You are currently browsing the archives for the Politica Internazionale category.

Woodstock5stelle

Woodstock 5 stelle - Io ci sarò

Il Brasile..















In evidenza..

















Italia, Europa, Stati Uniti











Il più letto..



Io sono cresciuto con l’idea che “andare a vivere in Brasile“, “mollo tutto e apro un bar in spiaggia” era solo un sogno, un luogo comune… Ma oggi lo è ancora..?? O forse sta diventando una buona idea??
Iniziare dinuovo in un paese fantastico dalla natura quasi incontaminata, festoso e allegro, con donne bellissime e risorse enormi.. Un paese 7 volte più grande dell’Europa e che ancora deve dare dimostrazione delle sue grandi potenzialità..
continua...

Il Forum di ItaliaViaBrasil

Finalmente è on-line il nostro nuovo Forum.
Molti di Voi ci chiedono consigli e diventa difficile rispondere a tutti. Allora abbiamo pensato di aggiungere un Forum in cui possiamo incontrarci e scambiarci informazioni e dritte sul Brasile..









Nell'aria..

UserOnline

Passione Brasile









In Brasile, colore, vita, arte ti coinvolgeranno a tal punto che una volta di ritorno in italia un piccolo pensiero di mollare tutto (la “saudade”) e trasferirti ti travolgerà… come ha travolto me.. Ma il Brasile non è solo un posto meraviglioso, è anche uno dei 4 paesi emergenti al mondo. E' una terra di grandi opportunità... Europa e stati uniti sono già in crisi... Il futuro è già in Brasile!!

Il secolo del Brasile



Per molte testate del Primo Mondo è l’uomo dell’anno e una delle personalità più influenti del pianeta. El Mundo ha intervistato Inacio Luiz Lula da Silva il primo presidente sindacalista del Brasile.
I brasiliani usavano dire che il loro Paese era “il Paese del futuro”, ma di un futuro lontano… crede che finalmente sia arrivato?
Sono convinto che il XXI secolo sia il secolo del Brasile. Viviamo un momento eccezionale... continua...

Cidade maravilhosa..



Cidade maravilhosa Il video ufficiale di presentazione di Rio de Janeiro per le Olimpiadi 2016

Lula, o Filho do Brasil



Lula, o Filho do Brasil Il film sulla vita del presidente Luiz Inacio Lula da Silva che arriverà nelle sale brasiliane a gennaio.

Italia e Brasile a confronto



Economia e sistema bancario di Italia e Brasile a confronto. L'economista Eugenio Benettazzo (ha previsto questa crisi in un libro anni fa..) parla di economia e sistema bancario in Italia e Brasile

Mr. Obama in playback…!



Il Presidente degli Stati Uniti è veramente l'uomo più potente del mondo??. O ci sono delle persone che lo manovrano come un pupazzo..?
Leggi tutto..

Vendo casa



Mollo tutto.. vendo appartamento con area ufficio/negozio prov. Udine.

Guestbook




visualwebdesign.it
salve a tutti , vorrei segnalarvi che visualwebdesign.it , è...

Cal
Il Brasile è un paese molto bello, caldo, sviluppata, modern...

Italface
Ciao, vi scrivo perchè volevo informarvi della nascita di un...

Anne
Salve , mi chiamo Anne , sono brasiliana , 34 anni , sposata...

Mauro
Ciao Marco, mi sono fidanzato a Luglio con una ragazza di ...

In viaggio!! Da sapere..

State pe mettervi in viaggio per la prima volta per il Brasile? In questa sezione troverete alcune informazioni assolutamente da sapere!!





Il Carnevale..

Il Carnevale Brasiliano è una esplosione di sfrenata allegria e grande divertimento, una delle feste più grandi e coinvolgenti del mondo. Il carnevale è sopratutto Samba..












Sondaggio

Cosa ne pensi del Brasile?

View Results

Loading ... Loading ...

GeniusWebsite.it










GeniusWebsite.it produce Blogs, Portali, E-commerce, Flash di alta qualità basati su template perfettamente personalizzati per te o per i tuoi clienti.In GeniusWebsite.com facciamo del nostro meglio per fornirti un sito web della migliore qualità al prezzo più basso in internet.
visita il nostro sito

Informazione libera

Byoblu.Com - Il Videoblog di Claudio Messora - Informazione Libera

Pubblicità

Vuoi fare pubblicità su questo Blog di prodotti inierenti il Brasile o per i viaggI?



Il Cinema!!

Apriamo una nuova sezione del blod dedicato al cinema brasiliano o che parla di Brasile

Il gruppo su facebook..

Trovi il nostro gruppo ItaliaViaBrasil anche su Facebook!








Siti consigliati

Programma le tue vacanze a Fortaleza con Luca



Per me, per voi, per Beppe Grillo

Archive for the ‘Politica Internazionale’ Category

FORZA UNGHERIA. Tassa le banche evitando la tassazione del popolo.

lunedì, luglio 26, 2010
posted by admin 10:06 AM

i_love_hungary

Questa settimana tifiamo Ungheria. Ci piace tifare i piu’ deboli, sopratutto se i piu’ forti sono cafoni, carogne, invidiosi e preoccupati solo di avere il controllo dei piu’ deboli.

Orban, primo ministro ungherese, ha mandato a casa il FMI e i membri dell’EU. Ha tassato le banche evitando la tassazione del popolo.

OVVERO SI E’ COMPORTATO DA VERO LEADER A FAVORE DEL POPOLO.

Ma questo potrebbe creare UN PRECEDENTE molto pericoloso per la casta dei potenti europei e americani. Infatti quelle carogne al servizio del potere che morirà di Moodys e S&P hanno (con una velocità sorprendente) avvisato che l’Ungheria rischia il downrating.

I POTERI FORTI ATTACCHERANNO CON ESTREMA CATTIVERIA L’UNGHERIA.

sarebbe bello che alcune nazioni dei Piigs vadano in soccorso dell’Ungheria e magari perchè no….qualche fondo hedge…. UTOPIA ALLO STATO PURO..ma pensare e sperare che il miracolo di Davide contro Golia possa ripetersi….non fa male.

Il popolo ungherese è molto piu’ combattivo e intelligente di quello italiano e spesso si è ribellato nel passato….FORZA ANCORA UNA VOLTA, SIAMO CON VOI!

MI HANNO SEGNALATO QUEST’ARTICOLO BELLISSIMO SULLA SITUAZIONE IN UNGHERIA!!! LA RIVOLTA D’UNGHERIA

NON PERDETE ANCHE QUESTA OCCASIONE…SPIEGATE AI VOSTRI FIGLI QUELLO CHE STA ACCADENDO IN QUESTA EUROPA MARCIA….DATE LORO LA POSSIBILITA’ DI RAGIONARE!!!

Raccontiamo a tutti l’infamia del FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE….delle loro bugie e falsità….della possibile corruzione che si aggira in quei palazzi…DEL DISPOTISMO dei banchieri e delle banche Centrali….

DI CHE COSA SIA IL BENE DI UN POPOLO, DELLA SCELTA UNGHERESE RISPETTO ALLA SCELTA DELLA COMUNITA’ EUROPEA..

RACCONTIAMO ai NOSTRI FIGLI
Dei nostri tagli agli ospedali (molti dei quali ridotti in condizioni pietose)
Dei nostri tagli alle pensioni,
Dei nostri tagli alle scuole…

e….
…DEL NOSTRO NON TASSARE LE RENDITE FINANZIARIE
…DEL NOSTRO NON TASSARE GLI ATTIVI DELLE BANCHE (meglio una patrimoniale al popolo che a una banca…la banca alzerebbe i prezzi dei mutui…il popolo invece è coglione)
e… DEL NOSTRO mantenere un costo per la casta politica enorme
e… DEL facilitare le RENDITE monopolistiche di certi falso imprenditori
e….Dei CONTINUI SCANDALI E CORRUZIONI
e… della decisa volontà di NON INFORMARE I CITTADINI
e….del costo del lavoro troppo alto rispetto ad altri paesi
e….dell’insicurezza delle regole e del diritto che ti fa fuggire dall’Italia

ecc ecc

E’ ORA CHE NOI CITTADINI CI PROPONIAMO COME EDUCATORI NEI CONFRONTI DEI FIGLI, DEGLI AMICI, DEI PARENTI….

Vi ricordo che il SAPERE, la PRESA DI COSCIENZA valgono piu’ di una RIVOLUZIONE.

Tratto da: http://www.ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.com/

Questa estate preparatevi ad un nuovo 11 settembre

sabato, luglio 3, 2010
posted by admin 11:35 AM

11-settembre

L’economia Americana è FALLITA.

“Entro fine 2010 gli Stati Uniti saranno sotto LEGGE MARZIALE.”

Un nuovo attacco “False Flag” per dare il colpo di grazia agli Stati Uniti, creare l’Unione del Nord America e passare all’Amero.

Spero vivamente di sbagliarmi..

amero

I “poteri forti” starebbero progettando un’altro attacco di false flag simile all’11 Settembre 2001, e che la data prevista sarebbe l’8 luglio 2010 o comunque un qualsiasi momento durante la corrente estate.  Ha aggiunto che l’attacco risulterebbe di uguale portata – se non maggiore -  rispetto a quello del 2001, e che potrebbero essere uccisi migliaia di americani. Ha poi concluso che l’evento sarebbe poi utilizzato come pretesto per chiudere definitivamente un gran numero di banche. Questo evento dovrebbe porre le basi per il crollo del dollaro ed il passaggio all’ amero, nel novembre di quest’anno.

Stati Uniti progetti per la legge marziale


martial law

[...] Durante la transizione da una moneta all’altra, il governo avrebbe bisogno di scambiare denaro corrente per ameri. Ho ribattuto che una cosa del genere non è praticabile in quanto in questo periodo circola poco denaro nelle mani di molta gente, e le banche non sono in possesso di molta cassa. Ha risposto che il punto in effetti è proprio questo. Vorrebbero effettuare il passaggio di valuta nel modo più drastico possibile. Il loro intento è quello di decimare il popolo, non aiutarli finanziariamente. Se il governo avesse voluto agire con democraticità sarebbe bastato sostituire al dollaro lo amero nei conti bancari e gli investimenti, e sarebbe stato un processo regolare.

Non è così. Questi individui del New World Order (io li chiamo i demoni) vogliono eliminare l’85% di noi “mangiatori inutili”, e solo dopo il collasso della valuta effettuare la transazione alla nuova moneta. L’uomo ha poi aggiunto che il tasso di cambio amero – dollaro sarebbe iniziato da un rapporto uno a uno in un primo momento, ma che non sarebbe durato a lungo. Poi sarebbe andato a 2-1, 5-1, 10-1, e così via. Così più si attenderà ad effettuare la conversione, meno si otterrà.

Ovviamente, non appena si scatenerà il panico, si avranno massicce ripercussioni sulle banche e su Wall Street, con persone in preda alla disperazione che tenteranno di liquidare i propri investimenti. E, naturalmente, la forte reazione del governo sarà quella di chiudere le valvole degli istituiti di credito e decretare la legge marziale con la scusa di non potere fornire tutta la liquidità che il pubblico richiederà. Tutto ciò comporterà una forte reazione da parte della cittadinanza, che probabilmente sfocerà in una rivolta, succeduta da un intervento del governo che istituirà  la legge marziale.

Leggi tutto: http://www.vocidallastrada.com/

Fonte (inglese): http://beforeitsnews.com/

Giornale brasiliano: “Notte con sei ballerine per Berlusconi”

venerdì, luglio 2, 2010
posted by admin 9:25 AM

festa-berlusconi-brasile

La rivelazione è arrivata da Estadao. Secondo il giornale brasiliano per celebrare la presenza di Berlusconi in Brasile, un ricco imprenditore avrebbe offerto una “festa” al presidente del Consiglio nella suite di un albergo di lusso.  Berlusconi sarebbe riuscito a conciliare la fitta agenda di impegni per presenziare ad uno spettacolo di “lap dance e tango”. Con una delle ballerine, in particolare, durante la cena avrebbe discusso di programmi televisivi in Italia e della volontà di ingaggiare per questi alcune ballerine brasiliane.

Secca la smentita della Presidenza del Consiglio. L’ufficio stampa ha diffuso una nota che recita: “Lunedì 28 giugno il presidente Berlusconi, accompagnato da persone del suo staff e da numerosi agenti della sua sicurezza, ha partecipato, su invito di un imprenditore, ad uno dei molti ricevimenti tenutisi in occasione della sua visita in Brasile. In tale circostanza è stato organizzato un breve spettacolo di folclore tipico con la partecipazione di alcuni artisti brasiliani. Il presidente Berlusconi non ha partecipato alla successiva cena e, dopo una breve permanenza di cortesia, si è allontanato per ulteriori impegni di lavoro. Pertanto le notizie apparse su alcuni siti online
sono destituite di fondamento e sono frutto evidente della volontà di qualcuno di procurarsi della pubblicità”.

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/

Lula e il nuovo scenario globale (Brasile, giocatore globale )

venerdì, maggio 28, 2010
posted by admin 11:33 AM

brasil-iran

L’accordo con l’Iran affinchè si realizzi il processo di arricchimento di uranio in un altro paese – in questo caso la Turchia- ottenuto dal presidente brasiliano Lula, con la collaborazione del suo omologo, il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan è un fatto di straordinaria portata, i cui significati sicuramente saranno apprezzati meglio con il passare del tempo.

Secondo i governi del Brasile e della Turchia, l’accordo è nel rigoroso rispetto degli accordi fatti dalla OIEA (Organizzazione Internazionale dell’Energia Atomica) di fronte al progetto di sviluppo di energia nucleare da parte dell’Iran. Tuttavia, il governo americano ha lanciato un’immediata e poco velata azione per far deragliare il progetto.
Un paio di giorni dopo la realizzazione dell’accordo a Teheran,  il ministro degli esteri americano Hillary Clinton ha annunciato che già esisteva una bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU che disponeva gravi sanzioni economiche al regime iraniano per la presunta violazione delle disposizioni internazionali. La cosa più significativa in questo annuncio è che la Cina e la Russia firmerebbero la bozza, con la quale, scontato il sostegno di Germania, Francia e Gran Bretagna, il documento avrebbe il pieno sostegno del “gruppo dei sei”, cinque dei quali hanno diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza (solo la Germania non ce l’ha).

E’ molto evidente, data la velocità della risposta, che l’operazione creata da Lula ha toccato le fibre più sensibili dell’ordine internazionale e della leadership degli Usa. Ed è anche molto chiaro che il problema centrale ha smesso di essere- se qualche volta lo è stato- il pericolo della proliferazione nucleare, principalmente se attuata da un regime nemico degli USA. Quello che in queste ore si discute è in quali mani è il potere decisionale sui punti critici dell’agenda mondiale. Si tratta di chi decide, ma anche di chi fa affari e di chi risolve i problemi di quell’agenda.

Il Brasile e la Turchia hanno chiesto che l’ ONU non faccia spazio a nuove sanzioni contro l’Iran e accetti il risultato della negoziazione tripartita. Il presidente del Brasile ha optato per sopprimere qualsiasi eufemismo: ha riconosciuto che il suo paese vuole essere un attore globale perché non è d’accordo con l’attuale struttura e metodologia decisionale dell’ONU. In realtà non è la prima sfida di Lula al potere decisionale degli Stati Uniti. Si ricorda molto bene il protagonismo preso dal Brasile dopo il golpe in Honduras contro il governo di Manuel Zelaya: è arrivato a dare asilo al presidente deposto nell’ambasciata brasiliana nella capitale del paese.

Sembra di essere di fronte ad un importante scricchiolio dell’ordine mondiale emerso dalle ceneri della guerra fredda e il crollo dell’Unione Sovietica.
In questo senso, c’è ben poco di nuovo che finora ha introdotto la gestione a Barack Obama nella concezione americana dell’ordine mondiale.
Il punto centrale e l’agenda americana resta la “lotta al terrorismo globale”, il suo posizionamento in termini di esclusione militare e la premessa rimane, così quella di difendere la sicurezza della prima potenza del mondo, e la minaccia di aggressione sistematica a paesi realio percepiti “pericolosi”.
Possiamo dire che c’è una differenza con l ‘amministrazione Bush ed e’ un tentativo di essere accompagnato in questa strategia da un arco di alleati importanti, piuttosto che imporre unilateralmente le proprie opinioni. Ma questo cambiamento deve ancora superare la prova di qualsiasi disaccordo con la Cina e la Russia.

Per ora, se si conferma il contenuto e le firme sul progetto sull’Iran, sembra che l’amministrazione Obama è convinta che queste due potenze devono dare priorità ad un’esclusione del Brasile come attore globale, piuttosto che allearsi con lui per controbilanciare egemonia degli Stati Uniti. Ma questa storia è lungi dall’essere chiusa.
Si può parlare di rottura dell’ordine mondiale perché entriamo in una lotta per la legittimità di ciascuno degli attori.
Nel punto che ha causato la crisi attuale, il problema è qual’ è la strategia più efficace per evitare un’eventuale tendenza dell’Iran- o altri paesi emergenti- a sviluppare la loro potenza nucleare per scopi bellici. Quella sviluppata dal clan Bush e provvisoriamente continuata da Obama è un fallimento, è qualcosa di molto evidente.

C’è il precedente della guerra di distruzione dell’Iraq realizzata in nome del sequestro dell’arsenale di armi chimiche che non sono mai esistite: la conseguenza più visibile di questa spedizione criminale è stata l’accentuazione della non governabilità nella regione, di pari passo con il rafforzamento dei settori più restii a qualsiasi trattativa con gli USA.

Infine, il terrorismo globale non è, come ha ben detto l’analista italiano Danilo Zoto, diverso da “una risposta strategica per l’egemonia del mondo occidentale” (La giustizia dei vinti, Edhasa, 2007). Certo si tratta di una strategia sanguinaria e spregevole ma l’operazione di svincolamento dal fenomeno con la storia che portano avanti i pubblicitari è fallita e contribuisce al rafforzamento di quello che dicono di voler combattere.

E’ difficile, allo stesso tempo, separare questi sconvolgenti avvenimenti dalla crisi economica che percorre il mondo e fa stragi in questi giorni in alcuni paesi europei. Lo stagnamento della Ronda di Doha per la liberalizzazione commerciale e gli enormi ostacoli che, nonostante le buone intenzioni da entrambe le parti, dove superare la negoziazione tra l’UE ed il Mercosur testimoniano l’impossibilità di un accordo sulle regole internazionali che tendono a perpetuare le disuguaglianze e le ingiustizie.

L’ordine della post Guerra Fredda non è soltanto una relazione di forze politiche e militari, è anche un ordine economico sostenuto da un mito molto povero, quello dell’autoregolazione virtuosa dei mercati, che oggi sta mostrando tutta la sua esplosione sociale in regioni e paesi che costituivano la grande vetrina del loro successo in tempi non molto lontani.

Non è realista la pretesa di sostenere un ordine militare nè un regime economico internazionale sulla base della minaccia e dell’estorsione. La prima cosa da fare sarebbe quella di prendere atto che quell’ ordine deve essere cambiato. Questo è il motivo per cui l’ONU è ancora disciplinato da dettami del accordi di Yalta e Potsdam e che il destino di intere società è nelle mani di organismi ed istituiti dei giorni lontani di Bretton Woods e, peggio ancora, del tutto fuorvianti nelle loro funzioni.
Se colleghiamo correttamente ogni cosa, vedremo che l’Unasur ha il suo posto in questa mappa. Che non è un “timbro di gomma” come lo presenta la destra, nella sua classica modalità di sottrarre il dibattito politico e sostituirlo con un banale aneddoto.  Il nostro paese oggi ha deciso di superare i vecchi rancori locali e di rafforzare la sua società strategica con un Brasile ormai definitivamente incorporato al club dei paesi mondialmente rilevanti. Il Mercosur, con tutti i suoi ritardi, e l’Unasur, nei primi passi della sua istituzionalizzazione, sono la strada del nostro inserimento sovrano in un mondo in pieno processo di cambiamento.

Tratto da: http://www.vocidallastrada.com/2010/05/lula-e-il-nuovo-scenario-internazionale.html

Brasil, jugador global

venerdì, maggio 28, 2010
posted by admin 11:30 AM

brasil-iran

El acuerdo con Irán para que realice el proceso de enriquecimiento de uranio en otro país -en este caso Turquía- conseguido por el presidente brasileño Lula, con la colaboración de su par, el primer ministro turco Recep Tayyip Erdogan es un hecho de extraordinario alcance, cuyos significados seguramente serán mejor apreciados con el paso del tiempo.
Según los gobiernos de Brasil y Turquía, el acuerdo es estrictamente respetuoso de las gestiones hechas por la OIEA (Organización Internacional de Energía Atómica) ante el proyecto de desarrollo de energía nuclear por parte de Irán. Sin embargo, el gobierno de Estados Unidos ha lanzado una inmediata y poco disimulada acción para hacer fracasar el proyecto. Un par de días después de la concreción del acuerdo en Teherán, la canciller norteamericana Hillary Clinton anunció que ya existía un borrador de resolución del Consejo de Seguridad de la ONU disponiendo graves sanciones económicas al régimen iraní por supuesto incumplimiento de disposiciones internacionales. Lo más significativo del anuncio es que China y Rusia firmarían el borrador, con lo que, descontado el apoyo de Alemania, Francia y Gran Bretaña, el papel tendría el apoyo pleno del “grupo de los seis”, cinco de cuyos miembros tienen derecho al veto en el Consejo de Seguridad (solamente Alemania no lo tiene).
Es muy ostensible, por la rapidez de la respuesta, que el exitoso operativo pergeñado por Lula tocó las fibras más sensibles del orden internacional y del liderazgo de Estados Unidos. Y está también muy claro que el problema central ha dejado de ser -si es que alguna vez lo fue- el peligro de la proliferación nuclear, sobre todo si es protagonizada por un régimen enemigo de Estados Unidos. Lo que se discute en estas horas es en manos de quién queda el poder de decisión sobre los puntos críticos de la agenda mundial. Se trata de quién decide, pero también de quién negocia y quién soluciona los problemas de esa agenda.
Brasil y Turquía solicitaron que la ONU no haga lugar a nuevas sanciones contra Irán y acepte el resultado de la negociación tripartita. El presidente brasileño ha optado por suprimir todo eufemismo: ha reconocido que su país quiere ser un actor global porque no está de acuerdo con la actual estructura y metodología decisoria de la ONU. En rigor no es el primer desafío de Lula al poder discrecional de Estados Unidos. Se recuerda muy bien el protagonismo asumido por Brasil después del golpe en Honduras contra el gobierno de Manuel Zelaya; llegó a asilar al presidente depuesto en la embajada brasileña en la capital de ese país.

Da la impresión de que estamos ante un importante crujido del orden internacional unipolar surgido de las cenizas de la guerra fría y la desaparición de la Unión Soviética. En ese sentido, es muy escasa la novedad que hasta ahora ha introducido la gestión de Barack Obama en la concepción norteamericana de ese orden mundial. El punto central y de la agenda estadounidense sigue siendo la “lucha contra el terrorismo global”, su colocación en términos excluyentemente militares y la premisa sigue siendo que la forma de defender la seguridad de la principal potencia mundial es la amenaza sistemática de la agresión a países real o supuestamente “peligrosos”. Se puede decir que hay una diferencia con la administración Bush y es el intento de hacerse acompañar en esa estrategia por un arco de aliados importantes, en lugar de imponer unilateralmente sus puntos de vista. Pero ese cambio debe pasar todavía la prueba de algún desacuerdo importante con China y Rusia. Por ahora, si se confirma el contenido y las firmas en el borrador sobre Irán, parece que la administración Obama ha convencido a esas dos potencias de que deben darle prioridad a la exclusión de Brasil como global player, en lugar de aliarse con él para contrapesar la hegemonía norteamericana. Pero esto dista de ser una historia cerrada.
Puede hablarse de crujido del orden mundial porque entramos en una lucha por la legitimidad de cada uno de los actores. En el punto que ocasiona la crisis presente, el problema es cuál es la estrategia más eficaz para evitar una eventual tendencia de Irán -u otros países emergentes- a desarrollar su poderío nuclear en la dirección de su uso con fines bélicos. Que la desarrollada por el clan Bush y provisoriamente continuada por Obama es un fracaso, es algo muy evidente. Está el antecedente de la guerra de destrucción de Irak realizada en nombre de la captura de arsenales de armas químicas que nunca existieron: la consecuencia más visible de esa criminal expedición fue la acentuación de la ingobernabilidad en la región, de la mano con el fortalecimiento de los sectores más reacios a cualquier negociación con Estados Unidos.
Finalmente, el terrorismo global no es, como lo dijera bien el analista italiano Danilo Zolo, otra cosa que “una respuesta estratégica a la hegemonía del mundo occidental” (La justicia de los vencedores, Edhasa, 2007). Cierto que es una estrategia sanguinaria y repudiable pero el operativo de desvinculación del fenómeno con la historia que llevan a cabo los publicistas del Departamento de Estado oculta la trama profunda en la que se inserta el terrorismo. Y como se falsea el contexto histórico de la reacción terrorista, la terapia con la que se lo enfrenta es fallida y contribuye al fortalecimiento de aquello que se dice querer combatir.
Es difícil, al mismo tiempo, separar estos impactantes acontecimientos de la crisis económica que recorre al mundo y hace estragos en estos días en algunos países europeos. El estancamiento de la Ronda de Doha para la liberalización comercial y los enormes obstáculos que, a pesar de buenas intenciones de ambas partes, deberá sortear la negociación entre la Unión Europea y el Mercosur son testimonio de la inviabilidad de un acuerdo en torno a reglas internacionales que tienden a perpetuar las desigualdades y las injusticias. El orden de la Posguerra Fría no es solamente una relación de fuerzas política y militar; es también un orden económico sostenido en un mito muy pobre, el de la autorregulación virtuosa de los mercados, que hoy está mostrando toda su explosividad social en regiones y países que constituían la gran vidriera de su éxito en tiempos no muy lejanos. No es realista la pretensión de sostener un orden militar ni un régimen económico internacional sobre la base de la amenaza y la extorsión. Lo primero debería ser asumir que ese orden debe ser cambiado. Que nada justifica que la ONU se siga rigiendo por los dictados de los acuerdos de Yalta y Postdam y que la suerte de sociedades enteras esté en manos de organismos creados en los lejanos tiempos de Bretton Woods y, para colmo, totalmente desvirtuados en sus funciones.

Si atamos correctamente los cabos, veremos que la Unasur tiene su lugar en este mapa. Que no es un “sello de goma” como lo presenta la derecha vernácula, en su clásica modalidad de sustraer el debate político y reemplazarlo con la anécdota trivial. Nuestro país parece hoy decidido a superar viejos enconos localistas y a fortalecer su sociedad estratégica con un Brasil ya definitivamente incorporado al club de los países mundialmente relevantes. El Mercosur, con todos sus retrasos, y la Unasur, en los primeros tramos de su institucionalización, son la ruta de nuestra inserción soberana en un mundo en pleno proceso de cambio.

Tratto da: http://www.revistadebate.com.ar/2010/05/21/2901.php

Un pupazzo! Barak Obama è solo una marionetta!

giovedì, marzo 4, 2010
posted by admin 11:07 AM

Se credevate di avere visto tutto, dopo quello che è successo il primo marzo in America sarete costretti a ricredervi. Nel video potete ammirare un Barack Obama in smagliante forma arringare le folle con quel suo inimitabile appeal. Almeno fino a quando si dimentica le ultime cinque o sei parole del suo discorso, e l’audio va avanti da solo mentre lui cerca di nascondere un evidente imbarazzo.

Sì, avete capito bene: il Presidente degli Stati Uniti d’America fa i discorsi in playback. Come Pupo. Muove le labbra e agita le braccia in perfetta sincronia con la base registrata

Leggi tutto l’articolo su ByoBlu.com