Archive for the ‘Politica Internazionale’ Category
FORZA UNGHERIA. Tassa le banche evitando la tassazione del popolo.

Questa settimana tifiamo Ungheria. Ci piace tifare i piu’ deboli, sopratutto se i piu’ forti sono cafoni, carogne, invidiosi e preoccupati solo di avere il controllo dei piu’ deboli.
Orban, primo ministro ungherese, ha mandato a casa il FMI e i membri dell’EU. Ha tassato le banche evitando la tassazione del popolo.
OVVERO SI E’ COMPORTATO DA VERO LEADER A FAVORE DEL POPOLO.
Ma questo potrebbe creare UN PRECEDENTE molto pericoloso per la casta dei potenti europei e americani. Infatti quelle carogne al servizio del potere che morirà di Moodys e S&P hanno (con una velocità sorprendente) avvisato che l’Ungheria rischia il downrating.
I POTERI FORTI ATTACCHERANNO CON ESTREMA CATTIVERIA L’UNGHERIA.
sarebbe bello che alcune nazioni dei Piigs vadano in soccorso dell’Ungheria e magari perchè no….qualche fondo hedge…. UTOPIA ALLO STATO PURO..ma pensare e sperare che il miracolo di Davide contro Golia possa ripetersi….non fa male.
Il popolo ungherese è molto piu’ combattivo e intelligente di quello italiano e spesso si è ribellato nel passato….FORZA ANCORA UNA VOLTA, SIAMO CON VOI!
MI HANNO SEGNALATO QUEST’ARTICOLO BELLISSIMO SULLA SITUAZIONE IN UNGHERIA!!! LA RIVOLTA D’UNGHERIA
NON PERDETE ANCHE QUESTA OCCASIONE…SPIEGATE AI VOSTRI FIGLI QUELLO CHE STA ACCADENDO IN QUESTA EUROPA MARCIA….DATE LORO LA POSSIBILITA’ DI RAGIONARE!!!
Raccontiamo a tutti l’infamia del FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE….delle loro bugie e falsità….della possibile corruzione che si aggira in quei palazzi…DEL DISPOTISMO dei banchieri e delle banche Centrali….
DI CHE COSA SIA IL BENE DI UN POPOLO, DELLA SCELTA UNGHERESE RISPETTO ALLA SCELTA DELLA COMUNITA’ EUROPEA..
RACCONTIAMO ai NOSTRI FIGLI
Dei nostri tagli agli ospedali (molti dei quali ridotti in condizioni pietose)
Dei nostri tagli alle pensioni,
Dei nostri tagli alle scuole…
e….
…DEL NOSTRO NON TASSARE LE RENDITE FINANZIARIE
…DEL NOSTRO NON TASSARE GLI ATTIVI DELLE BANCHE (meglio una patrimoniale al popolo che a una banca…la banca alzerebbe i prezzi dei mutui…il popolo invece è coglione)
e… DEL NOSTRO mantenere un costo per la casta politica enorme
e… DEL facilitare le RENDITE monopolistiche di certi falso imprenditori
e….Dei CONTINUI SCANDALI E CORRUZIONI
e… della decisa volontà di NON INFORMARE I CITTADINI
e….del costo del lavoro troppo alto rispetto ad altri paesi
e….dell’insicurezza delle regole e del diritto che ti fa fuggire dall’Italia
ecc ecc
E’ ORA CHE NOI CITTADINI CI PROPONIAMO COME EDUCATORI NEI CONFRONTI DEI FIGLI, DEGLI AMICI, DEI PARENTI….
Vi ricordo che il SAPERE, la PRESA DI COSCIENZA valgono piu’ di una RIVOLUZIONE.
Tratto da: http://www.ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.com/
Questa estate preparatevi ad un nuovo 11 settembre

L’economia Americana è FALLITA.
“Entro fine 2010 gli Stati Uniti saranno sotto LEGGE MARZIALE.”
Un nuovo attacco “False Flag” per dare il colpo di grazia agli Stati Uniti, creare l’Unione del Nord America e passare all’Amero.
Spero vivamente di sbagliarmi..

I “poteri forti” starebbero progettando un’altro attacco di false flag simile all’11 Settembre 2001, e che la data prevista sarebbe l’8 luglio 2010 o comunque un qualsiasi momento durante la corrente estate. Ha aggiunto che l’attacco risulterebbe di uguale portata – se non maggiore - rispetto a quello del 2001, e che potrebbero essere uccisi migliaia di americani. Ha poi concluso che l’evento sarebbe poi utilizzato come pretesto per chiudere definitivamente un gran numero di banche. Questo evento dovrebbe porre le basi per il crollo del dollaro ed il passaggio all’ amero, nel novembre di quest’anno.
Stati Uniti progetti per la legge marziale
[...] Durante la transizione da una moneta all’altra, il governo avrebbe bisogno di scambiare denaro corrente per ameri. Ho ribattuto che una cosa del genere non è praticabile in quanto in questo periodo circola poco denaro nelle mani di molta gente, e le banche non sono in possesso di molta cassa. Ha risposto che il punto in effetti è proprio questo. Vorrebbero effettuare il passaggio di valuta nel modo più drastico possibile. Il loro intento è quello di decimare il popolo, non aiutarli finanziariamente. Se il governo avesse voluto agire con democraticità sarebbe bastato sostituire al dollaro lo amero nei conti bancari e gli investimenti, e sarebbe stato un processo regolare.
Non è così. Questi individui del New World Order (io li chiamo i demoni) vogliono eliminare l’85% di noi “mangiatori inutili”, e solo dopo il collasso della valuta effettuare la transazione alla nuova moneta. L’uomo ha poi aggiunto che il tasso di cambio amero – dollaro sarebbe iniziato da un rapporto uno a uno in un primo momento, ma che non sarebbe durato a lungo. Poi sarebbe andato a 2-1, 5-1, 10-1, e così via. Così più si attenderà ad effettuare la conversione, meno si otterrà.
Ovviamente, non appena si scatenerà il panico, si avranno massicce ripercussioni sulle banche e su Wall Street, con persone in preda alla disperazione che tenteranno di liquidare i propri investimenti. E, naturalmente, la forte reazione del governo sarà quella di chiudere le valvole degli istituiti di credito e decretare la legge marziale con la scusa di non potere fornire tutta la liquidità che il pubblico richiederà. Tutto ciò comporterà una forte reazione da parte della cittadinanza, che probabilmente sfocerà in una rivolta, succeduta da un intervento del governo che istituirà la legge marziale.
Leggi tutto: http://www.vocidallastrada.com/
Fonte (inglese): http://beforeitsnews.com/
Giornale brasiliano: “Notte con sei ballerine per Berlusconi”

La rivelazione è arrivata da Estadao. Secondo il giornale brasiliano per celebrare la presenza di Berlusconi in Brasile, un ricco imprenditore avrebbe offerto una “festa” al presidente del Consiglio nella suite di un albergo di lusso. Berlusconi sarebbe riuscito a conciliare la fitta agenda di impegni per presenziare ad uno spettacolo di “lap dance e tango”. Con una delle ballerine, in particolare, durante la cena avrebbe discusso di programmi televisivi in Italia e della volontà di ingaggiare per questi alcune ballerine brasiliane.
Secca la smentita della Presidenza del Consiglio. L’ufficio stampa ha diffuso una nota che recita: “Lunedì 28 giugno il presidente Berlusconi, accompagnato da persone del suo staff e da numerosi agenti della sua sicurezza, ha partecipato, su invito di un imprenditore, ad uno dei molti ricevimenti tenutisi in occasione della sua visita in Brasile. In tale circostanza è stato organizzato un breve spettacolo di folclore tipico con la partecipazione di alcuni artisti brasiliani. Il presidente Berlusconi non ha partecipato alla successiva cena e, dopo una breve permanenza di cortesia, si è allontanato per ulteriori impegni di lavoro. Pertanto le notizie apparse su alcuni siti online
sono destituite di fondamento e sono frutto evidente della volontà di qualcuno di procurarsi della pubblicità”.
L’Equador dichiara illegale il suo debito estero…E noi paghiamo..
Rileggete l’articolo:
Lula e il nuovo scenario globale (Brasile, giocatore globale )

L’accordo con l’Iran affinchè si realizzi il processo di arricchimento di uranio in un altro paese – in questo caso la Turchia- ottenuto dal presidente brasiliano Lula, con la collaborazione del suo omologo, il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan è un fatto di straordinaria portata, i cui significati sicuramente saranno apprezzati meglio con il passare del tempo.
Secondo i governi del Brasile e della Turchia, l’accordo è nel rigoroso rispetto degli accordi fatti dalla OIEA (Organizzazione Internazionale dell’Energia Atomica) di fronte al progetto di sviluppo di energia nucleare da parte dell’Iran. Tuttavia, il governo americano ha lanciato un’immediata e poco velata azione per far deragliare il progetto.
Un paio di giorni dopo la realizzazione dell’accordo a Teheran, il ministro degli esteri americano Hillary Clinton ha annunciato che già esisteva una bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU che disponeva gravi sanzioni economiche al regime iraniano per la presunta violazione delle disposizioni internazionali. La cosa più significativa in questo annuncio è che la Cina e la Russia firmerebbero la bozza, con la quale, scontato il sostegno di Germania, Francia e Gran Bretagna, il documento avrebbe il pieno sostegno del “gruppo dei sei”, cinque dei quali hanno diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza (solo la Germania non ce l’ha).
E’ molto evidente, data la velocità della risposta, che l’operazione creata da Lula ha toccato le fibre più sensibili dell’ordine internazionale e della leadership degli Usa. Ed è anche molto chiaro che il problema centrale ha smesso di essere- se qualche volta lo è stato- il pericolo della proliferazione nucleare, principalmente se attuata da un regime nemico degli USA. Quello che in queste ore si discute è in quali mani è il potere decisionale sui punti critici dell’agenda mondiale. Si tratta di chi decide, ma anche di chi fa affari e di chi risolve i problemi di quell’agenda.
Il Brasile e la Turchia hanno chiesto che l’ ONU non faccia spazio a nuove sanzioni contro l’Iran e accetti il risultato della negoziazione tripartita. Il presidente del Brasile ha optato per sopprimere qualsiasi eufemismo: ha riconosciuto che il suo paese vuole essere un attore globale perché non è d’accordo con l’attuale struttura e metodologia decisionale dell’ONU. In realtà non è la prima sfida di Lula al potere decisionale degli Stati Uniti. Si ricorda molto bene il protagonismo preso dal Brasile dopo il golpe in Honduras contro il governo di Manuel Zelaya: è arrivato a dare asilo al presidente deposto nell’ambasciata brasiliana nella capitale del paese.
Sembra di essere di fronte ad un importante scricchiolio dell’ordine mondiale emerso dalle ceneri della guerra fredda e il crollo dell’Unione Sovietica.
In questo senso, c’è ben poco di nuovo che finora ha introdotto la gestione a Barack Obama nella concezione americana dell’ordine mondiale.
Il punto centrale e l’agenda americana resta la “lotta al terrorismo globale”, il suo posizionamento in termini di esclusione militare e la premessa rimane, così quella di difendere la sicurezza della prima potenza del mondo, e la minaccia di aggressione sistematica a paesi realio percepiti “pericolosi”.
Possiamo dire che c’è una differenza con l ‘amministrazione Bush ed e’ un tentativo di essere accompagnato in questa strategia da un arco di alleati importanti, piuttosto che imporre unilateralmente le proprie opinioni. Ma questo cambiamento deve ancora superare la prova di qualsiasi disaccordo con la Cina e la Russia.
Per ora, se si conferma il contenuto e le firme sul progetto sull’Iran, sembra che l’amministrazione Obama è convinta che queste due potenze devono dare priorità ad un’esclusione del Brasile come attore globale, piuttosto che allearsi con lui per controbilanciare egemonia degli Stati Uniti. Ma questa storia è lungi dall’essere chiusa.
Si può parlare di rottura dell’ordine mondiale perché entriamo in una lotta per la legittimità di ciascuno degli attori.
Nel punto che ha causato la crisi attuale, il problema è qual’ è la strategia più efficace per evitare un’eventuale tendenza dell’Iran- o altri paesi emergenti- a sviluppare la loro potenza nucleare per scopi bellici. Quella sviluppata dal clan Bush e provvisoriamente continuata da Obama è un fallimento, è qualcosa di molto evidente.
C’è il precedente della guerra di distruzione dell’Iraq realizzata in nome del sequestro dell’arsenale di armi chimiche che non sono mai esistite: la conseguenza più visibile di questa spedizione criminale è stata l’accentuazione della non governabilità nella regione, di pari passo con il rafforzamento dei settori più restii a qualsiasi trattativa con gli USA.
Infine, il terrorismo globale non è, come ha ben detto l’analista italiano Danilo Zoto, diverso da “una risposta strategica per l’egemonia del mondo occidentale” (La giustizia dei vinti, Edhasa, 2007). Certo si tratta di una strategia sanguinaria e spregevole ma l’operazione di svincolamento dal fenomeno con la storia che portano avanti i pubblicitari è fallita e contribuisce al rafforzamento di quello che dicono di voler combattere.
E’ difficile, allo stesso tempo, separare questi sconvolgenti avvenimenti dalla crisi economica che percorre il mondo e fa stragi in questi giorni in alcuni paesi europei. Lo stagnamento della Ronda di Doha per la liberalizzazione commerciale e gli enormi ostacoli che, nonostante le buone intenzioni da entrambe le parti, dove superare la negoziazione tra l’UE ed il Mercosur testimoniano l’impossibilità di un accordo sulle regole internazionali che tendono a perpetuare le disuguaglianze e le ingiustizie.
L’ordine della post Guerra Fredda non è soltanto una relazione di forze politiche e militari, è anche un ordine economico sostenuto da un mito molto povero, quello dell’autoregolazione virtuosa dei mercati, che oggi sta mostrando tutta la sua esplosione sociale in regioni e paesi che costituivano la grande vetrina del loro successo in tempi non molto lontani.
Non è realista la pretesa di sostenere un ordine militare nè un regime economico internazionale sulla base della minaccia e dell’estorsione. La prima cosa da fare sarebbe quella di prendere atto che quell’ ordine deve essere cambiato. Questo è il motivo per cui l’ONU è ancora disciplinato da dettami del accordi di Yalta e Potsdam e che il destino di intere società è nelle mani di organismi ed istituiti dei giorni lontani di Bretton Woods e, peggio ancora, del tutto fuorvianti nelle loro funzioni.
Se colleghiamo correttamente ogni cosa, vedremo che l’Unasur ha il suo posto in questa mappa. Che non è un “timbro di gomma” come lo presenta la destra, nella sua classica modalità di sottrarre il dibattito politico e sostituirlo con un banale aneddoto. Il nostro paese oggi ha deciso di superare i vecchi rancori locali e di rafforzare la sua società strategica con un Brasile ormai definitivamente incorporato al club dei paesi mondialmente rilevanti. Il Mercosur, con tutti i suoi ritardi, e l’Unasur, nei primi passi della sua istituzionalizzazione, sono la strada del nostro inserimento sovrano in un mondo in pieno processo di cambiamento.
Tratto da: http://www.vocidallastrada.com/2010/05/lula-e-il-nuovo-scenario-internazionale.html



























































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