiste nella costruzione di una ferrovia, per dire, tu non ritiri proprio nulla. E anche se non fosse un investimento materiale, non e’ che hai investito nel mio paese per farmi un favore: hai investito perche’ ci guadagnavi, e se adesso non ci guadagnerai piu’, ai tuoi azionisti non piacera’.

Morale della storia: persino stati relativamente piccoli quali il Dubai o l’ Islanda possono sfidare la finanza, che quando lo stato alza la voce si presenta a coda bassa per trattare. Faccio presente che la somma dei debiti islandesi e’ circa 11 volte il PIL, cioe’ hanno un debito pubblico del 1100% del PIL.

In passato, l’ FMI ha prestato un sacco di soldi all’Islanda, quasi 6 miliardi di euro, tramite le banche socie di Giappone  e di alcuni stati scandinavi. Il problema e’ che questo referendum forse mettera’ l’islanda fuori dall’ FMI, con il risultato che giapponesi e scandinavi rimarranno senza garanzie.(1)

Morale della storia: la finanza e’ debole, e si piega molto piu’ facilmente di quanto si creda, perche’ in fondo lavora su convenzioni e leggi, che i governi sono chiamati a far rispettare. Se non vengono rispettati, semplicemente i finanzieri si presentano col cappello in mano a trattare.

Per cui, direi che se qualcuno vuole formare un comitato che raccolga firme per il default, puo’ iniziare a rimboccarsi le maniche.

E no, non aspettatevi roba del genere da gente come Grillo, sanno solo fare ammuina.

Uriel

(1) Cosi’ imparano. Il prestito nacque perche’ i russi avanzarono l’offerta di un prestito da 4 miliardi di euro, potendo cosi’ espanedere l’area di influenza. L’ FMI si mosse facendo una controferta da 6 miliardi di euro, provenienti dalla banca centrale giapponese e da quelle scandinave.

Tratto da: http://www.wolfstep.cc/

Marcato Libero è un blog che parla di economia e finanza, ma non solo..
E’ uno dei blog di economia più visitati d’Italia che sta investendo in un nuovo progetto: il Brasile.

mercato-libero-village

UN SOGNO:

INVESTIRE IN UN PAESE MIGLIORE, IN CRESCITA, CON UN COSTO DELLA VITA INFERIORE, SFRUTTANDO IL CONCETTO DI GRUPPO D’ACQUISTO, FORMANDO UN GRUPPO DI AMICI, IN UN PAESE TURISTICAMENTE AFFASCINANTE E CULTURALMENTE AFFINE (sono cattolici e non arabi o asiatici…)

DARE UNA SPERANZA A NOI, AI NOSTRI CARI E AI FIGLI

MERCATO LIBERO VILLAGE NON E’ SOLO UN VILLAGGIO VACANZA, MA L’UTOPIA DI UN SOGNO CHE PROVA A DIVENTARE REALTA’. UN INSIEME DI PERSONE CHE HANNO UNA CERTA IDEOLOGIA IN COMUNE (quella di ML) e che per la prima volta si troveranno insieme, non per una vacanza e basta, ma per provare a trasformare il sogno in realtà.
In Brasile abbiamo un altro grande progetto che proveremo a realizzare nei prossimi mesi e che potrebbe permettere di spostare il baricentro economico di alcuni di noi al di là dell’oceano. (così come facevano i nostri avi con le valigie di cartone, noi metteremo i nostri euro che valgono sempre meno, nella valigia alla ricerca di crescita economica e di un modello di vita migliore).

MENTRE L’EURO COLA A PICCO PER COLPA DEI BANCHIERI CENTRALI E DEI GOVERNI OCCIDENTALI, BRUCIANDO POTERE D’ACQUISTO E I RISPARMI DI UNA VITA….

A Roma e a Padova parleremo di investimenti in brasile, in specifico del nostro progetto immobiliare in collaborazione con la imoplanet.

Ecco le 2 date degli appuntamenti:

LUNEDI’ 22 FEBBRAIO A ROMA ORE 18.00
Presso la Trading Room Nuovi Investimenti – Roma – Via dei Due Macelli, 60
A DUE PASSI DA PIAZZA DI SPAGNA.

mercato-libero-roma

MARTEDI’ 23 FEBBRAIO A PADOVA ORE 17.00
HOTEL BIRI – Via A. Grassi, 2 – 35129 Padova – Tel. +39.049.8067700

mercato-libero-padova

Visitate il Blog di Mercato Libero

Il fallimento degli Stati Uniti

martedì, febbraio 16, 2010
posted by admin 7:37 AM

fallimento_usa

(articolo tradotto)

Il fallimento degli Stati Uniti è ormai accertato
Rebel News 12 febbraio 2010

E ‘una di quelle faccende così incredibili che effettivamente ti fanno riflettere … Entro i prossimi 12 mesi, il Tesoro degli Stati Uniti dovrà rifinanziare 2 mila miliardi dollari di debito a breve termine, senza contare il deficit supplementare, stimato a circa 1500 miliardi. Mettete i due numeri insieme e poi chiedetevi come possa il Tesoro prendere in prestito 3500 miliardi di dollari, in un solo anno. ..E’ un importo pari a quasi il 30% del nostro (USA) intero PIL. E siamo l’economia più grande del mondo. Dove saranno reperiti i fondi?

Ma come abbiamo fatto ad accumulare tanto debito a breve termine? Come la maggior parte delle istituzioni a debito troppo alto – mutuatari subprime, GM, Fannie, o GE – il Tesoro Usa ha cercato di minimizzare l’onere degli interessi prendendo prestiti a breve e quindi rinnovando i prestiti quando giungono a scadenza. Come dicono a Wall Street, “un debito dilazionato non si copre di muschio.” Con ciò intendendo che, finché è possibile rilanciare il debito, non ci saranno problemi. Purtroppo, questo porta la gente ad assumersi sempre più debiti … a durata sempre più breve … a tassi di interesse sempre più bassi. Prima o poi, però, i creditori si svegliano e si chiedono che probabilità ci possono essere di essere rimborsati, ed è allora che cominciano i guai. I tassi di interesse salgono drammaticamente. I costi di finanziamento lievitano. La festa è finita. Il fallimento è vicino.

Quando i governi falliscono si chiama “default”. Gli speculatori sanno come prevedere con precisione quando un paese andrà in default. Due ben noti economisti – Alan Greenspan e Pablo Guidotti – hanno pubblicato la formula segreta in un documento accademico del 1999. La formula si chiama “regola di Greenspan-Guidotti”. La norma recita: al fine di evitare un default, i paesi dovrebbero mantenere riserve di valuta pari ad almeno il 100% delle loro scadenze a breve termine di debito estero. L’azienda più grande al mondo di gestione del denaro, la PIMCO, spiega la norma in questo modo: “Il valore di riferimento minimo di riserve pari ad almeno il 100% del debito estero a breve termine è nota come regola di Greenspan-Guidotti, concetto di adeguatezza della riserva che ha il maggior numero di seguaci e un sostegno empirico. “

Il principio alla base della regola è semplice. Se non riesci a pagare tutti i tuoi debiti esteri nei prossimi 12 mesi, sei a un terribile rischio di credito. Gli speculatori stanno per prendere di mira i tuoi titoli e la valuta, il che rende impossibile rifinanziare i debiti. Il default è assicurato.

Allora, come si colloca l’America sulla scala Greenspan-Guidotti? Si tratta di un default garantito. Gli Stati Uniti hanno oro, petrolio, e valuta estera a riserva. Hanno 8.133,5 tonnellate di oro (la riserva più grande del mondo). Più di 16 milioni di libbre. In dollari al valore corrente, sono circa 300 miliardi dollari. La riserva strategica di petrolio degli Stati Uniti ammonta a un totale di 725 milioni di barili. Al tasso attuale del dollaro, sono circa 58 miliardi di dollari. E secondo il Fondo monetario internazionale, gli Stati Uniti hanno 136 miliardi di dollari in valuta estera a riserva. Quindi tutto considerato… circa 500 miliardi di dollari a riserva. Il nostro debito estero a breve termine è molto più grande.

Secondo il Tesoro degli Stati Uniti, 2 mila miliardi di debito giungono a scadenza nel corso dei prossimi 12 mesi. Quindi guardando solo il debito a breve termine, sappiamo che il Tesoro dovrà rifinanziare almeno una tale cifra nei prossimi 12 mesi. Questo non comporterebbe una crisi, se il nostro fosse un debito finanziato all’interno. Ma dal 1985, noi siamo un debitore netto per il mondo. Oggi, gli stranieri posseggono il 44% di tutti i nostri debiti, il che significa che dobbiamo a creditori stranieri, almeno 880 miliardi dollari nei prossimi 12 mesi – per un importo molto superiore a quello delle nostre riserve.

Teniamo presente che ciò riguarda solo il nostro debito allo stato attuale. L’Ufficio di Gestione e Bilancio prevede un deficit di bilancio di 1500 miliardi di dollari per il prossimo anno. Che porta il nostro fabbisogno finanziario complessivo sull’ordine di 3500 miliardi nei prossimi 12 mesi.

Così … dove saranno reperiti i fondi? Il totale del risparmio nazionale negli Stati Uniti ammonta solo a circa 600 miliardi all’anno. Anche se tutti mettessimo ogni centesimo dei nostri risparmi in titoli del Tesoro degli Stati Uniti, dovremmo ancora trovare quasi 3 mila miliardi dollari a breve. Questo è un fabbisogno di finanziamento annuo pari a circa il 40% del PIL. Da dove arriveranno i soldi? Dai nostri creditori stranieri? No, secondo Greenspan-Guidotti. E no, secondo l’India o la banca centrale russa, che hanno smesso di comprare titoli del Tesoro e hanno iniziato ad acquistare enormi quantità di oro. Gli indiani ne hanno acquistato 200 tonnellate questo mese. Fonti russe dicono che la banca centrale raddoppierà le sue riserve in oro.

Allora, da dove saranno reperiti i fondi? Stampa di moneta. La Federal Reserve ha già monetizzato circa 2 mila miliardi di dollari di titoli del debito del Tesoro e di mutuo ipotecario. Questo indebolisce il valore del dollaro e svaluta i buoni del Tesoro esistenti. Prima o poi, i nostri creditori si troveranno ad affrontare una scelta netta: tenere i nostri titoli e vedere il loro valore diminuire lentamente, o rifugiarsi nell’ oro e vedere il valore dei loro titoli statunitensi precipitare.

Ciò che non faranno è continuare ad acquistare titoli del nostro debito. Quali saranno le banche centrali che abbandoneranno il dollaro per prime? Brasile, Corea e Cile. Queste sono le tre maggiori banche centrali, che posseggono la minor quantità di oro. Nessuna detiene nemmeno l’1% delle sue riserve in oro.

Casualmente, il New York Times ha ripetuto i nostri avvertimenti – quasi parola per parola – nel giornale di oggi. (Non ha menzionato Greenspan-Guidotti, però … e ‘un vero segreto degli speculatori internazionali.)

Tratto da: http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.com/

Brasile: prospettive economiche per il 2010

lunedì, febbraio 8, 2010
posted by admin 12:33 PM

economia_brasile

All’inizio del 2009 numerosi economisti affermavano che il Brasile, insieme agli altri mercati emergenti, avrebbe risentito in modo grave della crisi economica che stava attraversando il mondo. Ad un anno di distanza la situazione appare molto diversa da quanto ci si aspettasse e le prospettive per il 2010 parlano chiaro: il Brasile è stato uno dei paesi ad entrare più tardi nella crisi e uno dei primi ad uscirne. Per questa ragione la ripresa dell’economia brasiliana, apparsa evidente già dalla metà del 2009, è destinata a continuare anche quest’anno: per il 2010 il governo di Brasilia si aspetta una crescita del 5% del PIL, superando. I risultati economici del governo di Lula avranno conseguenze importanti anche sulla situazione politica del Brasile; tali performance, infatti, non potranno che influenzare l’esito delle elezioni federali che si terranno in ottobre.

Tratto da: http://www.equilibri.net/

Profitti alle banche e perdite ai cittadini? L’Islanda dice no!

venerdì, gennaio 8, 2010
posted by admin 10:41 AM

islanda

I cittadini Islandesi non vogliono pagare i debiti delle banche e firmano una petizione.
Ora deciderà il Referendum.

Olafur Ragnar Grimsson, presidente della Repubblica d’Islanda, ha deciso di non firmare una controversa legge che prevede il rimborso di oltre 5 miliardi di dollari al Regno Unito e ai Paesi Bassi: al posto del discusso testo normativo verrà invece indetto un referendum, a seguito della petizione presentata da ben 60.000 cittadini. Quali sono i motivi di tanta opposizione alla legge? Quest’ultima è stata progettata per ricompensare quei governi che hanno perso tutti i loro risparmi a seguito del fallimento di Icesave, la banca islandese che ha dichiarato bancarotta nel 2008, agli albori della crisi economica. Il testo era stato approvato lo scorso 30 dicembre dal parlamento della nazione scandinava, l’Althing, ma è necessaria in questi casi anche l’approvazione del presidente. Alcune fonti parlano chiaramente di una vasta percentuale di islandesi (addirittura il 70%) pronta a votare no al quesito referendario. Sarà ora compito del governo di Reykjavik decidere come procedure: le possibilità sono sostanzialmente due, prendere in considerazione l’esito del referendum, oppure riaprire i negoziati con Regno Unito e Olanda circa le modalità di rifinanziamento.
I cittadini si sono opposti immediatamente alla legge, spiegando come ritengano ingiusto essere costretti a pagare per gli errori commessi dalle banche: in effetti, il rimborso in questione si sarebbe riversato sui contribuenti, i quali avrebbero dovuto versare 12.000 euro a testa per la totale compensazione del debito. Le uniche preoccupazioni del parlamento islandese sono per il momento quelle relative all’immagine dell’Islanda all’estero dopo queste vicende controverse. In effetti, cresce il risentimento di Londra e Amsterdam, le quali vedono nella nazione nordica l’atteggiamento di chi non vuole entrare a far parte del sistema finanziario internazionale. La situazione è davvero drammatica: è a rischio l’ingresso nell’Unione Europea dello Stato e, inoltre, l’agenzia di rating Fitch ha provveduto a declassare il rating islandese al livello BB+, ma non si può nemmeno negare il diritto della gente di esprimere le proprie opinioni circa la politica interna.
Come si è giunti a questo vero e proprio dramma economico? Le banche islandesi hanno cominciato a fallire a ottobre 2008, costringendo il governo di Reykjavik ad assumerne il controllo; un mese dopo, il Fondo Monetario Internazionale ha approvato un prestito da 2,1 miliardi di dollari per il paese, mentre il 2009 è stato caratterizzato soprattutto dal rifiuto di Gran Bretagna e Olanda di accettare i termini di pagamento del rimborso dei propri correntisti. La decisione del presidente Ragnar Grimsson è stata presa soprattutto per venire incontro alle reazioni della gente: sono in molti a credere che l’Islanda stia pagando un prezzo eccessivamente alto per la sua crisi interna, ma c’è anche chi è convinto che la legge sia un passaggio fondamentale per la ripresa economica.
A questo punto bisogna affidarsi solamente al referendum, con la speranza che possa essere lo strumento più giusto e risolutivo per venire incontro agli islandesi e alla loro voglia di uscire dalla congiuntura economica negativa.

Tratto da: http://periodicoitaliano.info/

Un bancario ticinese: “Se parlassimo, il governo italiano cadrebbe in 24 ore”

venerdì, ottobre 30, 2009
posted by admin 11:32 AM

“Non c’è politico o esponente dell’economia italiana che non abbia un conto in Svizzera”. Il ruolo della piazza finanziaria nella creazione dell’impero economico di Silvio Berlusconi. Il silenzio di Berlusconi sullo scudo fiscale e la guerra tra Tremonti e il Premier.

berlusconi_svizzera

LUGANO – Per gli italiani il Canton Ticino è una classica piazza Off-Shore. Tra i 15.000 impiegati nella piazza finanziaria c’è un certo timore: Giulio Tremonti vuole prosciugare le banche luganesi.

Le autorità italiane stimano in 600 miliardi circa i fondi non dichiarati al fisco depositati in Svizzera. Rico von Wyss, docente dell’Università di San Gallo, riferisce a 20min.ch dei dati della Banca Nazionale Svizzera. Dei 4012 miliardi di franchi amministrati in Svizzera, sono 300 quelli in Ticino. E di questi 300 miliardi 200 sarebbero appartenenti a clienti italiani.

Il Ticino, con Lugano, è considerata la terza piazza finanziaria elvetica. Nel settore bancario a fare la parte del leone è Zurigo che, con il 43% degli occupati sul totale, si piazza decisamente al primo posto in Svizzera. Ginevra segue con il 19% e, infine, Lugano, che con il suo 5% è considerata una partner Junior. Per la clientela italiana la piazza bancaria ticinese presenta molti vantaggi. Nelle sfere di influenza, il Ticino è ormai considerato appartenente alla zona metropolitana di Milano. “La vicinanza geografica viene apprezzata dai clienti italiani – spiega il professore – e non esistono barriere linguistiche con i consulenti bancari”.

Ora la crisi economica e finanziaria acuisce il fabbisogno degli Stati di drenare denaro pubblico per rilanciare i consumi e l’economia. I grandi stati Europei hanno messo a punto amnistie fiscali per riportare a casa capitali non dichiarati in paesi esteri. Oggi il Blick mostra una sorta di cartina dei fondi neri. Sarebbero 193,4 i miliardi di franchi non dichiarati al fisco tedesco confluiti in Svizzera, mentre sono 185,2 quelli italiani. Una montagna di denaro.

Dopo il blitz di Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate dell’altro ieri, con la perquisizione di 76 succursali di banche svizzere in Italia, il governo svizzero esprime la propria preoccupazione e convoca l’ambasciatore d’Italia a Berna.

La tensione aumenta, così come il sentimento di ostilità nei confronti delle politiche economiche italiane, considerate oltraggiose da una buona parte dei partiti svizzeri. Al Blick un ex direttore con anni di esperienza alle spalle presso una delle più grandi banche in Ticino ha dichiarato che se lui parlasse, il governo italiano cadrebbe in un giorno”. “Non c’è nessun esponente del Governo, nessuno del mondo dell’economia italiana che non abbia un conto in Svizzera” ha raccontato l’ex direttore al Blick.

Il giornale svizzero tedesco parla del pericolo che il Premier Berlusconi correrebbe se si esponesse troppo sul tema dello scudo, aggiungendo che dopo le critiche durante il G20 di Londra, Berlusconi non si è più esposto sulla questione. Il Blick ricorda la misteriosa ascesa di Berlusconi e il ruolo decisivo della piazza finanziaria ticinese. “Grazie al silenzio degli avvocati e delle banche ticinesi – si legge sul Blick – non è ancora chiaro da dove sono arrivati i milioni che gli hanno permesso il sorgere del suo impero costruito attorno alla Fininvest”.

Infine, sul giornale ci si chiede se questa politica intrisa di attacchi contro la Svizzera non potrebbe rivelarsi suicida contro il Governo di Berlusconi. “Negli occhi dei banchieri è in corso una guerra tra Berlusconi e il ministro delle Finanze Giulio Tremonti. Quest’ultimo, a quanto sembra, vorrebbe candidarsi quale successore di Berlusconi”.

Fonte: http://www.tio.ch/