Archive for the ‘Politici’ Category
Io, cittadino dell’Italianistan.
Salve, sono un cittadino dell´Italianistan.
Vivo a Milano in un palazzo costruito dal Presidente del Consiglio.
Lavoro in una azienda di cui è azionista il Presidente del Consiglio.
L’assicurazione dell´auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, come pure l´assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa.
La mattina compro il giornale, di proprietà del Presidente del Consiglio, come pure la banca ove mi accreditano lo stipendio.
Vado a far spesa in un Ipermarket del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti di aziende partecipate dal Presidente del Consiglio.
La sera, se vado al cinema, mi reco in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio e guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consiglio e da lui finanziato.
Se rimango a casa, guardo la TV del Presidente del Consiglio con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio, dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio sono continuamente interrotti da spot realizzati dall´agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio.
Spesso guardo i risultati delle partite, perché faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario.
Se non guardo la TV del Presidente del Consiglio, guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere.
A volte mi stufo e vado a navigare un po’ in internet, con provider del Presidente del Consiglio.
Se però non ho voglia di TV o di navigare in internet, leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio.
Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in Italianistan è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono approvate da un Parlamento composto da dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio.
Lui governa nel mio esclusivo interesse.
Mi sento un ragazzo molto fortunato!
Time: l’Italia contro la libertà internet
Da Time Magazine
“Hot on the heels of the Google vs. China censorship dispute, a new front in the showdown between state power and Internet freedom is opening in Italy. Prime Minister Silvio Berlusconi’s government is pushing through new measures that would give the state control over online video content and force anyone who regularly uploads videos to obtain a license from the Ministry of Communications”
(Immediatamente dopo la controversia sul caso Google contro Cina, si apre in Italia un nuovo fronte di conflitto tra potere dello stato e libertà sulla rete. Il primo ministro Silvio Berlusconi sta portando avanti nuove misure di legge che darebbero allo stato il controllo sull’attività di pubblicazione di video on line e costringerebbero coloro che lo fanno in modo regolare a fornirsi di una licenza rilasciata dal Ministero delle comunicazioni)
Con questa storia del decreto Romani, che di fatto mette il bavaglio a chi voglia esprimersi su YouTube o altra piattaforma video, ci siamo guadagnati, come dice il magazine americano, il secondo posto dietro la Cina in quanto a voglia di mettere le mani sulla libertà di impresa e su quella di espressione degli italiani.
Un bancario ticinese: “Se parlassimo, il governo italiano cadrebbe in 24 ore”
“Non c’è politico o esponente dell’economia italiana che non abbia un conto in Svizzera”. Il ruolo della piazza finanziaria nella creazione dell’impero economico di Silvio Berlusconi. Il silenzio di Berlusconi sullo scudo fiscale e la guerra tra Tremonti e il Premier.

LUGANO – Per gli italiani il Canton Ticino è una classica piazza Off-Shore. Tra i 15.000 impiegati nella piazza finanziaria c’è un certo timore: Giulio Tremonti vuole prosciugare le banche luganesi.
Le autorità italiane stimano in 600 miliardi circa i fondi non dichiarati al fisco depositati in Svizzera. Rico von Wyss, docente dell’Università di San Gallo, riferisce a 20min.ch dei dati della Banca Nazionale Svizzera. Dei 4012 miliardi di franchi amministrati in Svizzera, sono 300 quelli in Ticino. E di questi 300 miliardi 200 sarebbero appartenenti a clienti italiani.
Il Ticino, con Lugano, è considerata la terza piazza finanziaria elvetica. Nel settore bancario a fare la parte del leone è Zurigo che, con il 43% degli occupati sul totale, si piazza decisamente al primo posto in Svizzera. Ginevra segue con il 19% e, infine, Lugano, che con il suo 5% è considerata una partner Junior. Per la clientela italiana la piazza bancaria ticinese presenta molti vantaggi. Nelle sfere di influenza, il Ticino è ormai considerato appartenente alla zona metropolitana di Milano. “La vicinanza geografica viene apprezzata dai clienti italiani – spiega il professore – e non esistono barriere linguistiche con i consulenti bancari”.
Ora la crisi economica e finanziaria acuisce il fabbisogno degli Stati di drenare denaro pubblico per rilanciare i consumi e l’economia. I grandi stati Europei hanno messo a punto amnistie fiscali per riportare a casa capitali non dichiarati in paesi esteri. Oggi il Blick mostra una sorta di cartina dei fondi neri. Sarebbero 193,4 i miliardi di franchi non dichiarati al fisco tedesco confluiti in Svizzera, mentre sono 185,2 quelli italiani. Una montagna di denaro.
Dopo il blitz di Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate dell’altro ieri, con la perquisizione di 76 succursali di banche svizzere in Italia, il governo svizzero esprime la propria preoccupazione e convoca l’ambasciatore d’Italia a Berna.
La tensione aumenta, così come il sentimento di ostilità nei confronti delle politiche economiche italiane, considerate oltraggiose da una buona parte dei partiti svizzeri. Al Blick un ex direttore con anni di esperienza alle spalle presso una delle più grandi banche in Ticino ha dichiarato che se lui parlasse, il governo italiano cadrebbe in un giorno”. “Non c’è nessun esponente del Governo, nessuno del mondo dell’economia italiana che non abbia un conto in Svizzera” ha raccontato l’ex direttore al Blick.
Il giornale svizzero tedesco parla del pericolo che il Premier Berlusconi correrebbe se si esponesse troppo sul tema dello scudo, aggiungendo che dopo le critiche durante il G20 di Londra, Berlusconi non si è più esposto sulla questione. Il Blick ricorda la misteriosa ascesa di Berlusconi e il ruolo decisivo della piazza finanziaria ticinese. “Grazie al silenzio degli avvocati e delle banche ticinesi – si legge sul Blick – non è ancora chiaro da dove sono arrivati i milioni che gli hanno permesso il sorgere del suo impero costruito attorno alla Fininvest”.
Infine, sul giornale ci si chiede se questa politica intrisa di attacchi contro la Svizzera non potrebbe rivelarsi suicida contro il Governo di Berlusconi. “Negli occhi dei banchieri è in corso una guerra tra Berlusconi e il ministro delle Finanze Giulio Tremonti. Quest’ultimo, a quanto sembra, vorrebbe candidarsi quale successore di Berlusconi”.
Fonte: http://www.tio.ch/
E’ confermato. La legge è uguale per tutti!

I giudici della Corte Costituzionale hanno dichiarato la NON costituzionalità del Lodo Alfano, la legge che sospende i processi nei confronti delle 4 più alte cariche dello Stato. Nulla di fatto nella seduta mattutina, la Corte si è aggiornata nel pomeriggio. La seduta è ripresa alle 16. Poi la decisione.
Protagonista della seduta di ieri la singolare difesa dei legali del premier. “La legge è uguale per tutti, ma non la sua applicazione” aveva dichiarato l’avvocato e parlamentare del Pdl Niccolò Ghedini. L’effetto della decisione della Consulta sarà la riapertura di due processi a carico del premier Berlusconi: per corruzione in atti giudiziari dell’avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset.

Fonte: http://www.repubblica.it/
18 Miliardi di euro anno per le auto dei nostri politici
Sommando gli stipendi degli autisti, i rifornimenti di carburante e i pedaggi autostradali di queste auto, secondo l’Associazione contribuenti, la spesa annua arriva a 18,23 miliardi di euro. E poi si parla di risparmi…

L’Italia ha conquistato un nuovo record mondiale per il proprio parco di ‘auto blù, che ha raggiunto le 607.918 unità. È quanto emerge dallo studio condotto da Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani con ‘Lo Sportello del Contribuentè che ha analizzato il parco auto esistente, sia proprie che in leasing, in noleggio operativo ed in noleggio lungo termine, presso lo Stato, Regioni, Province, Comuni, Municipalità, Asl, Comunità montane, Enti pubblici, Enti pubblici non economici e Società misto pubblico-private, Società per azioni a totale partecipazione pubblica. In soli due anni, in Italia, si è passati da 574.215 a 607.918 auto blu, un aumento del 6% in soli due anni. Dopo la legge del 1991 che limitava l’uso esclusivo delle auto blu ai soli Ministri, Sottosegretari e ad alcuni Direttori generali, si sono sempre proposte regolamentazioni e tagli, mai effettuati. La classifica dei paesi che utilizzano le ‘auto blù vede oggi al comando l’Italia con 607.918 seguita dagli USA con 75.000, Francia con 64.000, Regno Unito con 55.000, Germania con 53.000, Turchia con 52.000, Spagna con 42.000, Giappone, con 31.000, Grecia con 30.000 e Portogallo con 23.000. «In Italia gli amministratori pubblici hanno superato ogni limite – sostiene Vittorio Carlomagno, presidente Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Basterebbe una norma che stabilisse il limite di cilindrata delle auto blu per ridurre drasticamente il parco auto, sostenere le industrie automobilistiche italiane e incrementare l’utilizzo di prestigiose utilitarie italiane come la Grande Punto».
Fonte: http://www.ilsole24ore.com/
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| Sommando gli stipendi degli autisti, i rifornimenti di carburante e i pedaggi autostradali di queste auto, secondo l’Associazione contribuenti, la spesa annua arriva a 18,23 miliardi di euro. E poi si parla di risparmi…Certo che sentire queste cose fa davvero incazzare… Lavoriamo come matti, tiriamo la cinghia tutti i giorni, paghiamo le tasse per dare il nostro contributo allo Stato e questo è il risultato…Che razza di Paese..! | ||
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Crisi finanziaria in Italia..? Sognate uno stipendio d’oro? Diventate parlamentari!!
Qualche giorno fa mi è arrivata una mail dal mio caro amico Ivan. Una di quelle catene di Sant’Antonio tipo “falla girare” in cui si parla degli stipendi d’oro dei nostri parlamentari… (foto a lato..)
Allora ho provato a cercare qualche informazione in Internet (non ho certo voglia di scrivere fregnacce sul mio Blog) per cercare dei dati ufficiali…
Be, ho trovato proprio di tutto… informazione, controinformazione, disinformazione..
Ho dovuto aprire una decina di siti (incluso il sito del Governo e e della Camera) per farmi una idea abbastanza certa…
Quindi Vi pubblico i soli dati ufficiali che ho trovato (tabelle in basso) e le relative fonti ufficiali oltre a qualche breve riflessione…
Sognate un aumento di stipendio? Semplice! Diventate parlamentare e deciderete voi stessi di concedervelo. Tutti devono concordare il loro stipendio con il proprio datore di lavoro. I parlamentari, no. Bontà loro, dopo anni di prediche ai cittadini sulla necessità di tirare la cinghia e pagare le tasse per bilanciare i debiti dello Stato, si erano decisi, almeno, a congelare i loro stipendi da sogno. Illusione di brevissima durata. Infatti, i deputati si sono affrettati a chiedere l’adeguamento delle loro indennità (leggasi stipendio) per un importo pari a circa 200 euro mensili di aumento. Certo, bisogna capirli, mica possono andare avanti con stipendi di alcune migliaia di euro mensili e il carovita che incombe. Guardando le buste paga degli onorevoli, molti cominceranno a sognare…: una casa di proprietà (acquistata con un mutuo biennale, invece che ventennale), una vecchiaia confortata da una pensione di lusso (anche dopo soli 30 mesi di Parlamento e a noi ci tocca lavorare 35 ANNI!!!) e poi… spiagge, palme, sole, paesaggi tropicali che la maggior parte degli italiani possono vedere solo in fotografia. Il Brasile che noi sognamo per loro è sempre a portata di mano..
Qualcuno dirà che la vita del parlamentare è pesante e impegnativa… (be forse a giudicare dalla foto.. no..) ma leggendo la lettera di dimissioni della senatrice Franca Rame scopriamo come funziona l’ambiente da chi lo ha vissuto in prima persona: In Aula, quotidianamente, in entrambi gli schieramenti (meno a sinistra per via dei numeri risicati), vedi seggi vuoti con il duplicato della tessera da Senatore inserita nell’apposita fessura, con l’intestatario non presente: così risulti sul posto, anche se non voti e non ti vengono trattenuti 258 euro e 35 centesimi per la tua assenza, dando inoltre la possibilità ai “pianisti” di votare anche per te, falsando i risultati.
Se poi gli italiani si beccano dai politici epiteti tipo bamboccioni o coglioni, c’è da meravigliarsi?
Questa è la Busta paga di Franca Rame Maggio 2006
| Stipendio mensile Senatori (maggio 2006)* | Importo lordo | Importo netto |
| Indennita’ parlamentare | 11.190 | 5.419,46 |
| Competenze accessorie | 5.787,00 | |
| Rimborso portaborse | 4.982,02 | |
| Totale | 16.188,48 |
| Rimborsi annuali Senatori (maggio 2006)* | Importo lordo | Importo netto |
| Rimborsi viaggi internazionali di aggiornamento | 3.100 | |
| Rimborso spese telefoniche | 4.150 | |
| Rimborso spese informatica e telecomunicazioni | Plafond di 4.000 | |
| Biglietti treno e aereo | gratis |
*fonte: dati della busta paga di Senatore pubblicati dalla senatrice Franca Rame nel suo blog ufficiale.
Tratto da http://www.giornale.fm/2008/02/28/lo-stipendio-dei-parlamentari/
Altro link sull’argomento http://www.nsoe.info/node/125
Oggi, in questo momento di crisi profonda, dove oneste famiglie, non riescono ad arrivare a fine mese, i nostri parlametari continuano ad avere stipendi assurdi e benefici da far impallidire. Le cifre che di seguito riporto, sono sul sito ufficiale della Camera dei DeputatiMensilità:
Stipendio: Euro 5.486,58 netti
Diaria : Euro 4.003,11 mensili
Rimborsi: Euro 4.190,00 mensili (rimborso forfettario)
spese trasporto aereo, marittimo, autostradale, ferroviario tutto Gratuito
Tutte le altre agevolazioni, a questo punto sono davvero irrisorie. Dati riportati nel sito ufficiale della Camera dei Deputati http://leg16.camera.it/deputatism/4385/documentotesto.asp
Prima di lasciarvi…. un’ultima nota…
PARLAMENTARI ITALIANI: POPOLO DI SANTI, NAVIGATORI E DI “PIANISTI”

Prima di parlare e decidere dei ‘fannulloni’ nel pubblico impiego, i signori onorevoli dovrebbero fare un serio esame di coscienza e stabilire una volta per tutte che questa vergognosa prassi di votare anche per il collega assente oltre che trasgredire le più elementari regole democratiche, costituisce un pessimo esempio di comportamento per i nostri cittadini che guardano al parlamento sempre più spesso come la espressione massima del guadagnare senza far niente. E’ un invito alla furbata, al trucco per fregare gli avversari, un invito a passare col rosso ai semafori, a non pagare le multe, a non pagare le tasse, ecc. ecc… E’ ovvio, nessuno farà niente se sei un parlamentare, altrimenti …
Se il video dovesse essere “non disponibile..” provate direttamente su Su YouTube: http://www.youtube.com/watch?v=G4L6xvOBsZE
Che i signori deputati si diano una bella regolata e puniscano i trasgressori come gli impiegati che si fanno timbrare il cartellino dai colleghi o che timbrano ed escono a fare la spesa!
O diventeranno cosi….
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