Archive for the ‘Pressione fiscale’ Category
Commercialisti: in Italia la pressione fiscale reale è al 50,6%.
Come ti calcolo una pressione fiscale del 42,8% col trucco..
«Se calcolata sul PIL depurato della componente stimata di economia sommersa, la pressione fiscale nel nostro Paese per il 2008 schizza da un già elevato 42,8% a un insostenibile 50,6%.
Un cifra che pone l’Italia al primo posto della classifica europea dei Paesi più esosi con i cittadini, facendole superare anche Paesi come la Danimarca (49,2%), la Svezia (47,6%) ed il Belgio (45,9%), i quali tuttavia garantiscono a quei medesimi cittadini ben altri standard di servizi e di welfare, rispetto a quelli su cui possono contare i cittadini italiani». Sono i dati di un calcolo effettuato dall’Istituto di ricerca dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili, illustrati oggi dal presidente nazionale della categoria, Claudio Siciliotti, nel corso della sua relazione alla seconda Assemblea nazionale dei commercialisti.
Il dato italiano di pressione fiscale, pari nel 2008 al 42,8%, è calcolato sulla base del Pil che comprende anche la quota di economia sommersa stimata dall’Istat, ma è evidente che il prelievo fiscale si concentra sulla parte emersa dell’economia del Paese e quindi, sul Pil depurato da tale dato, essa risulta sensibilmente superiore a quello degli altri Paese europei.
(Cosa?? Proviamo a capire… il dato Italiano sulla pressione fiscale è calcolato considerando il tasso di evasione stimato??? Questo vuol dire che la pressione fiscale è il 42,8% del PIL ma viene pagata solo dai contribuenti onesti anche per gli altri!!!)
Anche depurando il Pil di quei Paesi delle stime del sommerso, i numeri cambierebbero di poco, dal momento che la loro economia sommersa ha un’incidenza sui rispettivi Pil assai più contenuta di quella che si verifica in Italia.
«Con una pressione fiscale di questo tipo e un debito pubblico al 115% sul PIL – ha affermato Siciliotti – questo Paese può soltanto vivere alla giornata. È tempo di un fisco leggero con sanzioni pesanti. Da una dozzina di anni a questa parte, la politica fiscale italiana è stata invece sostanzialmente orientata verso un fisco sempre più pesante con sanzioni sempre più leggere. Con gli effetti che oggi constatiamo in termini di sommerso ed evasione».
Tratto da: http://www.ilsole24ore.com/
Ocse: rallenta la pressione fiscale, non in Italia

Parigi - Tasse in frenata nei paesi Ocse per via della crisi economica, ma in Italia continuano ad aumentare facendo registrare uno degli aumenti più forti dell’area dal 2006 al 2007 e confermando il Paese al sesto posto nella top 10 dei paesi più “tartassati” dal fisco. È quanto emerge dall’ultimo Revenue statistics dell’Ocse, il rapporto annuale dell’organizzazione – presentato oggi a Parigi – sui trend della pressione fiscale nei principali paesi industrializzati.
L’incidenza del fisco sul pil Secondo i dati raccolti, aggiornati al 2007, l’incidenza sul pil del gettito fiscale nella media dei 30 paesi dell’Ocse “si è quasi fermata nel 2007″ registrando un calo in ben 11 dei paesi presi in considerazione. In Italia, al contrario, la ratio delle tasse sul pil è salita di 1,2 punti percentuali al 43,3% contro il 42,1% del 2006, uno degli incrementi più consistenti dopo quelli registrati in Ungheria (2,2%) e in Corea (1,9%). Dal 1975 ad oggi inoltre la pressione fiscale del Paese è aumentata di 17,9 punti percentuali. Il balzo più forte dell’onere fiscale in Italia si è avuto tra il 1975 e il 1985 (dal 25,4 al 33,6), mentre unico trend discendente si è registrato dal 2000 al 2005 con percentuali passate dal 42,3 al 40,9
La top 10 dell’Ocse In cima alla lista dei paesi più bastonati dal fisco la Danimarca, con un’incidenza delle tasse sul Pil pari al 48,9%, seguita dalla Svezia (48,2), dal Belgio (44,4) e dalla Francia che, in fatto di tasse, ci supera con il 43,6. Paese dal fisco leggero invece il Messico (20,5), seguito dalla Turchia (23,7), dagli Usa (28,3) e dalla Svizzera (29,7). La media dei paesi Ocse, il cui dato risale però al 2006, è pari al 35,9%, dato sostanzialmente stabile dal 2000 quando era anche leggermente inferiore al 36,1.
I redditi da lavoro e d’impresa L’Italia si distingue anche per il più forte aumento dal 2006 al 2007 della tassazione diretta sui redditi da lavoro e d’impresa in percentuale al pil: nel paese è salita dello 0,8 al 14,8 sopra la media Ocse del 13% (dato del 2006). La più forte incidenza delle tasse sui redditi è in Danimarca dove queste rappresentano il 29,3% del pil, seguita dalla Nuova Zelanda (22,3), Norvegia (20,7) e Svezia (18,7).
Fonte: http://www.ilgiornale.it/





















































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