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Woodstock 5 stelle - Io ci sarò

Il Brasile..















In evidenza..

















Italia, Europa, Stati Uniti











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Io sono cresciuto con l’idea che “andare a vivere in Brasile“, “mollo tutto e apro un bar in spiaggia” era solo un sogno, un luogo comune… Ma oggi lo è ancora..?? O forse sta diventando una buona idea??
Iniziare dinuovo in un paese fantastico dalla natura quasi incontaminata, festoso e allegro, con donne bellissime e risorse enormi.. Un paese 7 volte più grande dell’Europa e che ancora deve dare dimostrazione delle sue grandi potenzialità..
continua...

Il Forum di ItaliaViaBrasil

Finalmente è on-line il nostro nuovo Forum.
Molti di Voi ci chiedono consigli e diventa difficile rispondere a tutti. Allora abbiamo pensato di aggiungere un Forum in cui possiamo incontrarci e scambiarci informazioni e dritte sul Brasile..









Nell'aria..

UserOnline

Passione Brasile









In Brasile, colore, vita, arte ti coinvolgeranno a tal punto che una volta di ritorno in italia un piccolo pensiero di mollare tutto (la “saudade”) e trasferirti ti travolgerà… come ha travolto me.. Ma il Brasile non è solo un posto meraviglioso, è anche uno dei 4 paesi emergenti al mondo. E' una terra di grandi opportunità... Europa e stati uniti sono già in crisi... Il futuro è già in Brasile!!

Il secolo del Brasile



Per molte testate del Primo Mondo è l’uomo dell’anno e una delle personalità più influenti del pianeta. El Mundo ha intervistato Inacio Luiz Lula da Silva il primo presidente sindacalista del Brasile.
I brasiliani usavano dire che il loro Paese era “il Paese del futuro”, ma di un futuro lontano… crede che finalmente sia arrivato?
Sono convinto che il XXI secolo sia il secolo del Brasile. Viviamo un momento eccezionale... continua...

Cidade maravilhosa..



Cidade maravilhosa Il video ufficiale di presentazione di Rio de Janeiro per le Olimpiadi 2016

Lula, o Filho do Brasil



Lula, o Filho do Brasil Il film sulla vita del presidente Luiz Inacio Lula da Silva che arriverà nelle sale brasiliane a gennaio.

Italia e Brasile a confronto



Economia e sistema bancario di Italia e Brasile a confronto. L'economista Eugenio Benettazzo (ha previsto questa crisi in un libro anni fa..) parla di economia e sistema bancario in Italia e Brasile

Mr. Obama in playback…!



Il Presidente degli Stati Uniti è veramente l'uomo più potente del mondo??. O ci sono delle persone che lo manovrano come un pupazzo..?
Leggi tutto..

Vendo casa



Mollo tutto.. vendo appartamento con area ufficio/negozio prov. Udine.

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Steve Gerace, my editor, wants me to cover the hsitrt contes...

Miriam
Pagina fantastica!!! Troverò un sacco di utili info per il m...

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salve a tutti , vorrei segnalarvi che visualwebdesign.it , è...

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Il Brasile è un paese molto bello, caldo, sviluppata, modern...

In viaggio!! Da sapere..

State pe mettervi in viaggio per la prima volta per il Brasile? In questa sezione troverete alcune informazioni assolutamente da sapere!!





Il Carnevale..

Il Carnevale Brasiliano è una esplosione di sfrenata allegria e grande divertimento, una delle feste più grandi e coinvolgenti del mondo. Il carnevale è sopratutto Samba..












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Apriamo una nuova sezione del blod dedicato al cinema brasiliano o che parla di Brasile

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Archive for the ‘Italia’ Category

Dell’Utri condannato per mafia, ma non dai Tg! La servitù volontaria

giovedì, luglio 1, 2010
posted by admin 10:11 AM

L’ideatore di Forza Italia condannato anche in appello a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Ricordiamolo.. il Senatore Dell’Utri.

Ecco chi ci governa..! E Forza Italia (PDL) festeggia..?? E quasi tutti i Tg di regime in difesa..!! Che Paese, unl’altro buon motivo per pensare ad un futuro alternativo in Brasile.

C’è anche la servitù volontaria. Ed è la più insidiosa. A molti giornalisti, alla gran parte dei cosiddetti giornalisti italiani il bavaglio non serve. Nessuna legge li renderà meno liberi di quel che già sono. Tra questi, sia chiaro, non ci sono soltanto i dipendenti del partito azienda. I quali pure non si risparmiano in questa nobile gara. Guardate l’editoriale del direttore di “Studio Aperto”. Il regime mediatico è visibile nella sua ultima fase: la disperata negazione dell’evidenza. Con buona pace di quegli oppositori di panna montata che non hanno mai considerato lo strapotere mediatico dell’avversario – al pari dei problemi di mafia, corruzione ed eversione del suo gruppo di potere – un problema prioritario per l’agibilità democratica di questo paese.

Tratto da: http://www.pieroricca.org/2010/06/30/481057/

Mi vergogno di essere Italiano!

venerdì, giugno 25, 2010
posted by admin 11:25 AM

Ma non per quella cazzona di partita di calcio ma per QUESTO PERSONAGGIO E PER CHI LO HA VOLUTO COME MINISTRO: L’EX PRETE BELLUNESE, CHE ABITA A BARDOLINO (VERONA)ALDO BRANCHER.

Brancher ancora non può essere processato.. perchè è diventato Ministro..

brancher_aldo


Episodi come quello di Brancher, ministro e imputato che invoca il legittimo impedimento per evitare il processo Antonveneta, farebbero girare le palle anche a un santo. La rivoluzione italiana non ha però bisogno di ghigliottine, sono sufficienti i calci in culo.
“Brancher non può essere processato perchè deve organizzare il ministero “del nulla”.Questa emerita faccia di bronzo viene nominato ministro per sfuggire alla giustizia e ci prende pure per il culo. Ma vi rendete conto di cosa è capace questa classe politica. Ma cosa altro ci tocca sopportare? Trovo così assurdo quello che combinano che in certi momenti mi sembra di vivere un brutto sogno. Le loro malefatte,la loro arroganza,la loro sfrontatezza, mi offendono profondamente come cittadino. Viviamo in un paese dove una casta di merde calpestando leggi e costituzione fa i cavoli propri umiliando ed offendendo il resto dei cittadini.Odio questa MASSA DI MASCALZONI come non mi è mai capitato in vita mia di odiare. Scoppiasse mai la rivoluzione francese mi troverete in prima fila.
” annunziato l.”

Tratto da: http://www.beppegrillo.it/2010/06/rivoluzione_allitaliana.html

Nasce il Fatto Quotidiano on-line

martedì, giugno 22, 2010
posted by admin 10:33 AM

Nasce ilfattoquotidiano.it finalmente un giornale libero..

Visita il sito Ilfattoquotidiano.it

Povera Italia..

venerdì, maggio 28, 2010
posted by admin 11:21 AM

italia-nel-baratro

Scusate l’assenza, ma con quello che sta succedendo nel nostro paese mi sono ritrovato senza parole.

L’Italia mi delude e gli Italiani (o meglio gran parte) ancor di piu..
Ci stiamo facendo prendere per i fondelli da anni, ed ogni anno il tormentone è sempre lo stesso..
Solo una manovrina da 28 miliardi di euro.., Bisogna fare sacrifici..!!

Ma chi li fa? I nostri piolitici enormemente arricchiti con il loro affarismo..?

No!

Saranno sempre gli stessi a pagare, i poveri pezzenti che non contano nulla e si fanno sempre prendere in giro in tempo di elezioni..

Meditate gente, meditate..

——

Gli interessi privati e quelli delle persone vicine sono il motore che porta uomini e donne ad avvicinarsi a partiti e a centri di potere.
L’attenzione per tutto ciò che è pubblico e di tutti è irrilevante. A questo si aggiunge la volgarità a cui l’attuale governo ci ha abituati.
Sono convinto che l’abbassamento del livello culturale del popolo italiano sia una cosa disegnata e studiata a tavolino. Una volontà espressa di una certa oligarchia politica italiana che, per mantenere il potere e naturalmente il controllo della situazione, ha drogato la gente a suon di televisioni spazzatura.

Quando la nostra libertà viene minacciata, quando le intelligenze vengono represse e quando l’onestà viene umiliata dalla protervia e dalla violenza allora nessuno può tirarsi indietro.
Di fronte a tutto ciò credo si debba prendere posizione, e stare dalla stessa  parte di chi è indignato e non intende abbassare la guardia.

Tratto in parte da: http://blog.libero.it/icaro95/8631976.html

Regionali: Vince un po la Destra, un po la Sinistra

giovedì, aprile 1, 2010
posted by admin 9:39 AM

umberto-bossi-renzo

Le elezioni regionali del 2010 si sono tenute domenica 28 e lunedì 29 marzo. La consultazione ha interessato tredici regioni a statuto ordinario nelle quali i cittadini erano stati chiamati ad eleggere il nuovo Consiglio Regionale e, contestualmente, il Presidente di Regione. Nella stessa data, si è inoltre tenuta una tornata di elezioni amministrative in diverse aree del Paese.

Si è conclusa da poco.

Si è parlato molto di chi ha vinto. Dopo l’iniziale prudenza del Centrosinistra, nel dire che si trattava di un risultato tuttosommato soddisfacente, ora ci dicono che ha vinto il centrodestra 7 regioni a 5 credo..

Ma Larussa tiene a precisare che le regioni vinte dal Centrodestra sono le più popolose e quindi ha stravinto il Centrodestra..

Stronzate..!! Non fatevi prendere in giro e riflettete con la vostra testa.
Se governaste il 30% del paese Italia, veramente vi credereste dei perdenti?

Credete davvero che questi 2 blocchi, centrodestra e centrosinistra si facciano la guerra..? Forse in pubblico, ma in privato.. culo e camicia..

Questa non è una gara con 2 contendenti in cui uno vince e l’altro perde.. E’ una gara con 2 contendenti in cui uno vince e l’altro arriva secondo..

Il probelma non’è chi ha preso piu voti, ma chi governa..!! E a governare sono sempre loro, D’Alema (Bersani è solo il suo portavoce) e Berlusconi.. Non’è cambiato niente, se non il rapporto delle regioni.

E tutti a cavalcare sempre lo stesso motto.. CAMBIAMENTO… ma sono sempre loro a governare e non cambia nienete.. se non  in peggio..

Forse un piccolo sollievo arriva dalla lista del Movimento 5 Stelle di Grillo che in alcune regioni ha sfiorato addirittura il 10% !

Un movimento di persone stanche di vedere il proprio Paese fatto a brandelli, spolpato della propria ricchezza dalle logiche e dagli interessi della partitocrazia.

Ma il primo partito del Paese, quello si in crescita, è quello degli astensionisti, persone che non sanno più come fare per poter avere al proprio governo, gente almeno onesta..

Promesso.. da domani ricomincio a parlare di Brasile..

Non facciamoci fregare ancora una volta!

mercoledì, marzo 24, 2010
posted by admin 11:05 AM

pd-pdl-no

Il problema fondamentale che sta alla radice dell’errato uso che noi facciamo della democrazia è la scarsa capacità delle persone di vedere il gioco nel suo intero.

Di quel gioco noi normalmente vediamo solo il lembo inferiore – cioè la lotta quotidiana fra i politici del momento – che è quello che ci riguarda da vicino ogni volta che stiamo per votare.

Ma tutto quello che sta dietro, tutto quello che avviene prima e dopo le elezioni – cioè tutto quello che conta veramente – sfugge normalmente alla nostra attenzione.

Ciò non accade perchè siamo stupidi, ma perchè veniamo intenzionalmente distratti dai giochi di facciata, proprio per evitare che lo vediamo.

Ieri era lo scandalo delle veline, oggi è il “caos delle liste”, domani sarà un’altra stupidaggine qualunque.

Si chiama specchietto per le allodole, ha sempre funzionato, e purtroppo in questo caso le allodole siamo noi. Siamo tutti i popoli d’Europa, anzi dell’occidente cosiddetto democratico, dove orde intere di persone vengono convogliate periodicamente alle urne, nell’illusione di poter decidere del proprio destino.

Purtroppo avviene che al momento di entrare nell’urna il nostro destino è già stato deciso. Ci viene infatti offerta solo una alternativa apparente, le cui variabili non sono in alcun modo in grado di determinare reali cambiamenti nel percorso della nostra nazione.

Ciò che impedisce questo cambiamento di percorso è la replicazione di un sistema marcio alla radice, caratterizzato dalla corruzione e dal furto legalizzato di miliardi di miliardi di denaro che il contribuente ha versato, nella forma di tasse, illudendosi che venisse utilizzato per le giuste ragioni.

Piace a tutti trovare ospedali che funzionano, nel momento del bisogno e quindi è giusto dare il nostro contributo perchè ciò possa avvenire. Piace a tutti vivere in città pulite e ordinate, per passeggiare con i nostri figli, e quindi è giusto dare il nostro contributo perchè ciò possa avvenire. Piace a tutti avere servizi come riscaldamento, elettricità e acqua potabile, e quindi è giusto dare il nostro contributo perchè ciò possa avvenire.

Peccato che i nostri ospedali siano una vergogna nazionale, le città una latrina per animali domestici, e l’acqua che beviamo un concentrato di veleni inquinanti e cancerogeni.

Eppure i nostri soldi noi li abbiamo versati. Dove sono finiti?

E’ questa la parte che fatichiamo a vedere, perchè ovviamente nessuno ha interesse che venga vista. Le elezioni avvengono in pubblico, con grande clamore di fanfare, ma poi le ruberie avvengono in privato, nel silenzio di un corridoio oscuro, nella veloce strizzata d’occhio fra appaltato e appaltatore, oppure sotto forma di curiose consulenze, tanto improbabili quanto inappuntabili.

Finchè esisterà una volontà di rubare il pubblico denaro, non mancheranno certo le idee per farlo in modo sistematico ed efficiente.

Noi ci troviamo quindi di fronte ad una doppia illusione: da una parte, quella di scegliere davvero chi per noi debba pensare al bene comune, dall’altra quelle di versare allo stato una congrua parte dei nostri guadagni perchè serva a quel bene comune.

In realtà fra le due cose c’è una banda di ladri, organizzata in squadre alterne, che ottiene ogni volta da noi l’autorizzazione a delinquere per tornare a rubare il frutto del nostro lavoro.

Tutto questo il cittadino lo sa bene, ma evidentemente accetta uno stato di fatto che ritiene di non poter cambiare, perpetuando cosi all’infinito la propria schiavitù.

Tratto da: http://www.luogocomune.net/

Non facciamoci fregare ancora una volta!!

Invece di continuare a dare il nostro voto ai “soliti noti” (quanti sono stati indagati o condannati nell’ultimo periodo..?) perchè non provare un movimento giovane, nato dal basso, dal blog.. Sembrano ragazzi giovani e stanchi di farsi fregare come molti di noi.

Esclusi dalla maggiorparte dei dibattiti politici e praticamente assenti dai media.

Be, la mia opinione e che se il sistema (marcio) li rigetta.. questa è la maggior garanzia dell’onestà di questi ragazzi.

Ma questa è solo la mia opinione.. fatevi la vostra..

grillo-movimento-5-stelle

Un referendum per il Default. Salviamo l’Italia

martedì, marzo 9, 2010
posted by admin 7:00 AM

debitopubblicoitaliano

Le ridicole vicende greche hanno fatto distogliere l’attenzione su quanto accaduto in un altro paese, che e’ l’Islanda. Come ricorderete, l’ Islanda aveva scommesso molto sulla finanza di carta e al botto del credit crunch si era trovata sovraesposta e i cittadini pieni di debiti. Ma non solo: una delle loro banche , che di fatto pesa sul governo, era esposta finanziariamente in maniera enorme.
Quello che e’ successo e’ che inglesi e olandesi , ovvero i loro finanzieri, si sono presentati a battere cassa, pretendendo che dopo aver causato i disastri che ben conosciamo gli islandesi li finanziassero anche , come se il disastro fosse stato un’operazione in attivo.

Il primo ministro del luogo a quanto pare si e’ rifiutato di sbattere sul lastrico la popolazione islandese, e ha convocato un referendum, che ha vinto con percentuali bulgare.

In pratica, l’Islanda ha dichiarato default, e lo ha fatto con uno strumento democratico, che e’ il referendum. Questo atto probabilmente li portera’ fuori dall’ FMI (beati loro) e potrebbe , come dice l’articolo, creare dei problemi al loro accesso nella UE.

Ma non e’ qui il punto: il punto e’ che a loro e’ accaduto quanto accadde al Dubai. Non appena il governo dichiara default, i finanzieri si precipitano a trattare, e si accordano per una restituzione molto limitata dei soldi.

Cosa significa?

Se lo facessimo in Italia, cosa che auspico da sempre, e annunciassimo che il governo NON paghera’ il debito pubblico, non succederebbe quanto accaduto in Argentina (ove la crisi che e’ seguita e’ stata dovuta ad ALTRI fattori e il default e’ stato semmai una conseguenza) , succederebbe esattamente la stessa cosa: i contraenti del debito si presenterebbero a roma a cercare un accordo , e probabilmente ci troveremmo a restituire si e no il 20% dei soldi, solo avendo un governo che faccia la voce dura, o che non abbia scelta.

Lo strumento del referendum, in effetti, e’ micidiale. Il debito pubblico in se’, non essendo materia fiscale, non e’ compreso nella norma costituzionale che vieta referendum sulla politica fiscale. Cosi’ , e’ possibile anche in Italia organizzare un referendum che proponga al governo di NON pagare il debito pubblico. Una volta fatto il referendum, comunque lo gestisca il governo, il debito pubblico e’ esaurito.

Faccio presente che una volta fatto il referendum, non ci sarebbe bisogno di aspettare le sue conseguenze, perche’ il rischio sara’ cosi’ alto che gli investitori abbandonerebbero in massa i titoli di stato, o comprerebbero quantita’ enormi di CDS, ammesso che qualcuno glieli venda ad un prezzo decente , cosa che non e’.

Cosi’, e’ possibile portare il paese al default in maniera democratica.

Occorre che qualcuno, lavorando con un basso profilo, costituisca un comitato per il referendum contro il debito. Diciamo un referendum che, di punto in bianco, ridimensioni il deficit al 20% del suo valore attuale.

Questo deve essere fatto in sordina, quasi per passaparola, senza troppa pubblicita’ sui giornali, solo coi banchetti per le strade. In caso arrivi un giornalista, si fugge o si risponde “no comment”.

Poi si presenta il referendum alla consulta, e si aspetta che venga dichiarato attuabile. Una volta che la notizia finisca sui giornali, DI FATTO il referendum avrebbe aumentato il rischio cosi’ tanto che tutti molleranno l’osso e si precipiteranno a trattare.

Cioe’, il default e’ dichiarato nel momento stesso nel quale e’ ufficiale che potresti anche farlo; l’esito referendario e’ quasi irrilevante.

La cosa sulla quale vorrei essere chiaro e’ che non-succede-nulla. Come nel caso greco, come nel caso di Dubai, come nel caso islandese, a quel punto iniziano trattative su come gestire la cosa. Sapete perche’?

Perche’ di fatto la finanza e’ considerata molto piu’ potente di quanto non sia in effetti. Sinora il finanziere  ti ha detto “se il governo non fa come dico io, allora ritiro gli investimenti e il tuo paese fara’ la fame”. Davvero? Dimentichiamo pero’ che se il tuo “investimento” consiste nella costruzione di una ferrovia, per dire, tu non ritiri proprio nulla. E anche se non fosse un investimento materiale, non e’ che hai investito nel mio paese per farmi un favore: hai investito perche’ ci guadagnavi, e se adesso non ci guadagnerai piu’, ai tuoi azionisti non piacera’.

Morale della storia: persino stati relativamente piccoli quali il Dubai o l’ Islanda possono sfidare la finanza, che quando lo stato alza la voce si presenta a coda bassa per trattare. Faccio presente che la somma dei debiti islandesi e’ circa 11 volte il PIL, cioe’ hanno un debito pubblico del 1100% del PIL.

In passato, l’ FMI ha prestato un sacco di soldi all’Islanda, quasi 6 miliardi di euro, tramite le banche socie di Giappone  e di alcuni stati scandinavi. Il problema e’ che questo referendum forse mettera’ l’islanda fuori dall’ FMI, con il risultato che giapponesi e scandinavi rimarranno senza garanzie.(1)

Morale della storia: la finanza e’ debole, e si piega molto piu’ facilmente di quanto si creda, perche’ in fondo lavora su convenzioni e leggi, che i governi sono chiamati a far rispettare. Se non vengono rispettati, semplicemente i finanzieri si presentano col cappello in mano a trattare.

Per cui, direi che se qualcuno vuole formare un comitato che raccolga firme per il default, puo’ iniziare a rimboccarsi le maniche.

E no, non aspettatevi roba del genere da gente come Grillo, sanno solo fare ammuina.

Uriel

(1) Cosi’ imparano. Il prestito nacque perche’ i russi avanzarono l’offerta di un prestito da 4 miliardi di euro, potendo cosi’ espanedere l’area di influenza. L’ FMI si mosse facendo una controferta da 6 miliardi di euro, provenienti dalla banca centrale giapponese e da quelle scandinave.

Tratto da: http://www.wolfstep.cc/

Io, cittadino dell’Italianistan.

mercoledì, febbraio 24, 2010
posted by admin 4:54 PM

Salve, sono un cittadino dell´Italianistan.

Vivo a Milano in un palazzo costruito dal Presidente del Consiglio.
Lavoro in una azienda di cui è azionista il Presidente del Consiglio.
L’assicurazione dell´auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, come pure l´assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa.
La mattina compro il giornale, di proprietà del Presidente del Consiglio, come pure la banca ove mi accreditano lo stipendio.
Vado a far spesa in un Ipermarket del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti di aziende partecipate dal Presidente del Consiglio.
La sera, se vado al cinema, mi reco in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio e guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consiglio e da lui finanziato.
Se rimango a casa, guardo la TV del Presidente del Consiglio con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio, dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio sono continuamente interrotti da spot realizzati dall´agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio.
Spesso guardo i risultati delle partite, perché faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario.
Se non guardo la TV del Presidente del Consiglio, guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere.
A volte mi stufo e vado a navigare un po’ in internet, con provider del Presidente del Consiglio.
Se però non ho voglia di TV o di navigare in internet, leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio.

Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in Italianistan è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono approvate da un Parlamento composto da dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio.

Lui governa nel mio esclusivo interesse.
Mi sento un ragazzo molto fortunato!

Time: l’Italia contro la libertà internet

mercoledì, febbraio 3, 2010
posted by admin 4:32 PM

Da Time Magazine

“Hot on the heels of the Google vs. China censorship dispute, a new front in the showdown between state power and Internet freedom is opening in Italy. Prime Minister Silvio Berlusconi’s government is pushing through new measures that would give the state control over online video content and force anyone who regularly uploads videos to obtain a license from the Ministry of Communications”

(Immediatamente dopo la controversia sul caso Google contro Cina, si apre in Italia un nuovo fronte di conflitto tra potere dello stato e libertà sulla rete. Il primo ministro Silvio Berlusconi sta portando avanti nuove misure di legge che darebbero allo stato il controllo sull’attività di pubblicazione di video on line e costringerebbero coloro che lo fanno in modo regolare a fornirsi di una licenza rilasciata dal Ministero delle comunicazioni)

Con questa storia del decreto Romani, che di fatto mette il bavaglio a chi voglia esprimersi su YouTube o altra piattaforma video, ci siamo guadagnati, come dice il magazine americano, il secondo posto dietro la Cina in quanto a voglia di mettere le mani sulla libertà di impresa e su quella di espressione degli italiani.

Fonte: Time. (Leggi tutto l’articolo)